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Doping Russia, Campriani: «Distrutte vite. Sistema ricorda Germania Est»

Doping Russia, Campriani: «Distrutte vite. Sistema ricorda Germania Est»
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L'olimpionico nel tiro commenta lo scandalo seguito al rapporto McLaren, dopo i procedimenti disciplinari del Cio e le prime ammissioni dalle parti del Cremlino

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mercoledì 28 dicembre 2016 16:14

ROMA - "Così hanno distrutto delle vite, quando invece lo sport dovrebbe salvarle, ma ora è il momento di fare pulizia". Niccolò Campriani commenta così, molto amaramente, lo scandalo relativo al cosiddetto "doping di stato" che sta travolgendo la Russia, e per il quale oggi da parte del Cremlino sono arrivate le prime velate ammissioni, con alcuni funzionari che hanno parlato di una "cospirazione istituzionale".

"Una vasta operazione di doping sugli atleti russi che non riguarda solo le Olimpiadi invernali di Sochi del 2014, ma l'intero movimento olimpico", si leggeva stamattina sul New York Times, e la cosa non ha sconvolto Campriani: "Era nell'aria, c'era una certa evidenza, e la cosa non mi stupisce. Però mi dispiace, e mi provoca una grande tristezza. Certi sistemi mi ricordano quelli della Germania Est". Il pluricampione olimpico del tiro non nasconde l'amarezza per questi eventi che stanno travolgendo il mondo dello sport, gettando sempre più ombre sulla regolarità delle competizioni ammirata e celebrate dal grande pubblico.

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