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Honda Jazz, la prova della compatta "magica"

Honda Jazz, la prova della compatta "magica"

Al volante della nuova citycar che sfida la 500L: pratica, molto spaziosa e tecnologica. Manca qualche dettaglio premium e il cambio automatico è un po’ lento

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 Francesco Colla

martedì 10 novembre 2015 15:17

Honda Jazz, i quattro metri che non ti aspetti. Il mondo dell’auto, parafrasando Al Pacino in Ogni maledetta domenica, è un gioco di centimetri. E alle citycar, oggigiorno, si chiede non solo di essere pratiche come le vecchie utilitarie; ma di avere carattere, tanta tecnologia e spazio a sufficienza per affrontare i week end di shopping e la prova delle vacanze estive. 

Abbiamo provato la terza generazione di compatta in versione top di gamma Elegance Navi Adas con motore benzina 1.3 da 102 cavalli abbinato a cambio automatico CVT, in vendita dallo scorso settembre con prezzi da 17.700 euro, 3 mila in più della entry level. Ebbene soddisfa tutti i requisiti di cui sopra, grazie a qualche trucco molto ben congegnato. Esteticamente di carattere (bella o brutta fate voi, di sicuro è incisiva come tutte le nuove Honda), nasconde un abitacolo dai volumi inaspettati grazie ai Magic Seats già collaudati sulla CR-V: posizionando il serbatoio della benzina sotto ai sedili anteriori si libera molto spazio per rendere la vita piacevole ai passeggeri e per il bagagliaio. Quest’ultimo è di ben 354 litri, 54 in più (ad esempio) della concorrente Renault Clio. E per venire incontro alle incombenze quotidiane che non ti aspetti (la classica e dolorosa gita a Ikea, ad esempio), i sedili posteriori si ripiegano in avanti creando un fondo piatto di 1,5 metri di lunghezza con un volume complessivo di 1314 litri

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Spazio a parte si apprezza la praticità dei tanti vani portaoggetti dove sistemare in buon ordine chiavi (c’è l’accensione keyless), smartphone (che col bluetooth si connette al sistema di infotainment), bottiglie. Etc. etc. C’è tutto, compreso il touchscreen 7 pollici con navigatore, la telecamera posteriore, i sedili riscaldati e il volante multifunzione. Manca solo, trattandosi comunque di una top di gamma, qualche dettaglio premium che possa renderla accattivante anche per gli automobilisti (ma soprattutto le automobiliste) fashion victim. 

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Partiamo: la posizione di guida rialzata (a causa del già citato sistema Magic Seats) offre una visibilità ottimale, ma costringe a tenere le ginocchia un po’ piegate e in ottica “lunghe trasferte” potrebbe risultare scomoda. La seduta è comunque confortevole e i sedili sostengono bene. Il motore è silenzioso ai bassi regimi, ma abbinato al cambio automatico (leggermente lento a scalare), costringe spesso ad affondi per ottenere brio: ci si inizia a divertire dai 3.500 giri in poi, anche grazie a uno sterzo diretto e all’assetto piuttosto rigido che comunque sopporta bene le asperità delle strade romane. Comunque sia inutile chiedere troppo a un’auto che non è nata per correre ma che (spremuta a fondo) può garantire un dignitoso scatto da 0 a 100 11.5 secondi e una velocità massima dichiarata di 190 orari. 

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Nota sicuramente positiva, i consumi: Honda dichiara 20 km con un litro di benzina nel ciclo misto. In città, con una guida tutt’altro che sobria si percorrono, a quanto segnala il computer di bordo, 12,5 km con un litro: non è affatto male.  Da segnalare, infine, la dotazione di sicurezza del pacchetto ADAS, meritevole delle 5 stelle ai crash test Euro Ncap e degna di una premium: allarme collisione frontale, riconoscimento segnali stradali, cruise control intelligente, allarme di superamento involontario della corsia e sei airbag. 

In conclusione la nuova Honda Jazz è una scelta intelligente, soprattutto per chi ha bisogno di un’auto versatile, poco dispendiosa e adatta ad affrontare ogni sfida quotidiana. Chi cerca un modello “fashion” meglio si rivolga altrove. 

 

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