Cuneo, impresa storica
è campione d'Italia

La Bre Banca Lannutti ha superato 3-1 l'Itas Diatec Trentino nella finale unica del campionato italiano di volley. Per Cuneo si tratta del primo scudetto della propria storia

BOLOGNA, 9 maggio - Il Volley Day bolognese ha incoronato la Brebanca Lannutti Cuneo. Sotto i colpi dei piemontesi è sfumato il Grand Slam di Trento, che aveva già vinto Coppa Italia, Mondiale di Club e Champions League in questa stagione. Lo scudetto è cuneese, è il primo, dolce e gustoso come i cioccolatini. Trento ha sparato tutto subito, con i suoi micidiali servizi. Ma quando la botte degli ace si è esaurita, è uscito lo spumeggiante gioco della Brebanca, che ha finito con l’ubriacare lo squadrone trentino. Nikola Grbic è stato il regista ispirato di un successo che la Cuneo del volley inseguiva da sempre. Il giovane azzurro Simone Parodi è stato il migliore attore della finale: bravissimo in attacco (16 punti, 65%) e soprattutto responsabilizzato da Grbic nei momenti in cui la palla scottava di più.

La Brebanca ha avuto il merito di farsi scivolare addosso senza traumi il brutto avvio, trovando con pazienza e lucididità le chiavi per scardinare la cassaforte con lo scudetto. Un successo straordinario, che segue il trionfo in Coppa Cev, anche stavolta festeggiato in campo con il popolo dei tifosi che è uno dei più caldi dell’ambiente pallavolistico.

Fondamentale il ruolo dell’allenatore Alberto Giuliani, che era alla sua prima stagione al timone di un grande club. A Cuneo sono passati fior di campioni ma nessuno era riuscito a regalare il sogno tricolore. Due finali in passato, perse in casa contro l’allora imbattibile Sisley Treviso. Giuliani, allenatore rampante, marchigiano di San Severino, ha saputo trasformare le individualità, domando i difetti ed esaltando le qualità del gruppo. Il suo capolavoro, oltre al salto di qualità di Parodi, è il ritorno di Luigi Mastrangelo ai massimi livelli. Un capitale importante recuperato, proprio nell’anno dei Mondiali italiani. Per il secondo anno Trento perde la finale scudetto (un anno fa ko con Piacenza alla quinta partita di finale) ma la giornata storta alla cinquantottesima gara stagionale non scalfisce una stagione comunque eccezionale. «Ci è mancata la lucidità per contrastare Cuneo, che ha vinto meritatamente» ha sportivamente commentato il tecnico Stoytchev.

Bre Banca Lannutti Cuneo-Itas Diatec Trentino 3-1 (14-25, 25-20, 25-22, 25-20)
ITAS DIATEC TRENTINO: Kaziyski 18, Birarelli 9, Juantorena 15, Zygadlo 1, Vissotto 13, Sala 10, Sokolov, Herpe, Bari (L), Gallosti. Non entrati: Riad, Corsini. All. Stoytchev.
BRE BANCA LANNUTTI CUNEO: Wijsmans 10, Henno (L), Parodi 16, Fortunato 2, Nuti, Nikolov 16, Grbic 5, Peda, Mastrangelo 10, Patriarca, Pieri. Non entrati Jeroncic, Marchisio. All. Giuliani.
ARBITRI: Cinti, Barbero. Spettatori 9000 circa (8400 paganti), incasso 230.000 euro. Durata set: 36', 27', 29', 28'; tot: 120'.
Le cifre - Trento: 19 battute sbagliate, 9 ace (4 Kaziyski, 2 Juantorena e Sala), 69% ricezione perfetta, 71% positiva, 53% attacco, 11 muri (4 Birarelli, 2 Vissotto e Sala), 30 errori (19bs+11). Cuneo: 17 bs, 6 ace (4 Nikolov, 2 Grbic), 38% ricezione perfetta, 51% positiva, 52% attacco, 9 muri (4 Mastrangelo), 21 errori (17bs+4).

Leandro De Sanctis
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