Secco: «Juve, due anni fa
avevo preso Cassano»

Intervista esclusiva all'ex ds bianconero: «Era tutto fatto, ma qualcuno avanzò dei dubbi. Diego? Ha sbagliato solo l’anno. La sua cessione non mi ha stupito: volevano dare un taglio al passato. Un team manager non può fare il ds, io figlioccio di Moggi: favole su di me dettate dal qualunquismo»

ROMA, 10 settembre - Ha staccato la spina il 14 maggio. Quando ha trovato l’accordo con la Juventus per risolvere il suo rapporto. I denigratori di facebook hanno scritto: andrà a far danni da un’altra parte. In realtà Alessio Secco è andato a ricaricarsi un po’. Riavvolgendo il film degli ultimi quattro anni da direttore sportivo della Juventus, Secco sa perfettamente di aver fatto errori. Ma non danni. E non da solo. A livello di critiche ha dovuto ingioiare parecchio: l’impossibiltà di essere ds dopo aver fatto il team manager, il cordone ombelicale con Moggi sventolato in modo anche pretestuoso (tanto da farlo diventare colpevole anche nel momento in cui il vecchio dg lo criticava aspramente e quindi il cordone sembrava reciso). Gli è rimasta, più forte di tutto, la juventinità di famiglia. Quella di papà Sergio, il braccio destro di Boniperti. Quella che gli aveva fatto prendere Cassano, un gran bel colpo due anni fa, bocciato da altri. Poi errori sì, per carità. Pagati. E ora un futuro da decifrare davanti. Consulente di marketing sportivo, la prospettiva più immediata. E ancora ds se ci sarà l’occasione giusta: per dimostrare che si può. Eccolo Alessio Secco. Quattro mesi dopo la bufera. A tutto campo.

 Cassano non era lo stesso di oggi sei mesi fa? E’ stato logico non portarlo in Sudafrica?
«Non entro nelle scelte di Lippi. Certo, Cassano è un altro giocatore e un altro uomo non da oggi, da due anni. E questa è una fortuna per lui e per il calcio italiano. Lo dice uno che due anni fa lo aveva pratica­mente portato alla Juve».

Quanto siete stati vicini?
«Direi moltissimo. Ma all’interno ci fu più di una obiezione, nel mo­mento decisivo, riferita a dubbi sul cambiamento umano di Cassano. Io ero certo che avesse capito i suoi errori. Non se ne fece nulla. A me è rimasto il bel rapporto con Anto­nio».

E non è detto che la strada di Cassano alla Juve non possa ria­prirsi. In fondo è successo con Aquilani...
« Un giocatore come Cassano la Juve farebbe bene a prenderlo. Non so se lo faranno, ma lui è un top player: da Juve, Inter, Milan».

Cosa ha sbagliato Diego?
« L’anno. Un anno assurdo, di quelli che nel calcio ti può succede­re. Ma sulle qualità di Diego credo non si possa discutere. L’ho segui­to per due anni, da solo faceva gira­re il Werder».

Sorpreso dalla sua cessione?
«No, era chiara la linea operativa della nuova dirigenza: cancellare il passato».

In questo passato c’è anche lei. Cosa ha sbagliato?
«Errori ne avrò fatti. Uno che pe­rò mi pesa di più riguarda la difesa della mia professionalità, intesa in questo senso: ho condiviso troppo le scelte, in quella Juve non avevo il potere decisonale che la gente immaginava ma agli occhi del mon­do il resposabile ero comunque io. E ho pagato, credo a caro prezzo. Anche con tanto qualunquismo di contorno. Ora alla Juve decide Ma­rotta e basta. Meglio così, giusto co­sì » .

A cosa si riferisce quando parla di qualunquismo? Per esempio: chi nasce team manager non può di­ventare il ds?
«Già, una sciocchezza da ridere. Quanti sono nati ds o hanno fatto prima percorsi professionali diver­si? Il mio alla Juve è stato un cam­mino. E la storia del figlioccio di Moggi?».

Ci saremmo arrivati, parliamo­ne.
«Prima sembrava che ogni paro­la fosse ispirata e mi davano addos­so. Quando Moggi ha iniziato a cri­ticarmi, in maniera anche aspra, lo juventino medio gli dava ragione. E dava ugualmente addosso a me. Allora? Meno male che ora anche questa storia la sento del tutto lon­tana ».

Dove arriva la Juve?
«Io spero più avanti possibile per­ché lì ho lasciato tanta gente che conosco. Ma sulla carta non vale le altre tre. E per il quarto posto deve guardarsi le spalle: Palermo, Fio­rentina e Genoa si sono attrezzate».

Leggi l'intervista completa sull'edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio


Fabio Massimo Splendore
27
  1. raptorsm Scrive:
    11/09/2010 10:37:10

    A nessuno viene in mente che forse anzi sicuramente è una bufala.Continuiamo con la stessa storia:Garrona alla Juve non cederà mai nessuno!Continuate ad ignorare la Samp,come fate durante il campionato.Sò che da fastidio a molti come all'epoca dello scudetto,la snobbate,la considerate un supermarket, e restate sistematicamente con un pugno di mosche quindi continuate così.Bravi e corretti!

  2. sh4ndon Scrive:
    10/09/2010 18:06:12

    Due anni fa ti avrei buttato dalla tribuna.

  3. elFeliz Scrive:
    10/09/2010 16:34:48

    Alla Juventus ha dimostrato la sua inadeguatezza, ma Marotta per ora non sta facendo di meglio.

  4. A.C.PIKKIA Scrive:
    10/09/2010 15:42:52

    secco nn è colpa dello juventino medio se te nn comandavi nulla in società cm stai affermando,i tifosi giudicano dai risultati.adesso è troppo facile dire, a cassano e maskerano l'avevo comprati, x gli altri k anno fallito dici li abbiamo comprati...e no caro il gioco delle 3 carte è vekkio.cmq sn certo k l squadra dell'anno scorso nn era d 7°posto m da 2°,è andato così.nn sn contento dalla campagna acquisti fatta quest'anno,sl giocatori mediocri nn d juve,quest0anno siamo d 5°o 6°posto

  5. cesololajuve Scrive:
    10/09/2010 15:35:27

    QUESTO OMUNCOLO VERRA' RICORDATO COME UNO DEGLI ARTEFICI, INSIEME A BLANC ED ELKAN (CHE PROBABILMENTE HANNO ANCORA PIù RESPONSABILITA'), DELLA PEGGIOR STAGIONE DELLA STORIA DELLA JUVENTUS. UN PO' DI DIGNITA' E CHE RIMANGA IN SILENZIO PER FAVORE..........COG........ZZO

  6. pietrino63 Scrive:
    10/09/2010 15:35:16

    probabilmente,cassano non è stato preso,perchè il progetto juve,era lippi come direttore tecnico e ferrara come allenatore,e quindi per cassano non c"era posto.

  7. mandrillo60 Scrive:
    10/09/2010 14:43:50

    non insultate alessio forse e troppo giovane aqua passata non macina mulino ci rifaremo quest´anno alla faccia di chi non ci crede

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