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Suzuki Vitara, SUV ma non troppo: la prova

Suzuki Vitara, SUV ma non troppo: la prova

Al volante dell'ultima generazione di sport utility giapponese: linea e abitacolo sono più gentili di un tempo, la grinta è sempre la stessa. 

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 Francesco Colla

lunedì 16 novembre 2015 09:09

Suzuki Vitara è un nome che dice molto. Evoca ricordi di fine anni '80, quando in un mondo ignaro delle sport utility, la piccola fuoristrada (o "jeep" come molti chiamavano le 4WD con squisito romanticismo da secondo dopoguerra) giapponese fece capolino saltando tutta infangata sugli schermi non ancora piatti delle tv italiane. Piacque, eccome: perché era nuova e diversa, pronta per l'offroad ma anche docile in città, versatile ed economica. 


Un'antesignana, ma non lo sapevamo, di quei SUV di ogni taglia che hanno invaso il mercato, costringendo marchi insospettabili a sconfinare (anche con ottimi risultati) in segmenti che mai avremmo sospettato. Tempo quindi per i classici di rinnovarsi: Jeep (quella vera e originale) ha estratto dal cilindro una Renegade che più "cool" e più "young" non si può, Suzuki ripropone la piccola icona Vitara adeguata alle aspettative dell'automobilista del terzo millennio. 


Presentata nel 2014 ha immediatamente messo in chiaro di essere stilisticamente al passo coi tempi: linee moderne e aggressive, via la ruota di scorta dal portellone, ingombri ridotti (solo 418 cm di lunghezza) per divincolarsi nelle giungle urbane, abitacolo spazioso e funzionale. E prezzo base interessante: 19.900 euro per l'entry level benzina 1.6 da 120 cv abbinato alla trazione anteriore. Già perché i tempi cambiano e per molti la trazione integrale è ora un optional assolutamente rinunciabile. 


Abbiamo trascorso alcuni giorni in compagnia della top di gamma diesel con motore 1.6 da 120 cv e trazione 4WD AllGrip in allestimento V-Top (27.100 euro) con l'aggiunta del pacchetto V-More. Insomma il non plus ultra della famiglia con fari LED, tergicristalli con sensori, luci automatiche, sistema di infotainment touch da 7" con navigatore e telecamera posteriore, accensione keyless, cerchi da 17", e interni in pelle. Senza considerare il sistema di sicurezza attiva con frenata automatica d'emergenza e cruise control adattivo che ha consentito alla nuova Vitara di superare a pieni voti l'esame EuroNcap. A completare il panorama il già citato pacchetto V-More che aggiunge dettagli cromati, cruscotto colorato e tetto panoramico in vetro apribile elettronicamente. 


L'abitacolo convince ma con qualche riserva: c'è spazio per viaggiare dignitosamente in cinque con bagagli annessi (il bagagliaio ha un volume di 375 litri) e tutto infonde solidità e buona fattura, anche se non guasterebbe qualche dettaglio premium, vedi un rivestimento soft sulla plancia "plasticosa" e la regolazione elettrica perlomeno per il sedile del guidatore. La seduta comunque è confortevole, leggermente rialzata e garantisce un ottima visibilità a 360°. 

Suzuki Vitara, il listino prezzi completo
Premiamo start e partiamo: il motore DDis dimostra subito una bella grinta e regala un sound "old school" da vecchio fuoristrada. In senso buono per carità: è brillante e anche se 120 cavalli non sono molti la leggerezza dell'auto (ben 360 kg in meno della vecchia Vitara) abbinata a 320 Nm di coppia garantiscono uno spunto sempre brillante. In città lasciamo il selettore della modalità di guida su Auto, in modo tale da sfruttare la sola trazione anteriore: ci si muove agilmente e l'assetto reagisce, come lecito attendersi, in maniera ottimale a buche e dossi. Ai semafori interviene lo start and stop e la telecamera posteriore aiuta non poco nelle manovre.

Fuori città passiamo a Sport, in modo che la trazione integrale possa compensare eventuali perdite d'aderenza: nessuna sbavatura, merito anche dello sterzo preciso, e rollio praticamente assente. A 110 km/h, in sesta marcia, il computer di bordo ci segnala 5 litri per 100 km, ossia 20 km con un litro, mentre a 130 i consumi si alzano sensibilmente sugli 8 litri per 100 km. A velocità di crociera appare evidente che l'auto ama anche viaggiare, nonostante l'insonorizzazione non sia propriamente al top. Comunque è promossa. Nello sterrato ci si diverte come bambini e anche se non abbiamo affrontato un percorso che richiedesse la modalità di guida dedicata si capisce che, nonostante i cambiamenti, Vitara è ancora capace di farsi rispettare in off-road.


Complessivamente nuova Vitara è una rarità: nel senso che è un'auto evoluta ma al contempo rispettosa della tradizione del suo nome e del suo marchio, difettucci compresi. Solida, brillante, funzionale è pronta a portarti ovunque con quella sobrietà tipicamente Suzuki che alcuni giudicano spartana ma ad altri evoca esotiche avventure alla Dakar. Consigliata a chi sente la nostalgia del fuoristrada ma non vuole rinunciare a tutto quello che offre una moderna sport utility.

 

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