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Doping, Cio contro Russia: «28 casi di manipolazione provette di urina a Sochi»

Doping, Cio contro Russia: «28 casi di manipolazione provette di urina a Sochi»
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Il Comitato olimpico apre procedura per 28 atleti russi. Per il presidente Bach è «l'immediata conseguenza del rapporto McLaren». Putin: «Nessun doping di stato»

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venerdì 23 dicembre 2016 12:11

ROMA - Il Cio apre una procedura disciplinare nei confronti di 28 atleti della Russia che hanno partecipato ai Giochi invernali di Sochi. Secondo il Comitato olimpico internazionale, sulla base di quanto emerso dal rapporto McLaren, ci sarebbe stata "la manipolazione di uno o più campioni di urine ai test di Sochi", provette che ora verranno nuovamente analizzate alla ricerca di altre eventuali anomalie.

RAPPORTO MCLAREN - Per il presidente del Cio, Thomas Bach, "questo provvedimento è l'immediata conseguenza del rapporto McLaren". Nella lunga indagine che avrebbe messo in luce un doping di stato in Russia, il professor McLaren aveva analizzato 95 campioni degli atleti di Mosca, e - afferma il Cio - su 28 viene evidenziata la manipolazione delle stesse provette. Queste verranno riprese dal laboratorio di Losanna per essere rianalizzate. I ventotto casi non possono essere catalogati come positivi a un test antidoping, tuttavia "la manipolazione stessa dei campioni potrebbe portare ad una violazione delle norme anti-doping con relativa sanzione". Sottolinea ancora Bach: "Il Cio andrà oltre le conclusioni della relazione McLaren e analizzerà di nuovo tutti i campioni degli atleti russi che hanno partecipato ai Giochi invernali di Sochi, così come quelli di Londra 2012". Già 27 atleti russi sono stati sanzionati dal Cio per effetto delle analisi bis effettuate per le Olimpiadi di Pechino e Londra, programma che ha avuto inizio prima dei Giochi estivi di Rio e che è ancora in corso. Ma il Cio farà nuovi test anche su tutte le provette dei russi presenti a Vancouver 2010.

PUTIN - A proposito di questo ha parlato proprio oggi, nella conferenza stampa di fine anno, il presidente russo Vladimir Putin, respingendo ogni tipo di accusa sul cosiddetto 'dopng di stato': "In Russia non è mai stato creato, è semplicemente impossibile, e noi faremo di tutto affinchè non ci sia mai nessun sistema statale di doping e di sostegno al doping".  Per il capo del Cremlino, che ha attaccato direttamente la Wada, "c'è una certa componente politica in tutte queste cose".

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