Corriere dello Sport

Scopri l’edizione digitale su Tablet e Smartphone

A2 femminile

Vedi Tutte
A2 femminile

Volley: A2 Femminile, Marsala rifà il look in vista del campionato

Volley: A2 Femminile, Marsala rifà il look in vista del campionato

Tanti volti nuovi per la squadra affidata a Campisi. Si presentano Barbara Murri, Eleonora Furlan, Jasmine Rossini e Valeria Mucciola

Sullo stesso argomento

 

venerdì 11 agosto 2017 11:01

MARSALA (TRAPANI)-  Prende corpo il roster della Sigel Marsala Volley in vista del campionato di A2. In queste ore la società siciliana ha annunciato l’arrivo di un gruppo di giocatrici che, insieme alla nazionale greca Evangelia Merteki, con Fabiola Facchinetti e Giulia Agostinetto, già tesserate nei giorni scorsi, costituiscono un gruppo che potrà far bene nella nuova categoria. Barbara Murri, Eleonora Furlan, Jasmine Rossini e Valeria Mucciola, sono i volti nuovi per la stagione 2017/2018. Vediamone, uno ad uno i profili.

I NUOVI ACQUISTI DI MARSALA-

Barbara Murri, un metro e ottantatrè d’altezza, è una nuova centrale della Sigel Marsala Volley. L’atleta abruzzese, nata a L’Aquila nel 1993, approda a capo Boeo dopo la positiva esperienza dello scorso anno a Isernia – « Abbiamo espugnato il PalaBellina nella gara d’andata – ricorda la neoazzurra – per poi cedere nella gara di ritorno l’intera posta in palio alle nostre avversarie ».

In effetti Barbara, che ha iniziato a giocare a pallavolo alla tenera età di dieci anni, dopo aver fatto la trafila delle giovanili nella sua città natale, ha effettuato, una volta maggiorenne, il salto in B2. Andando a giocare in provincia di Chieti, con la maglia biancoblu del Sambuco Volley

« Ho iniziato proprio da lì a girovagare in lungo e in largo per l’Italia meridionale – ricorda la centrale aquilana – cambiando praticamente ogni anno casacca ».

Un tour per l’Italia che le ha lasciato un bagaglio di grande esperienza.

« Si, in effetti ho avuto modo di conoscere parecchia gente – E perché no, aggiungiamo noi, anche di farti apprezzare dovunque sei stata– Ho sempre dedicato tutta me stessa al volley, senza temere niente ».

Emerge subito la determinazione di Barbara, spicca possente dalle sue parole e soprattutto dal tono con le quali le proferisce. Tante casacche dicevamo: tutto riparte dalla Campania, col trasferimento Rota Mercato S.Severino, in B1, poi Mesagne di nuovo in B2, quindi il ritorno in Campania stavolta a Montella e poi Frascati. Ma la sua esperienza nel Lazio dura solo fino a dicembre: poche settimane dopo arriva infatti il “trasloco” a Maglie. E infine, come detto, Isernia lo scorso anno. E adesso Marsala, A2

« Avevo avuto diverse richieste da vagliare per la prossima stagione, ma la “chiamata” della Sigel ha di fatto tagliato la testa al toro. Il mio sogno di cimentarmi nella seconda categoria nazionale ha di colpo preso forma ».

Marsala diventa così un punto d’arrivo?

« A Marsala realizzo il mio desiderio di giocare in A2. Vuol dire cioè crescere e capire se in questa categoria ci posso davvero restare – poi precisa – Vengo per lavorare bene e confrontarmi con gente di categoria superiore ».

Le chiediamo se conosce qualcuna delle sue future compagne

« Si, sicuramente Biccheri, Marinelli e Agostinetto. Ma solo per averci giocato contro nel corso di tutti questi anni ».

E il tecnico? –

« Ho avuto modo di scambiare spesso con lui alcune battute, al termine degli incontri disputati da avversaria. E’ successo anche l’anno scorso, in occasione del doppio confronto di campionato. So benissimo che coach Campisi è l’allenatore storico della Sigel e che è ormai come una di famiglia ».

« Con chiunque abbia parlato, mi ha detto che a Marsala mi troverò benissimo. E ne sono estremamente convinta ».

Eleonora Furlan, trevigiana di Ponte di Piave, sarà una delle centrali della Sigel Marsala Volley per la prossima stagione. Nata nel marzo del 1995, dall’alto dei suoi 188 centimetri si candida a dominatrice della rete in quel torneo di A2 che la vedrà sicuramente protagonista a onta della sua ancor giovane età. Per lei sarà la prima avventura al sud. “Ed era ora”, sembra far trapelare dalle sue parole tutte incentrate su quell’emozione che alla fine lei stessa terrà a sottolineare. Nonostante di esperienza ne abbia già maturata parecchi.

« Ho iniziato a giocare a pallavolo a otto anni nelle scuole di minivolley a Salgareda, piccolo comune poco distante da casa mia – inizia a ricordare, rimuginando sul suo passato – Poi, a tredici anni sono andata a San Donà, nelle giovanili dell’AGS. Dove sono cresciuta e dove è iniziata la mia vera maturazione atletica. A sedici anni infatti ho debuttato in B1 e sono rimasta a San Donà per quattro anni, tra alti e bassi della nostra squadra ».

Due retrocessioni, un ripescaggio e una promozione, tra B1 e B2: si può sintetizzare così la sua avventura nella squadra biancazzurra, spesso fucina di giovani talenti

« Dopo l’ultima promozione ho lasciato la squadra dove l’avevo trovata, in B1 – conclude con un pizzico di soddisfazione. Le chiediamo della sua esperienza nella nazionale giovanile italiana – Sono stati due anni davvero importanti, che mi hanno permesso di confrontarmi, seppur giovanissima, a livello internazionale. Con la pre-juniores, praticamente l’under 17, abbiamo disputato la finale del campionato europeo di categoria ad Ankara, cedendo proprio davanti alla padrone di casa ».

Poi il grande salto in A1, nel 2013

« Sinceramente non me lo aspettavo: avevo appena compiuto i diciott’anni e il trasferimento all’Imoco Conegliano è stato una gradita sorpresa Eleonora continua a raccontarsi, soffermandosi con orgoglio su quell’importante passaggio della sua carriera – E’ stata un’esperienza, oltre che come detto inattesa, bella e istruttiva. L’aver conosciuto tante compagne più mature di me, il poter stare a loro fianco, mi ha fatto crescere come atleta e come persona. Anche se spesso mi toccava fare panchina. Un’esperienza che rifarei volentieri: la A1 è un mondo totalmente a sé, diversamente entusiasmante – quindi aggiunge – E’ il professionismo nel senso pieno della parola. In quel campionato arrivammo fino alla semifinale dei play-off ».

Seguono due tornei di A2: il primo a Rovigo e il secondo, quello dello scorso anno, a Legnano. Con la casacca giallonera della SAB Volley

« Altra bella soddisfazione – continua Eleonora – Siamo arrivate sino alla finale dei play-off, persa contro Pesaro. Ma la società è stata ripescata in A1. Per me è stato come un campionato vinto ». Le parliamo delle sue nuove compagne –

« L’anno scorso ho giocato con Fabiola Facchinetti, come sapete. Conosco poi Giulia Agostinetto, è di San Donà, praticamente delle mie parti. Anche se non abbiamo mai avuto occasione di incontrarci o confrontarci. Ma anche Jasmine Rossini, che giocava sempre a San Donà – poi precisa – Io allora ero davvero una ragazzina alle prime armi ».

Il primo trasferimento al sud, dicevamo all’inizio

« In effetti non son mai stata nelle vostre zone, nemmeno in vacanza. Sono un po’ emozionata, ma soprattutto tanto carica. Mi emoziona e affascina il “nuovo” che mi aspetta. Non vedo l’ora di iniziare questa nuova esperienza dalla quale mi aspetto tanto. Non vedo l’ora di ripartire: mi manca troppo il volley giocato – ci tiene a sottolinearlo – Sono ferma da troppo tempo – Da quanto, Eleonora? – Sono quasi tre mesi, ormai. A metà maggio abbiamo concluso il nostro torneo a Legnano. Mi hanno raccontato che a Marsala si sta davvero bene. E ciò non fa altro che aumentare la mia voglia di tuffarmi nella nuova avventura ».

Jasmine Rossini, schiacciatrice, un metro e ottanta d’altezza, è il terzo colpo di mercato della Sigel Marsala Volley. Nata a Bollate nel giugno del 1992, arriva dal’Olimpia Cmc Ravenna

« Una strana storia quella della mia ex squadra – evidenzia subito la neoarrivata Nella città romagnola infatti coesistevano due squadre, entrambe in B1. Noi, con innumerevoli sacrifici, siamo riuscite a spuntarla sulla storica Teodora. Sospinte anche da quella grinta e da quelle motivazioni in più che ti offre il campanilismo di un confronto stracittadino. Ci sono così elementi che non fanno altro che migliorare la coesione del gruppo e che ci hanno portato a tagliare il traguardo prima delle nostre avversarie e concittadine, che poi sono state comunque promosse ai play-off ». – A Ravenna, sponda Olimpia, a dare una grossa mano alla squadra ci ha pensato proprio l’ex allenatore della Nazionale Marco Bonitta. Componente della compagine dirigenziale e uomo di grande esperienza.

« E’ stato fondamentale, quando, nei momenti di “fiacca” è riuscito a “bacchettarci con le giuste motivazioni. Riuscendo a farci tirar fuori le energie residue, buone ad aggiudicarci “la causa”. Poi però si è deciso, per motivi facilmente intuibili quanto opinabili, di iscrivere in A2 una sola squadra ».

Ma facciamo un passo indietro, per arrivare alle origini della carriera di Jasmine

« Sin da bambina lo sport mi ha coinvolto e affascinato – ci racconta la schiacciatrice lombarda – e quando venne il momento di scegliere, in tenera età, che disciplina sportiva seguire, ho iniziato a sperimentare. In verità all’inizio sono andata un po’ a tentoni, provando prima l’atletica, quindi l’equitazione e il nuoto. Ma mi accorsi subito che quello che in realtà mi attirava di più erano gli sport di squadra. Così la sorte mi ha fatto incontrare la pallavolo, anche per seguire quelle amicizie che per un’adolescente rappresentano un legame indissolubile. Ho così iniziato a giocare a quattordici anni, a Novate, dove abitavo – Da lì il passo è stato facile: una volta messa in moto la macchina non si è più fermata – Ho giocato per tre anni nelle giovanili della Pro Patria Milano, disputando anche la serie D,  a quei tempi facevo la centrale. Il salto nella vicina Novara è stato quasi automatico, ma ho preferito dare un freno alle mie ambizioni, barattandole con la mia istintiva voglia di giocare. La mia è stata una scelta di crescita e così a San Donà sono entrata a far parte dell’under 18 giocando anche in B1. Stavolta da banda, abbracciando quello che sarebbe diventato il mio attuale ruolo ».

Una scelta ponderata e premiata dagli sviluppi successivi della sua carriera: la A2, infatti, era lì, dietro l’angolo ad attenderla. Un anno a Verona e poi l’incredibile sorpresa di Rovigo

« Sono andata nella città veneta dove la Beng avrebbe dovuto disputare la B1. Ma il destino ha voluto che la società fosse ammessa subito alla A2. E’ stata un’annata davvero positiva durante la quale ho potuto maturare una gran bella esperienza. Nemmeno paragonabile a quella vissuta un paio d’anni prima a Olbia, dove abbiam vinto una sola partita nell’arco dell’intero campionato ».

L’atleta milanese entra così nel vivo della sua carriera, trasferendosi, nel 2014 a Orvieto, ancora in B1.Sono due stagioni esaltanti, durante le quali la squadra umbra sfiora ripetutamente la promozione in A2

« Abbiamo disputato due grandi stagioni. Nella prima abbiamo sfiorato i play-off, acciuffati nel torneo successivo ».

La Zambelli Orvieto infatti viene estromessa dagli spareggi proprio da quel VolleyRò Casal de’ Pazzi che solo pochi giorni dopo avrebbe inflitto alla Sigel uno dei più grossi dispiaceri della sua storia

« Eravamo convinte di farcela, anche perché ci siamo trovate di fronte una squadra molto giovane, che a dire di molti nutriva poche ambizioni. Ma abbiamo perso entrambe le gare, senza nemmeno la possibilità di accedere alla bella ».

Allora è colpa vostra, se Marsala non conquistò la serie A2 con un anno di antcipo.

« A questo punto ammetto che un po’ di colpa nostra è anche nostra – ammette, ridendo – Ma quel gruppo era davvero forte ».

Della stagione a Ravenna abbiamo già detto all’inizio, una stagione importantissima durante la quale si è compiuta pienamente la sua maturazione

« Sono una S2 – ci precisa – Ma ho giocato anche da S1. Preferendo la prima soluzione nell’ultimo periodo mi sono impegnata tantissimo per valorizzare e migliorare la ricezione ».

Volontà di ferro quella di Jasmine, supportata dalla grande passione per questo sport. Una passione, come raccontato, nata quasi “per caso” e diventata, anno dopo anno, parte integrante della sua vita – « Non ho mai giocato al sud, eccezion fatta per l’esperienza “insulare” di Olbia. Il mio ragazzo, che gioca a volley anche lui, mi ha aiutato tantissimo in una scelta della quale sono entusiasta – poi aggiunge – Ho trovato una società che ha obiettivi precisi e che intende investire anche su risorse giovani, pronte a maturare ulteriore esperienza in serie A. Per crescere assieme ».

Valeria Mucciola, classe 1994, 178 cm. d’altezza, è una nuova palleggiatrice della Sigel Marsala Volley.

« Sono nata nel “cuore” di Reggio Calabria – afferma con orgoglio, arriva dall’Alfieri Cagliari. Una squadra che lo scorso anno ha partecipato con onore al girone A della B1. Ci racconta, a tal proposito, il neoacquisto azzurro– Ci siamo salvate seppur soffrendo, a causa dei tanti infortuni patiti da alcune delle mie compagne, raggiungendo l’obiettivo minimo che la società si era proposto ».

Valeria Mucciola ha iniziato la propria carriera non certo in tenerissima età

« Avevo poco meno di quattordici anni quando ho cominciato a palleggiare nella squadra giovanile della mia città. E già dall’anno successivo mi sono trovata a giocare in B2, prima a Reggio Calabria, poi a Cinquefrondi e infine a Palmi ».

Nel 2013 Valeria “varca lo stretto” e approda a S. Stefano di Camastra, dove però resta soltanto per pochi mesi

« La situazione non era delle più rosee, così a dicembre mi sono trasferita a S. Teresa Riva, all’Effe Volley. L’anno successivo con la maglia rossoblù ho vinto il torneo di B2. Anche se nella stagione seguente il mio primo campionato di B1 l’ho disputato ad Aprilia ».

Quindi il passaggio all’Alfieri Cagliari. Valeria dimostra subito di avere le idee chiare: scambiando con lei poche parole ce ne accorgiamo senza l’ombra di ogni possibile, fugace dubbio.

« La serie A2 non mi spaventa, aldilà delle emozioni probabili del debutto. Anzi, al contrario, mi affascina visto che la considero solo un punto di partenza. Dovrò lavorare tantissimo, per migliorarmi e non vanificare tutti gli sforzi fatti per arrivarci ».

« Ho ancora ventidue anni – scherza allegramente lei – Ventitré li compirò a fine settembre. Sono ormai prossima alla laurea in ingegneria civile. Dovrò sostenere soltanto pochi esami per realizzare un altro sogno che mi è costato e continua a costarmi sacrifici non indifferenti ».

Ti pesa la lontananza da casa ?

« Il dover vivere da sola, lontano da casa per parecchi mesi all’anno, spesso mi impedisce di studiare come imporrebbe una corretta sequenza. E così m’impongo di recuperare il “passo perduto” nei mesi estivi. Con le immaginabili rinunce, in primis quella alle giornate che mi piacerebbe trascorrere al mare con gli amici. Tra l’altro – aggiunge – mi sono fermata a Cagliari qualche settimana in più rispetto alla fine del torneo scorso. In Sardegna seguivo anche le ragazzine del minivolley e il sentirmi parte integrante della società è stato per me motivo di grande soddisfazione ».

C’incuriosisce la sua tenacia nell’affermarlo e le chiediamo se la sua passione per il volley non abbia mai ostacolato il suo curriculum universitario

« Assolutamente no – risponde con decisione – Anzi, tutt’altro. La disciplina sportiva mi ha spesso indicato il metodo da applicare anche ai miei studi. E così conciliare le due cose è diventato più semplice ».

Cosa pensi di Marsala e della Sigel

« Ho incontrato la Sigel da avversaria due anni addietro, quando l’ho affrontata con la maglia della GiòVolley Aprilia. Conosco coach Campisi da “avversario”. So che è il tecnico storico della società. Conosco anche molte della altre mie papabili compagne, ma sempre e solo da “avversarie”. So comunque che nella città si sta davvero bene ».

Quali sono stati i motivi della tua scelta ?

« Ho parlato al telefono con il D.S. Buscaino: mi ha subito convinto la passione che trapelava dalla sua proposta, facendomi di colpo mettere da parte tutte le altre che avevo ricevuto. Fare sport al sud è sempre più difficile. Mi è davvero dispiaciuto quanto è successo a S.Teresa, piazza alla quale sono rimasta davvero affezionata ».

Articoli correlati

Commenti