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Ferrari 488 Pista, meravigliosa creatura: la prova
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Ferrari 488 Pista, meravigliosa creatura: la prova

Più leggera e più potente della 488 GTB garantisce stupisce per facilità di guida su strada e in pista

FIORANO - Ogni epoca ha la sua arte e quella di oggi si limita ad installazioni spesso poco comprensibili a confronto con i capolavori disseminati nel mondo. La Meravigliosa creatura invece è il simbolo dell’arte contemporanea, inevitabilmente tecnologica, rigorosamente in movimento, sintesi ideale di tradizione e modernità applicata alla mobilità, magari esclusiva, ma sempre mobilità.

La Meravigliosa creatura come canta la Nannini “è sola al mondo”, perchè questa Ferrari 488 Pista, l’ultimo cesello di mastro Flavio Manzoni e dei suoi uomini, è davvero un capolavoro di bellezza incastrato in una fusione di motore, aerodinamica ed elettronica, la sintesi della tradizione di Maranello nello sport, dalla F.1 all’endurance di 488 GTE e Challenge, per non parlare della 430 Scuderia allevata da Michael Scumacher nel 2007. Un pacchetto di storia applicata, funzionale a rendere la Ferrari più estrema, e con il V8 più potente, di sempre (720 cv e 770 NM a soli 3.000 giri e in settima!) non solo accessibile, ma anche facile da guidare ai clienti, come a chiunque abbia la fortuna di salirci sopra. Una consapevolezza utile per superare il primo impatto fisico con la Ferrari 488 Pista, uno squalo Rosso a suo agio nell’acquario di Fiorano, l’ambiente che l’ha vista crescere e svilupparsi per quasi due lunghi anni, sotto le amorevoli cure del collaudatore Raffaele De Simone.

Ferrari 488 Pista, Raffaele De Simone ci racconta l'ultima nata di Maranello


“La paura di averla accanto”, di salirci e guidarla, nella fattispecie, per continuare con la Nannini si attenua ad ogni parole di Raffaele che spiega i numeri e il comportamento di quella che è anche la sua “creatura”. La velocità massima di 340 orari, i 2”85 necessari per arrivare a 100 km/h e i 7”6 per toccare i 200 all’ora, i rassicuranti 29,5 metri per fermari da 100 km/h. Poi si accende la musica del V8 e ti rendi conto che anche certe sculture hanno una voce, sanno parlare e cantare. 

Così, quando inizia la sinfonia delle curve di Fiorano, diventa evidente come il capolavoro in Ferrari l’abbiano fatto fuori e dentro. A cominciare dalla ferrea “dieta”, a base di compositi di carbonio, dal cofano motore agli interni privati anche del portaoggetti, capace di limare qualcosa come 90 kg alla 488 GTB (- 18 solo dal motore) che rende agilissima e leggera la 488 Pista (ha un rapporto peso/potenza di 1.78kg/cv) pur rimanendo incollata alla pista come sulla strada, durante l’escursione sulle colline emiliane. Merito dell’ultima “genialata” dei tecnici di Maranello, il nuovo FDA (Ferrari Dynamic Enhancer) che permette il controllo della dinamica laterale, in modo da spazzolare le curve e far fumare le Michelin Pilot Sport Cup 2, una volta staccato il controllo della trazione (Ct-Off sul manettino). Il tutto, unito alla sesta generazione dello Side Slip Control, consente quasi a chinque di raggiungere il proprio limite in piena tranquillità e sicurezza.  

Ma senza di lui, senza il cuore, cioè il motore, il resto avrebbe poco senso. Perchè, è tutto vero, compresa un’efficienza aerodinamica migliorata del 20% rispetto alla 488 GTB (oltre ai 50 cv in più) ma spingere il pulsante dell’accensione, inserire la prima e sentirsi spinti da 720 cv capaci di diventare anche progressivi, è un’emozione difficile da descrivere. Forse ci riescono meglio i quattro premi vinti dal suddetto turbo V8 al “Motore dell’Anno” (in tutto sono stati 6 per Maranello, un record, il 27° premio in 20 anni). Perchè le emozioni sono come le sculture, hanno una voce, la stessa della Meravigliosa creatura della Nannini  “all’improvviso tu scendi nel paradiso...”.

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