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Kia Stinger, l'ambasciatrice che va di corsa

Kia Stinger, l'ambasciatrice che va di corsa

La prima berlina ad alte prestazioni di Kia stupisce per il piacere di guida e il livello di qualità globale. Arriva a febbraio a meno di 50.000 euro

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dal nostro inviato Alessandro Vai

martedì 3 ottobre 2017 13:56

PALMA DI MAIORCA - C'è un 3.3 V6 bi-turbo che ruggisce sotto il cofano, mentre l'ago del tachimetro schizza in alto spinto da 370 CV. Il cambio automatico gestisce i 510 Nm di coppia con facilità e la velocità continua a salire senza tregua. Qui nelle strade di Palma di Maiorca sto già rischiando il ritiro della patente ma la Kia Stinger potrebbe tranquillamente arrivare a 270 km/h. Già, non siamo al volante di una delle solite sportive e nemmeno di una berlina tedesca abituata a divorare le autobahn. Quella che sto guidando è la prima berlina prestazionale della Casa coreana, un'auto che non ha alcun complesso di inferiorità con le concorrenti.

Lo stile, che piaccia o meno, è sicuramente personale con anche un certo grado di originalità. Qua e là si può scorgere qualche "citazione" ma nel complesso la Stinger ha una suo carattere ben definito. Con 4,83 metri di lunghezza si posiziona a cavallo tra i segmenti D ed E, ovvero tra una Serie 3 e una Serie 5, tanto per avere dei riferimenti certi. Arriverà a febbraio, con un prezzo di listino inferiore ai 50.000 euro e una gamma assai semplificata. In Italia, putrtoppo, non arriverà la motorizzazione che ha fatto vibrare l'asfalto dell'isola spagnola, ma solo la 2.2 turbodiesel che con 200 CV e 440 Nm di coppia se la cava comunque bene.

Scorrendo la scheda tecnica si capisce che in Kia hanno fatto le cose in grande e non potrebbe essere altrimenti visto il ruolo di portabandiera del marchio che la Stinger deve svolgere in tutto il mondo. Così al di là dei tre motori disponibili - c'è anche un 2.0 turbo 4 cilindri da 255 CV - è significativa la possibilità di avere anche la trazione integrale, un sistema che privilegia comunque la ripartizione al posteriore, visto che all'avantreno arriva al massimo il 40% della coppia. Poi ci sono le sospensioni, McPherson evolute all'anteriore e multi-link a cinque bracci al posteriore, che possono essere gestite dal guidatore grazie agli ammortizzatori a controllo elettronico.

Infine, non bisogna dimenticare lo sterzo con demoltiplicazione variabile e i freni Brembo sulla V6. Insomma, la Stinger è un'auto pensata per la guida, orientata al concetto di gran turismo ma comoda anche per quattro persone. Al volante le sensazioni sono ottime con una posizione di guida bassa e allungata di stampo sportivo. I comandi sono precisi e lo sterzo è comunicativo, il cambio automatico non ha mai incertezze (manca però la modalità full manual) e i freni non tradiscono mai, anche dopo un uso prolungato, mentre i movimenti del corpo vettura sono ben controllati.

A voler cercare il pelo nell'uovo, gli interni non sono ancora a livello di quelli dell blasonate tedesche, che però hanno anche altri prezzi. Si tratta, però, di sfumature perchè gli assemblaggi sono ottimi e lo è anche la risposta dei vari tasti e tastini. Solo qualche plastica soft-touch meriterebbe di essere sostituita da un materiale più tecnico o più pregiato. Dal punto di vista delle dotazioni, invece, la Stinger non ha nulla da invidiare a nessuno. La lista dei sistemi di assistenza alla guida è talmente lunga che meriterebbe una trattazione a parte e anche l'infotainment è di ottimo livello. Non manca, infine, una chicca come la ricarica wireless dello smartphone.

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