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Fischnaller e Coratti in coro: «Che peccato»

Fischnaller e Coratti in coro: «Che peccato»
© Getty Images

I due snowboarder, usciti nei quarti del gigante parallelo per pochi centesimi, si rammaricano. Ma l'esperto azzurro guarda già avanti: «Ci vediamo a Pechino 2022»

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sabato 24 febbraio 2018 09:22

PYEONGCHANG - La medaglia numero undici della spedizione italiana a PyeongChang poteva davvero arrivare dallo slalom gigante parallelo maschile dello snowboard. L'esperto Roland Fischnaller (il più anziano tra gli azzurri presenti in Corea) e il rampante Edwin Coratti, infatti, si sono spinti fino ai quarti di finale, dove sono stati eliminati entrambi per pochi centesimi. E dire che, a far fuori Fischnaller, è stato quel Nevin Galmarini che di lì a poco si sarebbe messo al collo la medaglia d'oro olimpica.
FISCHNALLER - «Non cerco scuse, ma sono stato sfortunato con il pettorale già da questa mattina - spiega l'azzurro - nella prima run di qualificazione sulla pista rossa ho fatto il secondo tempo, poi sulla blu ho rischiato di uscire e sono riuscito a qualificarmi, ma non con un tempo sufficiente. Questo format è così, ci vuole anche un po' di fortuna, soprattutto quando c'è così tanta differenza fra le due piste. Non serve fare due run, non c'è spettacolo e non piace a nessuno. Una volta vince uno e una volta vince l'altro». Poi, nonostante i suoi 37 anni, prova a guardare ancora avanti: «Lo snowboard in Asia ha tanti appassionati, e qui c'è sempre stato tanto pubblico. E' la mia quinta Olimpiade ed è quella in cui mi sono divertito di più, per cui spero di potermi divertire anche alla sesta, a Pechino».
CORATTI - «Ho fatto un po' fatica nelle qualificazioni - spiega invece Edwin Coratti - e con il 12esimo tempo non potevo scegliere la pista nelle finali. Negli ottavi ho fatto una gara perfetta sulla pista blu e sono riuscito a qualificarmi, ma nei quarti ho dovuto cedere. Sapevo di poter andare forte e ho dato tutto. Era la mia prima Olimpiade e sono soddisfatto dell'ottavo posto. Sono anche consapevole che avrei potuto fare anche meglio. Ho sentito un po' di nervosismo nelle qualificazioni, ma poi ho tirato fuori tutto quello che avevo». Sarà per la prossima. In fondo se anche Fischnaller guarda avanti, perché no.

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