Le frasi celebri di Tyson, pugile in lotta con la vita

Ricordiamo l'uomo che ha sconvolto il mondo della boxe attraverso alcune frasi che testimoniano gli eccessi che hanno accompagnato tutta la sua esistenza. Frasi che testimoniano la rabbia nei confronti del mondo, le infinite paure, la violenza con cui ha cercato di mascherare qualsiasi sentimento
ROMA, 22 giugno - Mike Tyson. È un po’ che non se ne parla. Mi dicono che sia tornato nel mondo dei disperati, da dove (forse) non è mai riuscito a fuggire. Ci sono alcune frasi che ci ha lasciato per ricordare gli eccessi che l’hanno accompagnato in tutta la sua esistenza. Frasi che testimoniano la rabbia nei confronti del mondo, le infinite paure, la violenza con cui ha cercato di mascherare qualsiasi sentimento. Ne propongo alcune, tanto per ricordarci chi è stato l’uomo che ha sconvolto il mondo della boxe.
«La vita non è un gioco. È sopravvivenza» (prima del match contro Larry Holmes)
«Io sono due volte più uomo di tutti quelli che parlano di me» (dopo avere messo ko Francis a Manchester)
«Non puoi restare sposato in una situazione in cui hai paura di addormentarti per l'eventualità che tua moglie ti tagli la gola» (dedicata a Robin Givens)
«Tu sei il campione, ma io sono il re» (a Lennox Lewis)
«Voglio colpirlo fino a ficcargli il setto nasale nel cervello» (alla vigilia del match contro Eddie Richardson)
«Sono diventato vecchio troppo presto ed intelligente troppo tardi» (dopo il ritiro definitivo dalla boxe)
«Sai qual è la differenza tra un codardo e un eroe? Non c'è differenza, perché tutti e due hanno paura di morire e di essere feriti. Ma è ciò che fa l'eroe che lo rende un eroe ed è ciò che non fa il codardo che lo rende un codardo» (prima del match con Savarese a Glasgow)
«Il ring è il posto più bello del mondo. Lassù sai quello che ti può capitare» (dopo il primo ritorno alla boxe)
«Tutti nella boxe se la cavano bene, tranne il pugile» (dopo avere scoperto che Don King non aveva versato al Fisco i soldi, che gli aveva detratto dai compensi, per pagare le tasse)
«Se sono nato pugile? No, altrimenti sarei nato perfetto» (intervista alla Nbc)
«Voglio il tuo cuore, voglio mangiare i tuoi bambini. Voglio strapparti il cuore e fartelo mangiare» (a Lennox Lewis)
«Se l'avessi colpita con un pugno, come hanno raccontato, credete che in ospedale l'avrebbero riconosciuta?» (riferendosi a Robin Givens)
«Quando ero in galera c’era gente che si divertiva con me, mi sfottevano perché ero Tyson. Mi tiravano in faccia sacchetti di piscio e merda per provocarmi. Ma io niente. Io mi facevo portare i soldi e li pagavo perchè mi lasciassero in pace» (intervista a GQ)
«Pensavo: “Quando smetto con la boxe, la gente si dimenticherà di me”. Invece no. Non ho mai avuto uno spazio tutto per me, la gente pensa di avere diritto ad un pezzo della mia persona. Non finirà mai» (intervista a GQ).
Signori, Mike Tyson. Ricordiamolo così, in attesa che torni a fare pubblica esibizione dei suoi tormenti. Il pugile? Di quello parleremo in un altro racconto.
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cabezon Scrive:
05/07/2010 11:26:51Nonostante tutti gli eccessi è stato un grande e nessuno lo ha mai aiutato ma solo sfruttato. Grande Mike, insisti che ce la farai!

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