Palermo, Mutti a Gervasoni: «Arbitraggio molto allegro»

Il tecnico rosanero se la prende con il direttore di gara dopo alcuni episodi nel rocambolesco pareggio contro il Chievo: «Il rigore sil colpo di testa di Hernandez l'abbian visto tutti, tranne loro»

domenica 06 maggio 2012

PALERMO - "L'arbitraggio è stato molto allegro, Gervasoni ha riaperto la gara fischiando un rigore su Pisano incredibile". Così l'allenatore del Palermo, Bortolo Mutti, che contesta all'arbitro anche di non aver dato il rigore per fallo di mano su colpo di testa di Hernandez: "Il rigore l'abbian visto tutti, tranne loro", ha aggiunto. "Abbiamo commesso errori grossolani, non è mancato l'impegno ma abbiamo pagato per delle disattenzioni individuali - ha sostenuto - Sono stati errori incredibili, pensiamo a Silvestre, un grande difensore di caratura internazionale che ha però commesso un paio di errori non da lui e che hanno condizionato la gara. Comunque non voglio mettere la croce addosso a nessuno". E i fischi durante e a fine gara? "Io non li ho sentiti", risponde Mutti.

LA PARTITA - Il Palermo si congeda dal Barbera con un rocambolesco 4-4, specchio di una stagione vissuta tra molte ombre e poche luci: tra queste brilla senza dubbio quella di super Miccoli, per lui una tripletta con un gol in mezza rovesciata al volo da incorniciare. Il Romario del Salento raggiunge quota 16 nella classifica dei marcatori. Rimane l'amaro in bocca per un campionato anonimo, con alcuni giocatori che hanno deluso le aspettative. L'ultima di campionato i rosanero la giocheranno a Genova. Alla fine, ovazione della curva Nord per Balzaretti che saluta durante il giro di campo, un commiato per il terzino sinistro destinato al Paris Saint Germain. Il Chievo torna a Verona invece con un pizzico di amarezza per essersi lasciato sfuggire la vittoria a un minuto dal termine.

GLI APPLAUSI - Bello, però, il gesto di fair play di Acerbi da cui è nato il pari dei rosanero: il difensore scaligero ha ammesso di aver deviato un pallone finito in angolo, inducendo l'arbitro a tornare suoi propri passi, perchè non aveva visto. Dall'angolo è arrivato il gol di Silvestre che ha chiuso la gara, aperta con un minuto di silenzio in memoria di Luigi Pecoraro, l'allenatore degli allievi morto l'altro ieri a 46 anni. Il Palermo parte subito bene, con Miccoli il più in palla dei rosanero. La squadra di Mutti passa in vantaggio all'8'. Migliaccio approfitta di una indecisione della difesa, s'insinua tra due avversari e appena entra in area viene atterrato alle spalle da Jokic. Rigore netto. Sul dischetto si porta Miccoli, che spiazza Sorrentino. Il gol galvanizza i rosanero, mentre la formazione scaligera sembra subire il colpo. E due minuti dopo, i rosanero raddoppiano. L'azione parte ancora una volta da Migliaccio che approfitta di un clamoroso liscio di Acerbi e di testa rilancia in area per Miccoli, che al limite del fuorigioco stoppa la palla di petto e al volo insacca in rete. Di Carlo dalla panchina cerca di scuotere i suoi, il primo tiro del Chievo arriva al 25' con Pellissie. Sugli sviluppi, dopo un batti e ribatti la palla finisce a Hetemaj che dalla linea di porta, alla destra di Viviano, crossa in area; la palla finisce sul corpo di Pisano, a meno di un metro dall'avversario. Per Gervsasoni è rigore. I rosanero protestano, inutilmente. Dal dischetto Pellissier non sbaglia. Questa volta sono i rosanero a subire il colpo. Al 27' il Chievo trova il pari. Uribe approfitta di una indecisione proprio di Silvestre, appena dentro l'area, trafiggendo con un tiro preciso l'incolpevole Viviano.

QUANTI GOL - Di Carlo nella ripresa mette in campo Luciano al posto di Hetemaj, e lui lo ripaga immediatamente. Uribe viene lanciato sulla destra e in assoluta tranquillità mette un cross al centro dell'area, con la difesa del Palermo in bambola. La palla finisce sui piedi di Luciano che infila la rete senza problemi. I rosanero sembrano aver lasciato la testa negli spogliatoi. La difesa balla, Silvestre e Milanovic non riescono a trovare la posizione. Mutti cerca di svegliare la sua formazione con un doppio cambio. Balzaretti (applauditissimo) al posto di Bertolo, e Hernandez in sostituzione dell'evanescente Budan, che applaude il pubblico che lo fischia mentre lascia il terreno di gioco. Pochi minuti dopo nuovo cambio, fuori uno spento Zahavi, dentro l'argentino Vasquez, oggetto misterioso di questa stagione. I rosanero si buttano in avanti. Ma gli scaligeri passano di nuovo al 71': sul lancio dalla trequarti, Pellissier sfugge alla coppia centrale rosanero e di destro gonfia la rete di Viviano. Gli schemi ormai sono saltati. All'improvviso il Palermo accorcia le distanze, è il 73'; dal cerchio di centrocampo Donati lancia in area, Miccoli, solo davanti a Sorrentino, segna in mezza rovesciata. Con le gambe stanche, è il cuore a spingere ancora i rosanero, che reclamano due calci di rigore: il primo con Hernandez il cui colpo di testa è respinto di mano da un difensore ma l'arbitro non vede, il secondo con Miccoli, che finisce a te rra in area. Il pari arriva a un minuto dal termine. L'arbitro non vede che la palla è stata deviata in angolo e si avvia verso il centrocampo, ma Acerbi ammette di aver toccato il pallone: Miccoli mette al centro e Silvestre insacca. Il triplice fischio chiude una partita rocambolesca. La Nord inneggia a capitan Miccoli, Balzaretti saluta, così come Migliaccio.

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