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Toyota C-HR, elogio della diversità

Toyota C-HR, elogio della diversità

La diversità dell’ibrido possibile inizia intanto nel fatto che, finalmente, può essere abbinato al concetto del bello senza andare falliti

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dal nostro inviato Pasquale Di Santillo

sabato 19 novembre 2016 10:10

L’elogio alla diversità è una sorta di diamante sfaccettato a forma di macchina che stravolge il concetto e l’immagine del mondo delle vetture ibride, almeno di quello per tutte le tasche.

BELLO E POSSIBILE. La diversità dell’ibrido possibile inizia intanto nel fatto che, finalmente, può essere abbinato al concetto del bello senza andare falliti. Perché della Toyota C-HR potranno dire tutto, tranne che non colpisca l’occhio dal punto di vista estetico, scolpito come fosse davvero il prezioso minerale. Visivamente ricorda il primo Nissan Juke, ma poi ci si rende conto che questoToyota C-HR (Coupé High Rider) in fondo è di soli due cm più corto sempre del Nissan Qashqai (436 cm contro 438). Per cui siamo di fronte ad un crossover/SUV compatto, di identità tanto forte da essere unico sul mercato come già si era intuito al Salone di Ginevra e poi a quello di Parigi.

Perché la strategia Toyota è offrire agli italiani il cuore del mercato, cioè la tipologia di macchina che sembra poter accontentare tutti ma andando oltre, perchè qualcosa del genere, di queste dimensioni e con la qualità complessiva del prodotto ad un prezzo di lancio (che fino al 31 dicembre è di 21.500 euro), sul mercato, appunto, ancora non c’è, anche a costo di rinunciare ad un po’ di bagagliaio per privilegiare il lato estetico. «Il segmento dei crossover compatti è un segmento che, negli ultimi due anni, ha registrato una crescita importante - ha spiegato Andrea Carlucci, a.d. di Toyota Motor Italia, - Si è passati infatti dalle 71.000 unità del 2015 alle oltre 105.000 previste per la fine del 2016. Il nuovo Toyota C-HR mira adesso a conquistare su quel palcoscenico un ruolo da protagonista , con obiettivi di vendita attorno alle 16.000 unità annue tra il 2017 ed il 2019, per conquistare un posizionamento tra i primi tre player del segmento di riferimento».

SCELTE CORAGGIOSE. Una scelta precisa quella di Toyota, come sempre - a partire dall’ibrido - e come tutte le altre scelte che riguardano il C-HR. Scelte coraggiose, magari anche rischiose ma in fondo calcolate. Il nuovo goiello di Nagoya sarà infatti disponibile in Italia solo due motorizzazioni: la Full Hybrid con il 1.8 VVT-i da 122 cv e l’1.2l turbo benzina da 116 cv e 185 Nm di coppia (già visto su Auris); quest'ultima disponibile anche con trazione integrale. Quindi niente diesel e tanto per completare l’opera niente cambio manuale, visto che l’unica trasmissione disponibile è il solito CVT a variazione continua che nelle prova sulle strade intorno a Madrid conferma tutti i suoi pregi in progressione con il suo atavico limite dell’avvio un po’ troppo strozzato.

L’altra scelta coraggiosa di Toyota è quella di non mettere il navigatore di serie ma come optional (a 1000 euro). Preferendo - giustamente di inserire di serie sul C-HR il pacchetto Toyota Safety Sense Plus con il sistema pre-collisione, l’avviso di superamento corsia, il riconoscimento della segnaletica stradale, il sistema di abbaglianti automatici, oltre alla funzione di rilevamento pedoni e al cruise control adattivo. EREDITA’. La Toyota C-HR nasce sulla stessa piattaforma modulare della Prius, la TNGA (Toyota New Globale Architeture) ereditandone la meccanica, a cominciare dalle sospensioni, McPherson anteriori e a doppio braccio oscillante nel posteriore. Soluzioni che garantiscono un equilibrio di marcia notevole, tra lo spostamento dei pesi e la possibilità di abbassare il baricentro della macchina.

Qualità assoluta che si ritrova tutta in strada per una stabilità complessiva di alto livello Costruita in Turchia, prosegue nella sua filosofia di distinzione, assoluta, con l'obiettivo di porsi come riferimento del segmento, la Toyota C-HR non stupisce solo per gli sbalzi della carrozzeria che ne fanno una sorta di Transformer elegante pronto a diventare una macchina da guerra. Ai dettagli dei gruppi ottici anteriori e soprattutto quelli posteriori, oltre che del tetto spiovente, bisogna infatti aggiungere interni della stessa fattura futuristica, da navicella spaziale pronta ad andare su Marte.

Il cruscotto, in particolare, pur essendo lineare trova il display del sistema multimediale quasi sospeso in aria. Lo spazio per guidatore e passeggero è notevole e anche dietro si sta abbastanza comodi. La visibilità anteriore è ottima, quella posteriore un po' meno sempre a causa del tetto che unito a montanti posteriori molto “importanti” e ad una riduzione dei finestrini posteriori limita la luminosità interna.

WEEK END IN CONCESSIONARIA. Il Toyota C-HR arriverà in concessionaria questo fine settimana con già 1000 ordini nel portafoglio anche perché i prezzi al lancio (fino al prossimo 31 dicembre) sono davvero aggressivi: 21.500 euro per la 1.2 turbo benzina 2WD Active, 23.500 per la 1.2 turbo benzina 4WD Active o la 1.8 Hybrid Active, oppure 25.500 per una Style o Lounge con motore 1.2 turbo benzina 4WD o 1.8 Hybrid. Dall’1 gennaio si parte da 25.700. euro. Perchè va bene la diversità, ma per la perfezione bisogna rivolgersi a... qualcun altro.

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