Barkley: gioca nell’Everton l'Under 20 più corteggiato

È un centrocampista, ha diciotto anni, ha già trovato spazio tre volte nella nazionale inglese Under 21. A lanciarlo nell’Everton è stato il tecnico scozzese David Moyes. Cinque presenze in Premier League e tanti applausi. Dopo Rooney e Rodwell, dal vivaio dei “Toffees” è uscito un altro giovane di grandi prospettive.

giovedì 29 marzo 2012

ROMA - Una doppia caratteristica distingue l’Everton. La prima riguarda il suo azionista di riferimento: il club di Liverpool è controllato da un imprenditore inglese. Un motivo di vanto, quasi un’eccezione. L’Everton è una delle poche società in Premier League ad aver resistito all’ingresso di investitori stranieri. Al timone c’è il produttore teatrale Bill Kenwrigth, entrato nel calcio ventotto anni fa, nel 1984, nel periodo d’oro dei “Toffees”, guidati in panchina da Howard Kendall e trascinati da Trevor Steven (14 gol), Kevin Sheedy (13) e Adrian Heath (11). Due scudetti, una Coppa d’Inghilterra, una Coppa delle Coppe e quattro Community Shield tra il 1984 e il 1987. In porta c’era il gallese Neville. Faceva parte di quel gruppo anche Peter Reid, storico capitano.
   
ROONEY E RODWELL - Il secondo aspetto che identifica l’Everton è legato al settore giovanile. Dal suo vivaio, negli ultimi dieci anni, sono usciti spesso grandi talenti. Sul podio c’è Wayne Rooney, che ora è l’artista del Manchester United e della nazionale inglese. Ma l’Everton ha tirato fuori anche altri due pezzi pregiati, a cominciare dal mediano Jack Rodwell, classe 1991, corteggiato da tutte le big. Il presidente Kenwright spera di trattenerlo ancora una stagione a Goodison Park. C’è la fila per Rodwell: Roberto Mancini avrebbe voluto portarlo al City già nella scorsa estate. E le grandi manovre sono cominciate anche intorno a Ross Barkley, centrocampista, diciotto anni, una maturità che ricorda quella di Steven Gerrard e Frank Lampard quando iniziarono a farsi conoscere.

LA SCUOLA - Una struttura all’avanguardia, quella dell’Everton. Il responsabile del settore giovanile è Tony Farrell, al centro di un progetto che ha partorito risultati eccellenti. L’accademia si chiama “Everton Way”. E’ qui che si è fatto largo Rooney, ceduto nel 2004 al Manchester United per 39 milioni di euro. Una scuola che ha creato le basi anche per l’ascesa di Rodwell e adesso di Barkley, cinque presenze in questo campionato, alto un metro e 88, forza atletica, dinamismo, eleganza, personalità. La sintesi del centrocampista moderno: robusto nei contrasti, brillante nella costruzione della manovra.

L’ESORDIO - Il tecnico scozzese David Moyes, 48 anni, nato a Glasgow, arrivato nel 2002 all’Everton dal Preston, l’ha lanciato in Premier il 20 agosto del 2011. Titolare nel 4-2-3-1, largo sulla fascia sinistra, con Rodwell sul binario destro. Novanta minuti da protagonista, nonostante la sconfitta contro il Queen’s Park Rangers (1-0, gol di Smith). Era la seconda giornata. Gli ha dato spazio, poi, nelle sfide con il Blackburn (1-0), l’Aston Villa (2-2), il Manchester United (0-1) e il Bolton (2-0). E’ rimasto in campo 200 minuti. Dall’inizio di dicembre è tornato a giocare quasi sempre con l’Everton B: dodici partite e due reti (all’Aston Villa e al Newcastle). Barkley si è rivisto il 18 febbraio, in occasione del 2-0 in Coppa di Lega al Blackpool. David Moyes l’ha utilizzato anche in Coppa d’Inghilterra con lo Sheffield United (3-1) e il West Bromwich Albion (2-1).

L’UNDER 21 - Gioca nella nazionale Under 19, ma ha bruciato le tappe e si è meritato tre convocazioni nell’Under 21, prima che il selezionatore Stuart Pearce venisse chiamato dalla federazione a tamponare l’uscita di scena di Fabio Capello. Barkley ha già una muscolatura delineata (ha un peso-forma di 85 chili) e si muove con la furbizia di chi è cresciuto in fretta. Potenza e agilità. Va a cercarsi il pallone, lo recupera, può muoversi nel ruolo di esterno, ma è davanti alla difesa che si trasforma in un valore aggiunto. Disegna il gioco, ha un lancio lungo, è ordinato negli appoggi, si sgancia sui calci piazzati, prova a infilarsi sulla trequarti, ha un tiro potente, ha il coraggio di cercare la conclusione anche da fuori area. E’ completo, è già pronto per trovare un posto da titolare in Premier: l’idea di Moyes è quella di promuoverlo a tempo pieno nella prossima stagione.

FINO AL 2016 - L’Everton gli ha fatto sottoscrivere un contratto fino al 30 giugno del 2016 e presto potrebbe prolungarlo di un altro anno. Barkley è nato a Wavertree, sobborgo di Liverpool, il 5 dicembre del 1993. Nel 2004 è stato tesserato dall’Everton. Ross Barkley si prepara ad arricchire la brillante tradizione dei “Toffees” a livello giovanile. Perché prima di Rooney e Rodwell, l’Everton aveva valorizzato gente del calibro di Ray Wilson, difensore, campione del Mondo con l’Inghilterra di Alf Ramsey nel 1966. E sempre nell’Everton si era imposto, in quel periodo, il centrocampista Alan Ball, 208 presenze e 66 gol a Goodison Park dal 1966 al 1971, dopo aver iniziato la carriera nel Blackpool.

L’EUROPA LEAGUE - Adesso l’Everton sogna con Rodwell e Barkley. Non vince la Premier League dal 1987, quando stabilì anche il record stagionale di successi (25 in 42 partite) e chiuse con il migliore attacco (76 gol). La squadra di Moyes è in corsa per la qualificazione in Europa League: è ottava in classifica, ha conquistato quaranta punti in trenta partite. Sabato affronterà in casa il West Bromwich Albion.

Stefano Chioffi
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1 commenti

  1. Gabriele Vitale
    Gabriele Vitalealle 16:38 del 30/03/2012

    @luca asci.....

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