Salone di Francoforte

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Francoforte 2017, il Salone dell'auto che cambia

Francoforte 2017, il Salone dell'auto che cambia

Connettività, elettrificazione e guida autonoma, sono i tre temi principali dello IAA 2017 a cui non partecipano diversi costruttori tradizionali, sostituiti da Facebook, Google e IBM

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dal nostro inviato Pasquale Di Santillo

lunedì 11 settembre 2017 15:03

FRANCOFORTE - A due anni di distanza, non è più lo stesso Salone di Francoforte quello che da giovedì al 24 settembre aprirà i battenti del suo immenso oceano di padiglioni. A due anni di distanza, infatti, il dieselgate ha generato danni ancora difficilmente calcolabili e allo stesso tempo ribaltato, accelerato la rivoluzione della mobilità come si concepiva fino ad allora e tutto il dorato universo dell’automotive.

Lo scandalo dei motori diesel Volkswagen taroccati negli Usa (e in tutto il mondo) grazie ad uno specifico defeat device che ne alterava le emissioni di NoX e CO2 ha infatti “costretto” praticamente tutte le Case a fare delle scelte precise che unite a quelli di qualche Governo illuminato (e con possibilità) sta innescando il cambiamento ad alta velocità. Oltre ad imporre a Volkswagen il pagamento di una multa pesantissima e la riconversione prima filosofica e ora pratica della propria produzione. Senza dimenticare, comunque, che pur fatte le debite proporzioni, lo scandalo ha coinvolto molti costruttori (Mercedes, FCA, Renault e ora secondo quanto scrive Le Monde anche il Grupppo PSA).

Premessa indispensabile per capire meglio quello si può trovare qui al Salone e soprattutto quello che succederà nei prossimi giorni. Con la Germania in pieno clima pre elettorale (si vota il 24 settembre ultimo giorno del salone) e la Merkel non a caso ha preferito non seguire l’esempio di qualche suo collega che ha bandito il diesel almeno in prospettiva, dichiarando che : «dipenderemo ancora per decenni dai motori a combustione», inevitabile pegno all’industria automobilistica tedesca che con Volkswagen, Mercedes e BMW la farà da padrona. Senza dimenticare l’attesa presa di posizione nei confronti della Opel appena rilevata dal Gruppo francese di PSA.

SALONE HI TECH. Morale: il salone dell’auto di Francoforte (1.100 espositori di 39 Paesi che occupano gli oltre 230.000 metri quadrati della piccola città fieristica) che si mostrerà al mondo si trasforma in quella che ormai è più logicamente aderente ai tempi e alle esigenze dell’utente/cliente, cioè la vetrina di macchine connesse, elettriche e ibride, avviate a raggiungere l’obiettivo della guida autonoma. E dove diventa sempre più evidente il peso e l’importanza crescente di tutta la tecnologia di ultima generazione trasportato sulle vetture dai colossi dell’informatica, che dopo aver creato un loro importante contenitore come il CES di Las Vegas, ora iniziano a riversarsi direttamente nei salone dell’auto con la loro imponente forza d’urto. Così, all’assenza annunciata da tempo di marchi come Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Jeep, Peugeot, DS, Nissan, Infiniti, Mitsubishi, Tesla e Volvo; fa da contraltare la presenza di Google, Facebook, Qualcomm, IBM, Sony, Siemens, Bosch, Tom Tom e Harman.

PANORAMA ELETTRICO. Ma se quella tecnologica è una svolta in atto ormai da qualche anno, l’accelerazione più impressionante, istituzionale e produttiva, nonostante le resistenza di molti e un mercato ancora in parte refrattario, è quella che sta moltiplicando l’ideazione e la produzione di modelli ad emissioni zero, cioè elettrici oppure quantomeno ibridi. Ricapitolando la situazione: in Norvegia benzina e diesel banditi dal 2025; in Francia e Gran Bretagna dal 2040, l’Italia pensa di accodarsi, mentre in Cina intendono alzare la quota obbligatoria di vetture elettriche per portarla al 12% nel 2020.

Sul fronte dei costruttori, Volkswagen ha annunciato ripetutamente di voler immettere sul mercato oltre 30 modelli ad emissioni zero entro il 2025. Volvo (di proprietà cinese) dal canto suo ha scelto dal 2019 di produrre vetture solo a propulsione totalmente o parzialmente elettrica. La stessa Jaguar Land Rover farà lo stesso con i suoi SUV dal 2020. Insomma, la tendenza è così virtuosa e generalizzata che sembra senza possibilità di ritorno nonostante in Europa nel 2016, quasi il 95% delle nuove immatricolazioni si sono quasi equamente divise tra diesel e benzina.

Ma la pressione è tanto forte da iniziare a convincere interessi e chissà se anche i poteri forti. L’Economist ad agosto ha decretato la morte del motore a combustione interna. UBS (colosso bancario) prevede per il 2018 il pareggio dei costi totali di possesso tra auto elettrica e auto normale, mentre analisti importanti sostengono che nel 2030 ibride ed elettriche avranno raggiunto il 65% delle vendite (Alex Partners). E se è vero il dato del mercato europeo, vale anche il contrario. Cioè le vendite di ibride ed elettriche del quarto trimestre 2016 sono cresciute del 168% rispetto al primo trimestre 2015, raggiungendo l’1% di quota rispetto al 0,4% di due anni fa. Tutto questo mentre cresce l’autonomia media dei veicoli elettrici da 169 a 181 km. E mentre stanno arrivando altri modelli come la nuova Nissan Leaf, l’autentica protagonista assente del Salone di Francoforte e Opel Ampera-e che garantiranno un altro step di crescita.

In controtendenza, nonostante questi  numeri, il Gruppo FCA, ancora non convinto a investire di più su tecnologie per la mobilità sostenibile, forte del mantra che “le tecnologie ci sono” e che verranno utilizzate nel momento opportuno, cioè quando il mercato lo richiederà. Eppure qualcosa recentemente si è mosso: l’anno scorso l’accordo con Google, qualche settimana fa quello con Intel, BMW e Mobileye per la guida autonoma. Mentre Magneti Marelli ha in questi giorni invece speso di suo per acquisire la tecnologia Lidar, indispensabile proprio per la guida senza conducente. Vedremo se trattasi di scelta per arricchire il gruppo di know how, oppure mettersi in condizioni più appetibili per una futura vendita o scorporo. Che a sua volta insieme a quello di Comau e in futuro allo spin off di Alfa Romeo e Maserati apriranno definitivamente le porte all’alleanza tanto inseguita da Marchionne. Altro argomento che terrà banco a Francoforte dopo l’operazione mediatica partita a ferragosto per l’interesse (reale?) di Great Wall per rilevare FCA (o solo Jeep)

 

NOVITA’. Così, tra tecnologia, guida autonoma e auto elettriche, le anteprime a Francoforte saranno oltre 300. E nonostante l’assenza di buona parte del Gruppo Fiat, l’onore tricolore sarà tenuto alto dalla splendida Ferrari Portofino, la Gran Turismo V8 erede della California,  dalle Model Year 2018 di Maserati con Quattroporte e Levante. Mentre Lamborghini darà spettacolo con la nuova Aventador S Roadster.

          Il senso della rivoluzione “sostenibile” la da comunque un modello su tutti, il concept BMW X7 i-performance, il grande SUV tedesco anche in versione ibrida, capace con due litri di benzina di percorrere 100 km. Ed è proprio quello dei SUV - immancabilmente - il settore che propone le novità più coinsistente e importanti  a cominciare dalla Volkswagen T-Roc, il primo esprimento di crossover compatto di Wolfsburg. Sempre in casa VW, con la sesta generazione della Polo, ecco col B-Suv Seat Arona, e la nuova  Porsche Cayenne. Tornando a BMW non manca il nuovo X£ accompagnato dalla serie 6 GT e dalla nuova elettrica i3s. Che sul versante MINI si traduce nell’Electric Concept (sarà di serie nel 2019).

   La concorrenza tedesca di Audi porta il livello 3 di guida autonoma con la nuova A8, capace di controllare la macchina a 60km/h in caso di code o rallentamenti in autostrada. Forte anche la presenza che Mercedes che oltre al debutto dell’EQA, il primo modello che declina la gamma della Stella, con il nuovo brand elettrico è pronta a stupire con la Merceds-AMG Project ONE, studio che nasce dalla tecnologia di F.1, una due posti ibrida dicono da urlo.

          La fioritura di nuovi SUV si completa con la Opel Grandland X (progetto comune con PSA su piattaforma EMP2, la stessa del Peugeot 3008), il restyling del Ford EcoSport, le gemelle coreane Hyundai Kona e Kia Stonic, la Citroen C3 Aircross, la Jaguar E-Pace, la nuova generazione di Dacia Duster, la prefigurazione del nuova Honda CR-V, anche ibrido, la nuova generazione del Toyota Land Cruiser e la rinnovata Lexus NX. Chiusura dedicata a Renault che oltre alla Megane RS di nuova generazione presenta il concept Symbioz, simbolo della concezione dei francesi della nuova mobilità sostenibile e, guarda un po’, futuro modello 100% elettrico, più grande della Zoe.

          Buon salone elettrico a tutti.

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