Rossi: «Futuro al Palermo?
Ora non ci sto pensando»

Il tecnico rosanero: «Sono abituato a lavorare e a pensare a questa squadra dalla mattina alla sera, tutto quello che non riguarda il campo mi scivola addosso. Fino al 30 giugno sono ufficialmente l'allenatore del Palermo e tutte le mie energie sono rivolte alla gara di domeni e alla finale. Zamparini? L'ultima volta che ho sentito il presidente risale alla mattina della sfida di Genova. Le voci di mercato su Pastore? Non le ascolta. Javier per la sua eta' e' un ragazzo molto equilibrato e razionale. Queste voci lasciano il tempo che trovano»
PALERMO, 21 maggio - Delio Rossi sta preparando con la massima concentrazione possibile gli ultimi due appuntamenti del Palermo, quello contro il Chievo in campionato e la finale di Coppa Italia contro l'Inter. Due sfide che però, anche in caso di doppio successo, potrebbero non confermare sulla panchina rosanero l'ex tecnico della Lazio. Peraltro le voci di mercato su Pastore nonché il possibile addio di Rossi non sono problemi che disturbano troppo l'allenatore: «Futuro al Palermo? Ora non ci sto pensando. Sono abituato a lavorare e a pensare a questa squadra dalla mattina alla sera, tutto quello che non riguarda il campo mi scivola addosso. Fino al 30 giugno sono ufficialmente l'allenatore di questa squadra e tutte le mie energie sono rivolte alla gara di domani e alla finale di Coppa. Zamparini? L'ultima volta che ho sentito il presidente risale alla mattina della sfida di Genova. Le voci di mercato su Pastore? Non le ascolta. Javier per la sua età è un ragazzo molto equilibrato e razionale. Queste voci lasciano il tempo che trovano».
PRIMA IL CHIEVO, POI L'INTER, INFINE I BILANCI - Rossi ha poi analizzato l'ultimo appuntamento al Barbera del Palermo che se la vedrà contro il Chievo: «Il valore della sfida di domani? È una partita importantissima, perché se non abbiamo la spina attaccata domani non vedo come potremo averla fra sette giorni. Soprattutto serve a me per la gara di Roma contro l'Inter. Quindi l'importanza è massima, anche perché non ho ancora idea di quale formazione schiererò domenica prossima. La sfida contro i nerazzurri? Per molti di questi ragazzi la finale di Roma sarà la prima finale. Spero che non sia l'ultima. Ognuno è fatto a modo suo, quindi l'allenatore deve essere bravo a capire se deve caricare la partita oppure no. Liverani? Fabio ha attraversato un periodo particolare, ma Fabio rimane un giocatore sul quale devi fare conto se è al 100%. Starà a me ovviamente decidere se farlo giocare. Di certo avrò bisogno di lui. Per me allenarlo è un onore perché è un bravissimo ragazzo ed ottimo professionista. La nostra stagione? L'obiettivo era quello di ripetere quanto fatto l'anno scorso. Numericamente non potremo arrivare, ma ad oggi abbiamo centrato lo stesso traguardo, cioè l'Europa League. In ogni caso tutto questo ancora non ci interessa perché un bilancio finale lo faremo dopo i prossimi 180'».

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