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Renault Espace, la prova doppia: 5 metri e non sentirli

Renault Espace, la prova doppia: 5 metri e non sentirli

L'ultima erede della monovolume per eccellenza è spaziosa, comoda e non si scompone mai grazie al sistema 4Control. Una vera ammiraglia alla francese

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 F. Colla/A. Vai

martedì 9 agosto 2016 18:02

ROMA - Nell’anno “fatale” 1984 Renault contribuì nuovamente a fare la storia dell’automobile lanciando Espace, il modello che più di ogni altro ha incarnato il concetto di monovolume. Trent'anni e quattro generazioni dopo, il marchio della Losanga ha presentato al Salone di casa (quello di Parigi, ovviamente) la nuova Espace. La quinta serie ha meritato le 5 stelle nei test EuroNcap ed è disponibile con prezzi a partire da 33.300 euro per la versione Zen con motore diesel 1.6 DCI da 130 cv. La scelta dei motori comprende anche il benzina 1.6 TCE da 200 cv e il diesel biturbo 1.6 DCI da 160 cv. Al top della gamma troviamo quest'ultima propulsione in abbinamento all'allestimento Initiale Paris (46.200 euro), oggetto della nostra prova su strada

Scheda Tecnica
Dimensioni: lung. 486 cm - alt. 157 cm - larg. 189 cm
Motore: 1.598 cc - 160 CV - 380 Nm
Prestazioni: V.max 202 km/h - 0/100 km/h in 9,9
Consumi ed emissioni: 21 km/litro (ciclo misto) - 120 g/km CO2
Prezzo: 46.200 euro

 

Francesco Colla

Monovolume sì ma evoluta. Nuova Espace abbina ai volumi generosi, capaci di portare in vacanza una famiglia di cinque persone con tanti bagagli, abbina un'estetica da elegante crossover cittadina, combinando dettagli cromati e luci Led a forme scolpite e muscolose sottolineate da grandi cerchi in lega (da 17, 18 o ben 19 pollici come nel caso dell'Initiale). L’abitacolo rispecchia le ambizioni esterne: spazio e comodità per tutti arricchito da una dotazione tecnologica molto completa. Sia per quanto riguarda le modalità di guida, quattro e selezionabili attraverso il selettore posto sul tunnel, sia per quanto riguarda l'assistenza, col Pack City che semplifica la guida in città grazie al parcheggio semiautomatico e alla visuale a 360° dell’auto. Immagini proiettate sul tablet verticale (nuovo marchio di fabbrica Renault) da 8,7 pollici, interfaccia del sistema di infotainment R-link 2 con navigatore, Bluetooth e tutta una serie di applicazioni per integrare il proprio smartphone all'auto. 

Accomodandosi nell'abitacolo si viene accolti da un lussuoso salotto con sedili e rivestimenti in Nappa: non siamo più a bordo di un transatlantico ma di uno yacht e l’abitacolo, pur essendo molto spazioso, dà la sensazione di essere nettamente più basso di un tempo. In generale si sta veramente comodi e in città, grazie al sistema a quattro ruote sterzanti, si rimane stupiti dalla maneggevolezza. Nell'extraurbano si apprezza la risposta del motore, che spinge in maniera progressiva, abbinato al cambio doppia frizione. Non siamo certo al volante di una sportiva ma nonostante i 1659 kg di peso Espace si difende bene. A velocità di crociera emergono le grandi doti del modello: 130 orari, cruise control inserito, rumorosità del motore ridotta al minimo (ma non i fruscii), massaggio lombare inserito e si macinano chilometri che è un piacere. Una vera ammiraglia per chi preferisce comfort e qualità alle sensazioni forti. 

Alessandro Vai

La Renault Espace è, a suo modo, un mito dell'industria automobilistica. Ha inventato un nuovo concetto di auto e lo ha fatto in un periodo in cui la parola “monovolume” non esisteva nemmeno nei libri di fantascienza. Gli altri sono arrivati dopo, con copie più o meno riuscite e soluzioni mai originali come quelle della francese. Con il passare degli anni, però, le grandi auto a sette (o otto) posti sono andate estinguendosi, un po' perché fagocitate da suv e crossover, un po' perché la moda è passata. Ciononostante, l'Espace è rimasta stoicamente sul mercato e mentre le sue poche concorrenti hanno subito l'ennesimo restyling, lei è arrivata con un modello tutto nuovo. Un modello così importante per la Regié, che i francesi hanno chiesto aiuto agli alleati di Daimler (Mercedes) per migliorare la qualità di quella che a tutti gli effetti è la loro ammiraglia.

E la qualità, in effetti, è di buon livello arrivando anche all'eccellenza in alcuni dettagli, come nelle sellerie e nei rivestimenti. Su altri particolari invece ci sarebbe ancora da lavorare, come sulla fluidità del sistema di infotainment che presenta un “lag” stonato su un'auto di questo prezzo. Anche gli assemblaggi di alcune zone dell'abitacolo potrebbero essere eseguiti meglio: l'auto in prova aveva circa 25.000 km e presentava già qualche scricchiolio.

Quanto al motore, anche con l'aiuto di due turbocompressori un 1.6 non potrà mai avere le stesse prestazioni di un 2 litri. Le lamentele sull'Espace terminano qui, mentre tra le lodi ci sono il sistema 4Control che le dona un ottimo comportamento stradale, il cambio doppia frizione EDC che ha sempre un funzionamento fluido e un comfort generale da prima classe. Infine una nota sullo stile che per quanto soggetto a giudizi personali risponde anche a canoni di oggettività. Alla Renault va reso pienamente il merito di aver creato un'auto che maschera benissimo i suoi quasi 5 metri di lunghezza e che soprattutto attira gli sguardi di tutti.

 

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