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domenica 23 dicembre 2012

Leo Baptistao, l’Atletico cerca l’erede di Falcao

Ha vent’anni, è brasiliano, gioca nel Rayo Vallecano ed è in attesa del passaporto spagnolo per giocare nella nazionale Under 21 di Lopetegui. Ha realizzato sei gol nella Liga. Dopo Hernanes, sette reti con la maglia della Lazio, è il brasiliano che ha segnato di più nei principali campionati europei. Simeone sta pensando di portarlo all’Atletico Madrid.

di Stefano Chioffi
ROMA - Dopo Hernanes, sette gol con la maglia della Lazio, Leo Baptistao è il brasiliano che ha segnato di più nei principali campionati europei. Gioca nel Rayo Vallecano, il terzo club di Madrid che in passato ha applaudito le magie e le capriole del messicano Hugo Sanchez. Ha vent’anni, è nato a Santos, nel regno di Pelè. Nella Liga ha realizzato sei reti in quindici partite. E’ un centravanti di movimento, rapido e completo, in grado di adattarsi anche al ruolo di seconda punta. In un torneo monopolizzato da Messi e Cristiano Ronaldo, la sua storia è riuscita lo stesso a prendere forma. Leo Baptistao è brasiliano, ma ha il passaporto italiano grazie al bisnonno e ha appena scelto di indossare la maglia della nazionale spagnola. Sta completando la documentazione per essere naturalizzato. Julen Lopetegui, il selezionatore dell’Under 21, è pronto a convocarlo all’inizio di febbraio e conta di inserirlo nella lista per la fase finale dell’Europeo di categoria, in programma dal 5 al 18 giugno in Israele. La Spagna sarà chiamata a difendere il titolo vinto nel 2011 contro la Svizzera: facevano parte di quel gruppo anche il portiere De Gea, i centrocampisti Ander Herrera, Javi Martinez, Thiago Alcantara e gli attaccanti Adrian Lopez e Juan Mata.

SEI GOL E CINQUE ASSIST- L’idea di Lopetegui è quella di costruire un tridente con Leo Baptistao, Alvaro Vazquez del Getafe e Rodrigo del Benfica. Leo è un destro naturale, ha scatto e progressione, partecipa alla manovra, è bravo nelle sponde, va in cerca del pallone, arretra sulla trequarti, fa pressing sul regista. Ha debuttato nella Liga lo scorso 25 agosto a Siviglia contro il Betis, firmando subito un gol e un assist. E’ andato a segno anche il 16 settembre, nella sua seconda apparizione con il Rayo di Paco Jemez, stavolta nel derby con l’Atletico Madrid. Ha poi festeggiato la sua prima doppietta, il 21 ottobre, sul campo dell’Espanyol. E ha continuato a colpire contro il Celta Vigo e il Maiorca. Sei reti e cinque assist: Lopetegui lo aspetta nella Spagna Under 21.

L’EUROPA LEAGUE - Il Rayo Vallecano, dopo diciasette giornate, è ottavo in classifica. Ieri ha battuto in casa per 3-0, allo stadio Benito Villamarin, il Levante con i gol nell’ultima mezz’ora di Nacho, Piti e Franco Vazquez. Ha conquistato venticinque punti in diciassette giornate e sogna la qualificazione in Europa League. Leo Baptistao, maglia numero ventinove, è diventato in cinque mesi il primo segreto del Rayo, che ha avuto la brillante intuizione di tesserarlo nel 2008 da comunitario, grazie al passaporto italiano. Ma l’impatto con la Spagna è stato difficile: l’epatite l’ha costretto a rientrare subito in Brasile. Risolto il problema, ha ripreso a giocare in prestito nel San Fernando, prima di tornare al Rayo Vallecano. Anche il Getafe aveva provato a tesserarlo.

L’ATLETICO MADRID - Leo Baptistao è alto un metro e 81, pesa 71 chili ed è nato il 26 agosto del 1992. I suoi primi tifosi sono in famiglia: il papà è ottico e la mamma è nutrizionista, entrambi vicino ancora in Brasile. Ha un contratto fino al 30 giugno del 2015. L’Atletico Madrid ha pensato al centravanti del Rayo: piace molto a Diego Simeone, che rischia di perdere il colombiano Falcao, corteggiato dal Chelsea e dal Real. Leo ha iniziato la carriera, in Brasile, nell’Associaçao Atletica Portuguesa. Da bambino (all’età di dieci anni) aveva giocato anche a “futsal” con Neymar. Paco Jemez è arrivato nella scorsa estate sulla panchina del Rayo, dopo aver lavorato con il Las Palmas e il Cordoba. Ha messo subito alla prova Leo Baptistao, facendogli svolgere il ritiro con la squadra maggiore. Per la struttura fisica e la velocità, i tecnici che hanno seguito la sua crescita lo hanno spesso accostato all’olandese Dennis Bergkamp, ex Ajax, Inter e Arsenal.

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