Salone di Ginevra

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Marchionne: “Ferrari spalla di Alfa Romeo in F1”

Marchionne: “Ferrari spalla di Alfa Romeo in F1”
© EPA

Il numero uno del Gruppo FCA ha parlato a 360 gradi in occasione dell’apertura del Salone di Ginevra. Ecco il “Marchionne pensiero” tra Alfa Romeo in F1 (anche se il progetto sembra ancora lontano), ritardi della Giulia, lanci dei SUV e nuova tecnologie

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dal nostro inviato Pasquale Di Santillo

martedì 1 marzo 2016 15:24

E’ un Sergio Marchionne disteso, tranquillo (nonostante la notizia della perdita di 47,9 milioni di euro in Borsa), appena atterrato dall’America quello che assiste a tutta la sfilata di nuovi modelli del gruppo FCA che, finalmente, atterranno sul pianeta mercato dritti nel salotto di Ginevra. La Ferrari 4GTCLusso, il Maserati Levante, la gamma di Alfa Romeo Giulia, le nuove Giulietta e Mi.To., la Fiat Tipo Station Wagon, la Fiat 124 Spider, senza dimenticare la F.1, il sogno iridato e il debutto Mondiale in Australia, ormai sempre più vicino. E l’uomo con il pullover per tutte le stagioni non si sottrae alle domande.
   
Marchionne, alla luce degli ultimi test, la vittoria nella prima gara è possibile? E cosa pensa delle nuove regole sulle partenze annunciate da Ecclestone?
«Parto dalla seconda: abbiamo bisogno di molte più discussioni sulla questioni delle partenze. Si deve fare attenzione a cambiare in questo settore. Non sono sicuro che sia la strada giusta e non credo abbia l’appoggio di tutti i costruttori. Se ne dovrà parlare. Per la vittoria invece, la macchina c’è, macchina e power unit sono collegate bene, abbiamo ancora tanto da fare per affinare la vettura per essere competitivi da subito e magari partire in prima fila al primo gran premio. Bisogna aspettare, non ho tanta fiducia nel comportamento della Mercedes. Quando li vedo così cauti mi preoccupo, hanno fatto il... giro del mondo, tantissimi giri in pista. Bisogna vedere come andranno in  prova e in gara. La Ferrari è estremamente competitiva questo lo posso dire, vedremo presto se tanto da vincere».
   
Non la preccupano quei motori che hanno avuto dei problemi nei primi test?
«Sinceramente no, i ragazzi stanno dando il massimo, più di così non si può. Arrivabene sta facendo un gran lavoro e sono sicuro che arriveremo pronti al momento giusto. Noi, questo lo so per certo, non abbiamo spinto al massimo nei primi test di Barcellona e penso che lo stesso abbia fatto Mercedes. Vedremo in pista, sarà dificile, speriamo di non perdere"

Se la Ferrari non riuscisse a vincere il titolo quest'anno, quale risultato minimo accetterebbe?

«Vincere più gare rispetto allo scorso anno».   
   
E il sogno di Alfa Romeo in F.1 è ancora nei suoi pensieri?
«Confermo quello che ho detto, Alfa in F1 sarebbe una grandissima cosa. Prima però è importante lanciare un po’ di vetture. Penso che Ferrari nel primo periodo sarebbe disposta a fare anche un po’ da spalla, come si è fatto con Toro Rosso quando abbiamo dato i motori di F.1 nel 2015. E poi l’Alfa starebbe bene in F.1 anche per la storia. Non è uno sport all’altezza di tutti».   
   
Ci faccia capire meglio, cosa intende quando dice che Ferrari potrebbe fare da spalla a Alfa Romeo in F.1.
«Intendevo che potremo fornire i motori, prima però fateci fare un po’ di soldi con la nuova Giulia. La F1 ha costi esagerati, bisognerebbe lavorare molto per ridurli».
   
Perchè insiste tanto con Alfa Romeo in F.1, non sarebbe meglio fare le gare americane, anche per una questione di mercati?
«La Nascar non fa parte del Dna dell’Alfa e poi conosciamo meglio il mercato della F.1. Però lo ribadisco, la mia è un’idea, da intendere solo come progetto. Ci vorrà del tempo, siamo lontani. Piuttosto incoraggerei gli altri concorrenti ad entrare in F.1, tipo la Volkswagen, il più grande costruttore europeo. Speravo arrivasse Audi, poi tutto si è fermato a causa del Dieselgate».
   
Come giudica l’offensiva di modelli lanciata da FCA qui a Ginevra. In tutto parliamo di quasi dieci macchine nuove, comprese tutte le versioni?
«I nostri piani sono il risultato di uno svilluppo pianificato da prima della crisi, dopo il black out 2008-2010. Preparatevi ad una lunga serie di lanci. Per Alfa e Maserati le scelte tecnologiche sono state approvate. Siamo in buone condizioni, non ho brutte notizie da darvi, ma se volete mi impegno...».


   
Quando arriverà anche l’offensiva tecnologica che sembra la tendenza vera di questo Salone?
«Biosogna stare estremamente attenti a non pensare che quando si annunciano tutte queste innovazioni, poi si trovino subito fuori in strada. Non c’è niente in questo salone che FCA non abbia la possibilità di introdurre. Secondo me non è vero che ci si può guadagnare. Il futuro bisogna saperlo gestire e in maniera intelligente, sempre in rispetto delle regole europeee e mondiali. Abbiamo appena mandato in produzione la Chrysler Pacifica ibrida plug-in. La cosidetta connettività e la gida autonoma hanno un prezzo. Le tecnologie potete andarle a verificare su l’Alfa Romeo Giulia e la Maserati Levante. Lì ci sono, sulla Panda non si possono mettere. Il segmento A ha uno spazio di copertura molto limitato non gli si possono imporre costi aggiuntivi. Sono molto convinto della nostra strategia anche se in qualche caso c’è stato un ritardo. Scapicollarsi per perdere soldi non ha senso». 
   
I ritardi della Giulia da cosa sono dipesi?
«Dall’immaturitità del progetto, ma era normale, non si entra in un segmento così importante dominato dagli altri senza pagare un prezzo, era un progetto non completo, un problema di componenti».

Capitolo alleanze, ci sono novità? 
«Al momento no. Con Peugeot non c’è nulla e non abbiamo trattative in corso. Avete visto tanti prodotti fuori, più di questo non posso fare».
  
Punto e Grande Punto continueranno ad essere prodotte?
«La prossima volta che faremo a botte io e Altavilla chiameremo qualche giornalista a fare da arbitro. Fuori dallo scherzo, dipende dai costi, dalla necessità di entrare in quel segmento».
 
Al Salone ci sono tantissimi nuovi SUV su tutti i segmenti, si pente di non averne fatti fare qualcuno in più con i suoi marchi?
 «La Jeep riesce a coprire bene tutte le necessità dei vari segmenti, fa tutto quello che deve. Non ci manca nulla. Che la concorrenza faccia quello che vuole, non mi peoccupo».

Gran Turismo e Alfieri non sono stati nominati nel nuovo piano, dopo lo slittamento al 2020, che significa? Sono confermati o no.
 «Non lo sappiamo ancora».

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