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Audi Q7 3.0 TDI quattro Business Plus, la prova – arma totale

Audi Q7 3.0 TDI quattro Business Plus, la prova – arma totale

La seconda generazione del SUV di Ingolstadt fa un balzo in avanti sotto tutti i punti di vista e sfoggia un infotainment da riferimento

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di Alessandro Vai

mercoledì 12 ottobre 2016 16:46

Scheda

La prima Audi Q7 è arrivata oltre dieci anni fa, nel 2015, dividendo subito il pubblico tra chi l’apprezzava senza riserve e chi non l’avrebbe voluta nemmeno con un fiocco. La seconda generazione non rinnega la formula del grande SUV – oltre 5 metri li lunghezza – ma fa fruttare un decennio di innovazione tecnologica nel modo migliore, ripensando radicalmente ogni comparto della vettura. Così la nuova Q7 è più rigida, leggera ed efficiente, presentando allo stesso tempo un infotainment di primissimo livello con il plus della strumentazione Virtual Cockpit che rimane un’esclusiva di Ingolstadt.

Dimensioni: lung. 505 cm - alt. 174 cm – larg. 197 cm
Motore: 2.967 cc – 272 CV – 600 Nm
Prestazioni: V.max 234 km/h – 0/100 km/h in 6,4 s
Consumi ed emissioni: 5,7 L/100 km (ciclo misto) – 149 g/km CO2
Prezzo: 73.300 euro
 

Alessandro Vai

Si può amarla oppure odiarla, le vie di mezzo non sono previste, ma non si può negare che l’Audi Q7 sia una delle migliori dimostrazioni al mondo del livello tecnologico raggiunto dall’industria dell’auto. Con un peso che supera di slancio le due tonnellate, un baricentro piuttosto alto e dimensioni da furgone, il SUV di Ingolstadt ha le prestazioni di un’auto sportiva, il comfort di una limousine, la facilità di guida di una citycar e la versatilità di una monovolume, a cui volendo si aggiunge anche una discreta capacità nel fuoristrada. Il rovescio della medaglia è uno solo: il prezzo. L’esemplare in prova, infatti, sfonda il tetto dei 90.000 euro e si avvicina pericolosamente ai 100.000. Ma tolto questo aspetto, viene quasi da chiedersi perché al mondo esistano altre auto.

 Se non si hanno problemi di parcheggio e di portafoglio, dunque, trovare difetti alla Q7 è pressoché impossibile. Il cambio automatico a 8 rapporti è esemplare e il 3.0 TDI V6 pressoché infinito creano un abbinamento perfetto. Le buche si sentono appena mentre si viene coccolati dal sedile in pelle super ergonomico e si ascolta musica ad altissima qualità. I passeggeri posteriori sono super coccolati: con il climatizzatore quadri-zona non ci sono discussioni e gli 890 litri minimi di bagagliaio non chiedono alcuna rinuncia. Con gli 85 litri del serbatoio optional, poi, non ci sono nemmeno problemi di autonomia. L’unico sforzo richiesto è quello iniziale per imparare a usare l’impianto multimediale che presenta così tante opzioni e funzioni da richiedere quasi una laurea in informatica.

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