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Merzario, la Mille Miglia del cowboy senza età

Merzario, la Mille Miglia del cowboy senza età

Corre dal 1962, ha gareggiato in F.1 e salvato Lauda al Nurburgring. Ora si emoziona al volante di un'Alfa 6C 2300 Coupé

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 Francesco Colla

sabato 20 maggio 2017 11:04

La Mille Miglia del 90° anniversario è giunta ieri sera al giro di boa con la classica sfilata nel cuore di Roma, al termine di una giornata purtroppo segnata da un incidente sull’Adriatica, in cui una vettura del Ferrari Tribute ha centrato un’auto in transito. Nonostante i quattro feriti, nessuno in pericolo di vita, la gara di regolarità è proseguita e tra le vetture in parata tra le luci di via Veneto brillava anche un’Alfa Romeo 6C 2300 Coupé Mille Miglia, fuoriserie del 1938 carrozzata da Touring.

Per un’auto del genere serviva un equipaggio d’eccezione: a condividere il piccolo abitacolo Arturo Merzario e Jean-Pierre Jarier, che assieme a Toto Wolff, Joe Bastianich, Cristina Chiabotto e Diletta Leotta arricchiscono di volti noti l’edizione 2017 della Freccia Rossa. Con la differenza che l’Arturo (da buon lombardo ci tiene all’articolo) e compagno sono due piloti veri. Il grande pubblico lo conosce per la sua carriera in Formula 1, dove nonostante non sia mai riuscito a vincere un gran premio divenne famoso per il look pittoresco, caratterizzato dal tuttora immancabile cappello da cowboy, e per il grande coraggio.

Fu lui a estrarre Niki Lauda, salvandolo, dal rogo del Nurburgring nel 1976. Contemporaneamente e in seguito alla carriera nel Circus, i tanti successi con le ruote coperte nelle gare di durata coi marchi più prestigiosi del motorsport. Oggi Merzario ha 74 anni e corre dal 1962, quando iniziò al volante di una Giulietta, con cui prendeva a tutta velocità le curve di “quel ramo del lago di Como”.

Ma nonostante gli oltre 50 anni di carriera lo spirito corsaiolo è immutato: «Ho la fortuna e il privilegio di partecipare alla Mille Miglia numero 90 – ha commentato il pilota alla partenza - E’ una gara non storica, di più, dove la mia vittoria sarà quella di arrivare in fondo. Oltretutto ho la fortuna di avere come coéquipier un amico con cui ho vinto due gare del campionato del mondo nel ’77 e che partecipò alla conquista del titolo con l’Alfa».

Oggi Arturo e il Jean (anche lui con l’articolo) affrontano la terza tappa della Freccia Rossa, la lunga risalita da Roma a Parma, passando per Siena e il passo dell’Abetone. Prima della volata finale verso il traguardo di Brescia, da tagliare nel primo pomeriggio dopo aver attraversato Cremona e Canneto sull’Oglio.

Da tagliare al volante della rarissima berlinetta proveniente dal Museo di Arese, caratterizzata da pannellatura della carrozzeria in alluminio che consentì di ridurre il peso a soli 1380 kg. «E’ bellissima – dice Merzario -, ha un colore stupendo e interni da salone». Sotto al cofano il 6 cilindri in linea da 2309 cm3 capace di erogare 95 cavalli, sufficienti a spingere la vettura a 170 km/h di velocità massima. Sperando che il cowboy di Como non la sprema troppo.

 

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