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Volkswagen Golf, altro salto di qualità 

Volkswagen Golf, altro salto di qualità 

Fuori è più grintosa e dentro si presenta come una berlina di lusso

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dal nostro inviato Pasquale Di Santillo

venerdì 10 febbraio 2017 12:23

PALMA DI MAIORCA - Per entrare nel tempio, non c'è bisogno di scacciare i mercanti. È' sufficiente aprire la portiera e fare attenzione a non confondersi. Perchè sì, quella che stiamo per guidare, per provare è proprio lei: la Golf. Una delle poche macchine al mondo declinabile senza quasi il bisogno di mettere davanti la famiglia Volkswagen dalla quale proviene. Il tempio su quattro ruote, la mobilità fatta macchina, una delle dieci vetture icone di tutti i tempi che a quarant’anni suonati - quasi quarantatré per l'esattezza - come i fenomeni dello sport alla Federer alla Rossi e alla Totti, continua a far brillare il simbolo di una classe senza tempo, entrata ormai nel costume della nostra società, a cominciare dalla prima generazione del 1974 disegnata dalla matita fatata del design italiano, di Giorgio Giugiaro.

LEADER - Eppure bisogna fare attenzione, perchè il rischio di confondersi è grande. Quando in un arco temporale così ampio si riescono a vendere quasi 34 milioni di esemplari in tutto il mondo - anche nel 2016 la Golf è stata leader in Europa, terza nel mondo e sesta in Italia tra le auto più vendute - nonostante una spiccata tendenza all'evoluzione della specie, si rischia sempre di aspettarsi un prodotto se non conforme alla tradizione, che comunque non se ne discosti troppo.

DESIGN - E in realtà, nemmeno questo primo, storico restyling della Golf quando ancora è in essere il "ciclo vita" della sua settima generazione, apparentemente (almeno da fuori) sconvolge il concetto che tutti hanno di Golf. Va bene, le linee sono più nette, più grintose, immagine completata dai nuovi paraurti anteriori e posteriori, e dai nuovi gruppi ottici posteriori e nuovi fari alogeni con luci diurne full LED invece che allo xeno (a richiesta). Ma fin qui sempre di Golf parliamo.

RIVOLUZIONE DIGITALE - Il problema è che appena aperta quella portiera, lo scenario che si prospetta davanti agli occhi è davvero inatteso. Sicuramente non da vettura compatta, piuttosto da berlina di lusso o di qualcosa anche di livello superiore. La plancia è un'autentica esplosione di digitalizzazione di alto livello, resa - come ormai impone la tendenza generale - democratica, accessibile a tutti. La Golf 2017 è la prima compatta al mondo con comandi gestuali visto che per far funzionare il sistema di radio navigazione e servizi online Discover Pro è sufficiente fare un gesto della mano davanti al display da 9,2 pollici, cugino maggiore dell'Active Info Display, la prima strumentazione digitale introdotta da sempre sulla Golf.

E non è tutto, perchè se possiedi una Golf 2017, grazie ad un app dedicata potrai aprire la porta di casa direttamente dalla macchina quando ancora devi arrivare al garage o al parcheggio. Il tutto completato dagli immancabili sistemi di assistenza alla guida che ora comprendono la frenata di emergenza con riconoscimento dei pedoni, il sistema di assistenza alla guida in colonna (parzialmente automatizzata fino a 60 km orari) e l'Emergency Assist: insomma standard assolutamente superiori al segmento di appartenza di Golf.

MOTORI - Il resto lo fanno, e ci mancherebbe, i propulsori scelti da Volkswagen per il lancio (in Italia previsto a marzo). La novità assoluta è il nuovo 1.5 TSI Evo da 150 cv che completa la batteria a benzina con altre tre potenze (85 e 110 cv per il motore 1.0, 150 cv per l’1.4), mentre per i diesel ci sono gli 1.6 TDI da 90 e 115 cv e il 2.0 TDI da 150 cv, senza dimenticare la GTD 2.0 TDI da 184 cv e la versione a metano 1.4 TGI da 110 cv. Tutte abbinabili (a parte l'1.0 TSI e l'1.6 TDI) con il cambio manuale a 6 rapporti e con il nuovo automatico 7 rapporti DSG. Cinque gli allestimenti scelti da Volkswagen Italia: Trendiline, Business, Sport, Highline e Executive con prezzi che partono da 20.150 per i benzina, da 23.050 per i diesel e il metano.

LA PROVA - Nel tragitto di test sulle strade strette ma scorrevoli di Palma de Maiorca, la nuova Golf GTD 2.0 si è rivelata un'autentica sicurezza: piacevole da guidare, grazie a volante solido e maneggevole, silenziosa anche a bassi regimi anche con il cambio manuale a sei marce, e assolutamente equilibrata nell'inserimento in curva e negli spostamenti di carico. Senza dimenticare la facilità di accesso alle informazioni della nuova plancia digitalizzata, davvero imbarazzante per la sua intuitività. Rimanere, evolvendosi, Golf anche alla velocità siderale dei tempi moderni non era facile.

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