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Nuova Fiat Tipo, primo contatto su strada

Nuova Fiat Tipo, primo contatto su strada

Al volante dell'inedita berlina tre volumi Fiat: grande abitabilità interna, motore diesel energico e silenzioso, buone sensazioni di guida. Gli interni non sono premium, ma a un prezzo del genere non si può chiedere di più. 

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dal nostro inviato Pasquale Di Santillo

lunedì 30 novembre 2015 10:44

TORINO - Mettiamoci subito d’accordo: la nuova Fiat Tipo può piacere oppure no, è un mero problema estetico, molto soggettivo. Di certo, non si può ignorare la sostanziale intelligenza del progetto e della strategia produttiva dalle quali nasce. Erede come nome di quella vettura prodotta in due milioni di pezzi e vincitrice del premio auto dell’anno nel 1989, la berlina compatta in fase di decollo su 40 mercati europei, dopo il primo impatto al Salone di Istanbul sotto le mentite spoglie di Aegea, la Tipo 2.0 ricalca la fortunata formula di allora: funzionalità e spazio accessibili a tutti, grazie ad un rapporto qualità-prezzo di difficile reperimento sui listini


   
FILOSOFIA - Il piano è chiaro, anzi annunciato. «Vogliamo riportare FIAT nel cuore del segmento medio del mercato europeo - spiega Luca Napolitano responsabile del brand Fiat per l'Emea-. La nuova Tipo è un’auto piena di valore  e di valori, proposta al giusto prezzo. Praticamente un terzo di meno rispetto ai listini della concorrenza per la stessa tipologia di auto e contenuti».    Il legittimo dubbio viene parlando proprio di berline tre volumi, un segmento che in Italia non fa grandi numeri - premium a parte e nonostante sintomi di ripresa - a differenza del resto d’Europa dove si vendono bene: «Abbiamo invertito l’abituale ordine dei lanci - continua Napolitano. Di solito si comincia con un’hatchback per poi arrivare a berlina e station wagon. Noi abbiamo deciso invece di partire proprio dalla berlina per imporre una linea e una scelta diversa. E’ un progetto che ha avuto una lunga gestazione, quasi tre anni, con 8,7 milioni di chilometri di test e 50.000 ore di analisi al computer. Tipo nasce dalla piattaforma B-wide, la stessa dalla quale escono 500X, 500L e Jeep Renegade e che a pieno regime, nel 2017, sfornerà un milione di pezzi l’anno». 
   
SEMPLIFICARE - Il percorso insomma è tracciato: vedremo hatchback e station wagon al prossimo Salone di Ginevra. Ma è inutile chiedere in casa Fiat quali sono gli obiettivi di vendita, nonostante il piano piuttosto aggressivo del lancio, con l’Opening Edition - cdai numeri e tempi non definiti - che offre la versione a benzina 1.4 da 95 cv a 12.500 euro e la diesel 1.6 da 120 cv a 16.500, rispetto ai 14.500 e 19.900 del listino normale. «E’ inutile insistere - chiarisce Gianluca Italia - lo sapete non dichiariamo mai i target di vendita. Chissà. magari riusciremo a stupirvi. L’Opening Edition? Quando avremo venduto tutte le auto previste dal piano, lo saprete. In realtà, stiamo cercando di capire se in Italia c’è ancora un mercato per questo segmento di vetture. Non a caso abbiamo semplificato al massimo l’offerta con due allestimenti e versioni così da fare in modo che la scelta sia più agevole per tutti. Posso solo aggiungere che i concessionari  hanno chiesto un numero di vetture tre volte superiore a quello che ci aspettavamo...». Alla fine lo choc non sta solo nel prezzo della nuova Fiat Tipo. Perchè una volta saliti a bordo la sorpresa è totale, dagli spazi al comportamento su strada. Ma andiamo con ordine. 
   
DESIGN -  L’impatto visivo con le linee, con l’estetica della macchina è buono, non parliamo di un capolavoro alla Caravaggio ma di una macchina in definitiva godibile. Del resto fare una berlina tre volumi non lascia tanto spazio alla fantasia. Al Centro Stile Fiat di Torino dove ci ha lavorato un team di duemila persone hanno fatto un ottimo lavoro, le proporzioni ci sono tutte e l’armonia non manca come conferma il cx di 0,29, al vertice del segmento. Il cofano è allungato, secondo i dettami del trend dominante e i muscoli si vedono tutti. L’identità è spiccata, forte anche grazie al frontale dal look sportivo con i gruppi ottici, autentici elementi di design, collegati alla calandra  molto aggressiva. I nervi delle fiancate si uniscono al posteriore senza forzature, anzi scolpendo ancora di più i muscoli in perfetto Italian Style.
   
INTERNI - Passando all’interno, quello che colpisce sono gli spazi, davvero enormi. Dal bagagliaio di 520 litri che può ospitare comodamente due valige grandi e almeno un trolley piccolo, all’abitacolo dove conducente e passeggeri - anche tre dietro - sono davvero comodi come dimostrano gli spazi per le gambe. Tra il punto di seduta e il tallone del passeggero ci sono un metro e 7 cm all’anteriore, 934 cm al posteriore, insomma c’è spazio anche per giganti da quasi 190 cm (davanti) e oltre 180 cm (dietro). Poi il design degli interni, non è in stile old Fiat ma è moderno, con una plancia formata da due gusci con materiali di buona qualità mentre le maniglie hanno consistenza cromo satinata. Il display touch screen da 5 pollici con il sistema multimediale UConnect non è da premium ma a certi prezzi non si può pretendere di più. Ci sono tutte le dotazioni tecnologiche del caso con Bluetooth, vivavoce e streaming audio, lettore di sms e riconoscimento vocale, porte Aux e Usb con integrazione iPhone/pod.

Fiat Tipo, la berlina dal "prezzo choc"
   
SU STRADA - Finalmente al volante, la nuova Fiat Tipo completa la sensazione positiva di tutto il progetto. Il motore MultiJet II 1.6 da 120 cv della prova è silenzioso e lontano parente della precedente generazione, da tutti i punti di vista. Se i decibel sono ridottissimi, il propulsore è all’avanguardia nella lotta a consumi-emissioni di CO2 e NOx: con la tecnologia Dpf abbatte i primi, con un catalizzatore ossidante integrato all’altra tecnologia Nsc riduce del 60% i secondi. Ma è tutto l’insieme a funzionare: l’isolamento acustico regge, vibrazioni ridotte al minimo, il cambio manuale a sei marce è puntuale, fluido e preciso e la macchina ha un comportamento impeccabile. Sia sulla superstrada, dove registra una grande reattività in progressione (199 km/h velocità massima), che sul percorso collinare sopra Torino dove la monoscocca rigida e leggera e le sospensioni McPherson all’anteriore, ponte torcente com ammortizzatore telescopico al posteriore regalano una stabilità totale anche in curva e a buona velocità. E se Marchionne e i suoi ci avessero visto giusto anche questa volta?

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