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Rio2016: Doping. Cappello"Sentenza Schwazer mazzata che lascia il segno"

Rio2016: Doping. Cappello

Il presidente della Fidal altoatesina critica: "si va contro lo sport"

 

giovedì 11 agosto 2016 09:36


BOLZANO (ITALPRESS) - "La notizia di ieri sera sulla squalifica di Alex Schwazer e' arrivata come una mazzata di quelle potenti, di quelle che fanno molto male e lasciano il segno". Cosi' Bruno Cappello presidente della Fidal altoatesina, nonche' del club L.G. Brixen per il quale Schwazer e' stato tesserato al rientro dalla sua prima squalifica per doping, nonche' tra i promotori del progetto di riabilitazione dell'atleta di Calice di Racines, sotto la direttiva di Sandro Donati. "Non tanto per l'entita' della pena: non sono i 3, i 5 o gli 8 anni o addirittura la radiazione a vita a contare in questo momento, ma il significato che tale sentenza riveste - ha proseguito il numero uno dell'atletica altoatesina -. Un progetto, quello messo in piedi da Donati ed Alex, che era nato con l'obiettivo di contribuire ad esaltare l'atletica pulita. Un progetto contro il doping e a favore della trasparenza nello sport e dei valori universali che in esso risiedono. Questa sentenza, invece, finisce per essere un progetto contro lo sport: ne esalta i lati piu' negativi e piu' sporchi che convivono con esso e mette in risalto gli intrallazzi piu' immorali e piu' lerci in esso saldamente radicati. Per me, presidente del Comitato Fidal Alto Adige, presidente della societa' per cui Alex e Donati sono tesserati, ma soprattutto grande amante dell'atletica, quella di oggi e' una giornata molto triste, ma tengo a precisare che rifarei tutto cio' che ho fatto all'interno di questo progetto".
(ITALPRESS).

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