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Nissan GT-R, il gioiello artigianale si guida facile anche all'università di Schumi

Nissan GT-R, il gioiello artigianale si guida facile anche all'università di Schumi

Fantastica prova a Spa Francorchamps del bolide giapponese da 570 cv con motori fatti a mano. Un “mostro” potente ma docile anche su strada, che costa 101.900 euro

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dal nostro inviato Pasquale Di Santillo

lunedì 13 giugno 2016 11:27

SPA-FRANCORCHAMPS - Nella storia si entra di corsa e in punta di piedi, con un tocco lieve di acceleratore a bordo del “mostro” gentile e stupendo, la nuova Nissan GT-R MY 2017. 
   
INTRECCIO DI STORIA. Il silenzio delle verdissime colline delle Ardenne dove, per due volte nelle guerre Mondiali si sono decisi i destini d’Europa, è abituato al rombo cattivo e potente di ogni tipo di propulsore. Perchè, qui a Spa-Francorchamps, la storia del mondo, si intreccia in maniera incredibile con quella della velocità e del motorismo, in un paradosso senza fine. In questa colonia di foreste della Vallonia, a 35 chilometri da Liegi, dove i romani prima e gli imperatori austriaci dopo, hanno fondato e alimentato la cultura del benessere grazie alle acque termali della zona, trasformandolo in “caffè d’Europa” e sede del primo casinò moderno, bisognava trovare la maniera per “spezzare” la monotonia della tranquillità.
 
E quale maniera migliore per accelerare il flusso d’adrenalina nel sangue che costruire un pista mozzafiato, una sorta di ottovolante in mezzo alle colline e ai boschi, senza un tratto piano, solo salite, discese, 20 curve e tre rettilinei da fare a palla di cannone. Un tempo - è datata  1923 - era lunga oltre 14 chilometri perché comprendente pezzi di strada normale. Oggi l’hanno ridotta alla metà (7004 metri), ma rendendola possibilmente ancora più eccitante.
 
EMOZIONE SCHUMI. Sì, nella storia si entra di corsa con il gioiello Nissan GT-R ma sempre in punta di piedi ricordandosi che siamo all’Università della F.1 dove il re incontrastato è, ancora oggi, Sua Maestà Michael Schumacher con le sue 6 vittorie e il record in gara, 1'47” e spiccioli. 

E quando ci danno il via per accendere il temporale che cova sotto i nostri sedili, il tuono anticipa il lampo: il V6 3.8 biturbo, portato da 550 a 570 cv regala la sensazione immediata di essere nel posto giusto con la macchina giusta. Il sound eleborato con gli specialisti della Bose, unito ai nuovi scarichi in titanio con valvola parzializatrice, sceglie la versione racing, diversa da quella stradale, dove certe note esagerate vengono diluite se non eliminate. 
   
UNIVERSITA’ BAGNATA. Ci fanno entrare all’... Università di Spa all’altezza del tornante de La Source, quello dopo il rettilineo delle tribune e dei box. Pioviggina, ovviamente, la pista è umida, tanto per non farci mancare nulla. Dicono che per capire qualcosa di Spa-Francorchamps ci vogliano un centinaio di giri, noi ne abbiamo a disposizione sei, divisi in due stint da tre: insomma, è come guidare al buio senza luci. Per fortuna, la Nissan GT-R è sì un “mostro” di cattiveria, ma docile. Facile da guidare, in ogni situazione, fluida, progressiva come si era capito nel lungo percorso autostradale che da Dusseldorf ci aveva portato in Belgio e nel tratto guidato tra le colline che racchiudono questo tempio-toboga della velocità. A tutto il resto, pensa il nostro istruttore che ci aiuta ad evitare il decollo in direzione boschi.

Facile, sicuro. Eppure 570 cv sono tantissimi e la discesa che ci si para davanti fa impressione, sembra infinita e invece no, arriva la compressione della storia, l’Eau Rouge-Radillon con doppia curva in salita (destra-sinistra), una sorta di trampolino di lancio verso il rettilineo in salita del Kemmel, eterno anche questo. Venti-venticinque secondi di gas totale mentre la Nissan GT-R fa intuire di avere un potenziale con limiti difficili da capire, se non sei un pilota vero. Già, quelli bravi, quella della  F.1 vanno giù e poi su come siluri senza togliere il piede dall’acceleratore, e la domanda è: come fanno?
   
QUALITA’ TOTALE. Mentre ci rassegniamo a rimanere senza risposta, le qualità di GT-R emergono da questo punto in poi: nella serpentina che da Les Combes porta alla Rivage e poi fino alla Stavelot tra curvoni velocissimi al punto da somigliare a rettilinei, tutte in discesa o quasi, la macchina si muove quel tanto che basta per riprenderla, perchè i controlli di trazione e l’elettronica intervengono al momento giusto, senza intralciare troppo. Eppure la potenza resta tutta a terra. Anche impegnandosi, non si perde mai il controllo.

Merito del cambio, con paddle finalmente montati sul volante, di un software di gestione che ha abbassato la velocità del passaggio da una marcia all’altra fino a 2 decimi di secondo senza il minimo sussulto! E di un assetto completamente rinnovato per Nissan GT-R: cofano, paraurti e minigonne rifatti per migliorare la deportanza, come i montanti capaci di ridurre le turbolenze posteriori, scocca più robusta (parabrezza e portabagli) per aumentare la rigidità torsionale, prese d’aria più ampie per raffreddare il tutto e infine sospensioni e sterzo, che a Spa aiuta non poco per la sua precisione e l’immediatezza della risposta.
   
CHE MOTORE! Quando si arriva nel terzo settore, si capisce invece la incredibile elasticità del motore che risponde alle sollecitazioni in maniera fluida, progressiva, accompagnando in derapata la macchina nell’altro lunghissimo rettilineo del Blanchimont, in maniera omogenea. E ancora una volta Nissan GT-R regala la sensazione di poter spingere all’infinito, quando invece bisogna pestare il freno per superare la chicane della Bus Stop (sì, prima lì si fermava un autobus...) che poi conduce verso il rettilineo dei box. 
 
Pensare che questi propulsori vengono realizzati, a mano, dagli unici 5 Takumi, i maestri ingegneri di Casa Nissan che scelgono, selezionano ogni singolo pezzo da montare per poi passarli ai sottoposti, beh viene da dire proprio che abbiamo guidato un gioiello artigianale. Peccato che alla fine del sesto giro, quando metro dopo metro iniziavamo ad intuire come utilizzarlo meglio, ci interrompono l’emozione.
   
CONSOLAZIONE. Se sei fantastici giri a Spa sono nulla, è vero che guidare Nissan GT-R per oltre 500 chilometri tra Germania e Belgio, consola, almeno parzialmente. Così riesci a capire come questa fantastica creatura sia guidabile con due dita anche su strade normali, piene di traffico: insomma, il panorama quotidiano di una città. Si trasforma da razzo missile a vettura di tutti i giorni, magari sempre dando un’occhiata alla velocità perchè con l’eliminazione delle frequenze racing ti ritrovi a 180 km/h e l’arresto non te lo toglie nessuno.

In autostrada, almeno in Germania, senza limiti si può spingere e viaggiare anche oltre i 200 km/h senza avere mai la sensazione di rischiare per quanto la macchina resta stabile ad altissima velocità. E la qualità di tutto il pacchetto è completata da interni da autentica Gran Turismo, tra pelle e rifiniture anche originali nella fattura. Un display da 8 pollici più ampio del passato e una razionalizzazione del cruscotto e dei comandi che da 27 passano a 11. Va bene, i prezzi vanno da 101.900 a 112.900 euro. Che sono tanti, ma li vale tutti, per chi può. Ovvio

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