Dossier Olimpiadi Coni, ecco gli undici punti

Roma favorita su Venezia per esperienza, trasporti e alloggi
ROMA, 19 maggio - Gli alloggi, alcune criticità nei trasporti, ma soprattutto l'esperienza nell'organizzazione dei grandi eventi maturata negli anni. È su questi elementi che si è evidenziata a favore della Capitale la forbice tra Roma e Venezia, sulla base del rapporto effettuato dalla Commissione di valutazione del Coni che tra poco verrà vagliato dalla Giunta chiamata a scegliere quale delle due città sarà la candidata italiana per le Olimpiadi del 2020. Alla luce degli undici punti utilizzati dalla commissione e mutuati da quelli impiegati dal Cio per eleggere le sedi dei Giochi, Venezia e Roma sono risultate a pari merito sul piano del sostegno politico. Le differenze sono invece evidenziate al punto 4 (luoghi di gara): alcune sport per la città lagunare prevedono un doppio trasporto (gomma+nave), per il pentathlon più trasferimenti (Tessera-Padova) in un solo giorno e la capacità per la finale di calcio (stadio di Verona) è inferiore ai requisiti Cio. «La risposta circa i mezzi di trasporto è evasiva» scrive la commissione.
GLI ALTRI PUNTI - Sul punto 1 (opinione pubblica, motivazioni) la commissione scrive che per Roma "non si evidenziano criticità", mentre per Venezia "si conferma la presenza di sei venue (siti olimpici ndr) situate su isole con le relative criticità". Sul sostegno politico (punto 2) le due città hanno raggiunto uguale punteggio (la commissione ha lavorato nei dettagli, attribuendo anche voti con i decimali). Sul finanziamento (punto 3) c'è uno scarto: i budget della candidatura sono pressoché simili, ma la Capitale prevede il 60% di fondi pubblici e 40 di privati. Nel progetto veneziano sia nella prima che nella seconda fase il 75% è pubblico e il 25% da privati. Quanto al budget dei Giochi quello di Roma (2 miliardi 648.860 dollari) è in linea con quello delle prossime Olimpiadi di Londra e di Rio 2016. Venezia è un pò sotto (2.496,000 mld). La differenza maggiore evidenziata dal dossier del Coni sta negli introiti di biglietteria "consistentemente più alti per Roma". Differenze si evidenziano anche al punto 4 (luoghi di gara): nei grafici inseriti nel dossier la torta di Roma evidenzia il 71% di impianti esistenti (29% da costruire), Venezia il 55% esistenti contro il 45% da realizzare.
Tra i 'no' di Roma la capienza dell'impianto temporaneo del judo, inferiore ai minimi richiesti dal Cio. Su Venezia sport come hockey, golf e nuoto di fondo, vela e triathlon si disputano su isole: 'È necessario prima un trasporto gomma poi via nave". La risposta ai chiarimenti circa i mezzi di trasporto, scrive la Commissione "è evasiva e si parla genericamente di navette olimpiche anche per i siti del Lido. Viene citato come mezzo di trasporto la metropolitana sub-lagunare che non trova riscontro in alcun progetto". E sempre sui luoghi di gara le distanze parlano ancora a favore della Capitale: per Roma il 90% è nel raggio di 20-30 km, contro il 63% di Venezia che registra 9 sedi sopra i 40 km. Per i tempi di percorrenza nella fascia tra i 30-40 minuti Roma ha il 90% e Venezia il 68%. Oltre i 40 minuti per la Capitale 4 impianti e 13 per la città lagunare. Evidenziati anche due 'conflittì per Venezia su boxe e scherma, e basket e pallavolo: criticità per il rugby ("il torneo si gioca in due città distanti 70 km") e la finale del calcio a Verona a 130 km. Nota discriminante gli alloggi (punto 5): "Il requisito Cio è soddisfatto per Roma dopo 10 km, per Venezia entro 50 km". Venezia garantisce 18mila posti letto in città che coprono di fatto le richieste del Cio, mentre ha un'offerta buona nell'hinterland. "Giudicato non necessario" il villaggio media, che invece rientra negli standard del Cio: per i giornalisti a Venezia sarebbero a disposizione 14.400 hotel e 3.600 posti in case private. Differenze di punteggio anche per gli aeroporti messi a confronto. Non ci sono differenze per quello che riguarda le condizioni meteo, la popolazione e le date dei Giochi olimpici (24 luglio-9 agosto per entrambe le città, le Paralimpiadi Venezia le fa slittare più avanti) inseriti nei punti successivi. È invece l'esperienza nell'organizzazione di eventi ad aver fatto la differenza, il punto su cui Roma ha evidenziato lo scarto maggiore.

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