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Tennis, Australian Open, Federer: «Mi sento fortunato»
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Tennis, Australian Open, Federer: «Mi sento fortunato»

Nella conferenza stampa pre-torneo lo svizzero ha parlato della sua longevità sportiva. Novak Djokovic ha insistito sul prize money: «Più soldi ai giocatori, a chi perde ai primi turni»

MELBOURNE - «Mi sento fortunato» ha detto Roger Federer nella conferenza stampa alla vigilia del suo ventesimo Australian Open, che inizierà contro l'uzbeko Denis Istomin. Federer ha ricordato anche l'infortunio al ginocchio di due anni fa «Mi è successo mentre facevo il bagno alle mie figlie, non so ancora come esattamente. Ma il giorno prima avevo perso la semifinale dell'Australian Open contro Djokovic, avrebbe potuto succedere in partita. Magari perché mi ero preparato bene ma serve anche un po' di fortuna». Fortuna di cui avrebbe avuto bisogno Andy Murray, il tre volte campione Slam costretto ad annunciare l'addio al tennis per il troppo dolore all'anca operata lo scorso gennaio. «Sono triste, mi dispiace che dovremo perderlo a un certo punto. Certo, tutti prima i poi lasceranno, ma adesso per lui è definito. Spero possa giocar bene qui e dire addio come vorrebbe a Wimbledon». Lo svizzero, che ha vinto la Hopman Cup, classica esibizione a squadre miste di inizio stagione, con Belinda Bencic, ha spiegato di sentirsi sorprendentemente bene. «Dopo le vacanze, ho lavorato anche più duro di quanto mi aspettassi. Non ho saltato una sessione di allenamento, sono al top».

DJOKOVIC E IL PRIZE MONEY - Ha parlato anche Novak Djokovic, numero 1 al mondo e presidente del Player's Council, i rappresentanti dei giocatori all'interno del board dell'ATP. In questo ruolo, il serbo spinge perché ai tennisti venga riconosciuta una quota maggiore dei montepremi dei tornei: percentuale che all'Australian Open salirà del 14%. «Siamo concentrati sulla questione della distribuzione, soprattutto sui prize money dei primi turni, delle qualificazioni - ha detto -. Vogliamo che più giocatori possibile siano messi nelle condizioni di viaggiare, e non solo di coprire le spese, di permettersi un team completo». Ad oggi, una volta sottratti i viaggi e gli ingaggi dei coach, è quasi impossibile farcela per chi è fuori dai primi 150 del mondo. Anche Djokovic, che come Federer insegue il settimo titolo all'Australian Open, sarebbe il suo quindicesimo Slam in carriera, ha parlato di Andy Murray. I due sono nati a una settimana di distanza e da giovani avevano stretto un'amicizia che andava anche oltre il campo. «Porterò sempre bei ricordi di Andy -ha detto -. Un infortunio è il più grande nemico che puoi incontrare, da atleta. Perché ti toglie la possibilità di competere, di fare lo sport che ami».

WOZNIACKI: VOGLIO I TROFEI - Ne sa qualcosa anche la campionessa in carica, la danese Caroline Wozniacki, che durante l'ultima edizione delle WTA Finals ha dichiarato di soffrire di una forma di artrite reumatoide. «Devi sempre cercare di capire cosa funziona e cosa no, e di ascoltare il tuo corpo - ha detto l'ex numero 1 del mondo -. Io cerco di fare ancora più massaggi, di stare attenta ai trattamenti, ai bagni nel ghiacchio, allo stretching. Faccio tutto questo più intensamente di prima. Poi se un giorno non mi sento proprio bene, faccio tutto un po' alla leggera. Provo a imparare come capire i segnali del mio corpo ancora meglio». Wozniacki, che l'anno scorso ha sconfitto l'attuale numero 1 Simona Halep in finale a Melbourne conquistando così il primo Slam della sua carriera, inizia il percorso verso la difesa del titolo contro la belga Alison Van Uytvanck nella sessione serale di lunedì. «Ogni volta che inizio un torneo, voglio vincerlo. Penso di avere una possibilità qui, ma dovrò giocare al meglio - ha concluso -. Onestamente, voglio solo alzare trofei. E' tutto qui».

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