Volley: Rio 2016, Italia-Brasile dopo dodici anni ancora per l'oro

La finale di domani è la ripetizione della sfida che ad Atene portò i carioca sul gradino più alto del podio a spese della nazionale allenata da Montali. Gli azzurri inseguono la rivincita ed il primo trofeo Olimpico
Volley: Rio 2016, Italia-Brasile dopo dodici anni ancora per l'oro© LaPresse
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RIO DE JANEIRO (BRASILE)- Sono passati dodici anni meno 8 giorni da quel 29 agosto 2004 in cui l'Italia perse la sua seconda finale Olimpica con il Brasile. Quella con Montali in panchina fu l'ultima finale a livello assoluto giocata dal volley azzurro maschile, prima della grande sfida di domani (ore 18.15 italiane) dove le strade di Italia e Brasile tornano ad incrociarsi per contendersi l'oro olimpico.
Una sfida indecifrabile, una sfida intrigante, tra due squadre che hanno scelto un cammino diverso per arrivare al grande appuntamento. Gli azzurri hanno vinto tutte le gare che contavano, anche quella contro i verdeoro nella prima fase. A volte in maniera travolgente, altre come in semifinale, lottando e soffrendo. sempre dando una grande dimostrazione di cuore e capacità tecniche.
Chicco Blengini in un anno e poco più ha cambiato l'atteggiamento della squadra, che ora crede in sé stessa, crede nella forza del gruppo, che si diverte a stare insieme, a giocare insieme. Un'Italia che ha i suoi punti di forza nelle invenzioni di Simone Giannelli, che gioca per i compagni ma anche prendendosi responsabilità personali; nella generosità e qualità di Filippo Lanza, fondamentale in ricezione e prezioso in attacco; nelle grandi qualità e nella leadership in campo di Massimo Colaci, difensore e ricettore di livello assoluto; nell'esperienza e nella bravura di Emanuele Birarelli, vero capitano di quella che lui ha definito "una squadra fenomenale"; nella voglia e nella classe di Osmany Juantorena, lo schiacciatore di nascita cubana che ha portato mentalità e colpi al gruppo; nell'entusiasmo e nei muri di Simone Buti, che ha lavorato sodo per quattro anni per giocare alle Olimpiadi; nella potenza e nella carica di Ivan Zaytsev, che sta dimostrando di essere prezioso e costante, ma anche decisivo.
Con loro c'è una panchina coesa, che ogni volta che entra cerca di far vedere di essere pronta per essere titolare: da Salvatore Rossini a Daniele Sottile, da Luca Vettori a Oleg Antonov, per finire a Matteo Piano che sta facendo di tutto insieme allo staff medico per tornare abile ed arruolato per la gara delle gare: la finale per la medaglia d'oro olimpica.
Dall'altra parte ci sarà il Brasile alla quarta finale consecutiva, ma che non vince da quel caldo giorno di fine agosto greco. Un Brasile che avrà dalla sua parte un intero palazzo (o quasi in queste ore c'è una disperata ricerca di biglietti da parte dei tifosi italiani). un Brasile che ha stentato a trovare il suo passo e che è arrivato sull'orlo del baratro prima di ritrovare entusiasmo e vittorie: quella fondamentale per non essere eliminato con la Francia; quella moralmente importante nel derby con l'Argentina; quella convincente in semifinale con la Russia.
Sarà una grande battaglia, sarà una grande partita tra le due "scuole" più vincenti negli ultimi 25 anni.


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