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Volley Scuola, quando vincono le emozioni

Nella sede del nostro giornale si è svolta la cerimonia di premiazione dei concorsi dell'edizione 2015 di Volley Scuola-Trofeo Acea. Matteo Forconi del Kennedy trionfa con un velo di nostalgia in "Raccontaci V.S."

 Leandro De Sanctis

sabato 30 maggio 2015 16:59

ROMA - L’intensità emotiva dell’ultimo atto di Volley Scuola, la festa presso la sede del nostro giornale con la premiazione dei vincitori dei concorsi collaterali riservati agli studenti, testimonia quanto sia stato giusto creare qualcosa di diverso e più ampio, per ampliare l’offerta del torneo pallavolistico e coinvolgere il maggior numero possibile di ragazzi e ragazze.
    Un passaggio chiave del bel film che Sorrentino ha appena presentato al Festival di Cannes, “Youth - La giovinezza”, s’interroga e si risponde sul valore che nella vita hanno le emozioni. I ragazzi, ma anche i professori, che ieri hanno palpitato e gioito, in qualche caso senza nascondere momenti di commozione, sono la testimonianza vivente della bontà di una formula che, senza lasciare il campo, ha portato gli stessi valori in ambito intellettuale. Componimenti, disegni, fumetti, fotografie, slogan legati allo sponsor Acea ma di valore sacrosanto e universale (basta pensare alla sete che attanaglia troppo zone del mondo, ma anche al razionamento in alcune regioni italiane).
    Attraverso i premi dedicati alla memoria di Franco Favretto, il mondo del volley ha agganciato l’ideale olimpico, trattando l’argomento della candidatura olimpica di Roma 2024 e stimolando gli studenti a dire la loro. Raccontaci Volley Scuola, il concorso principe delle iniziative collaterali della manifestazione della Fipav Lazio ha visto il successo di Matteo Forconi, del Liceo Scientifico Kennedy, diplomando che ha fotografato il suo stato d’animo nel momento venato di nostalgia, in cui la scuola sta per diventare il passato e ci si appresta a crescere in una realtà nuova e difficile.
    Nel raccontare l’ultima partita, la delusione della sconfitta che va ad aggiungersi alla consapevolezza di essere giunto all’ultimo capitolo di una parte importante ed irripetibile della sua vita, Matteo costruisce in maniera cinematografica l’ideale clip del suo addio alla scuola e alla pallavolo scolastica, condividendo il suo stato d’animo. Un omaggio sentito al torneo, ai compagni di scuola e di squadra, al professore.
    Significativo anche il testo che ha fruttato il secondo posto ad Alessandra Riccomagno, anche lei studentessa del Kennedy, che si è soffermata sull’eterogeneità di una squadra, con i ragazzi che vengono da mondi diversi, differenti aspirazioni e aspettative, un diverso retroterra familiare non sempre scevro da problematiche difficili. Ma quando c’è di mezzo una squadra, il tutto si fonde e diventa altro, spesso una livella che va a comporre un qualcosa che trasforma “in forza queste differenze”.
    L’appuntamento è per il prossimo anno, con il proponimento, condiviso, di restituire identità agli istituti scolastici privati del loro nome non si sa bene per quali logiche. Più giusto rispettare la storia di licei e istituti, sviliti con le etichette toponomastiche. Volley Scuola ci proverà.

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