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sabato 13 settembre 2014

L'Italvolley si è scoperta piccola e fragile

Il flop ai Mondiali, una grande occasione perduta. Gli errori dei giocatori, le responsabilità del ct Berruto. Ed ora (dopo il Mondiale femminile) il presidente della Fipav, Magri, dovrà decidere sul futuro della Nazionale

di Leandro De Sanctis

ROMA - Un disastro del genere non era mai capitato all’Italia, da quando è diventata una potenza del volley. Solo l’aritmetica tiene in vita un esilissimo spiraglio di entrare tra le prime sei, ma in realtà non ci crede nessuno. A livello di piazzamento, questo Mondiale la riporta indietro di quasi trent’anni, all’11° posto dei Mondiali parigini del 1986. Agli Europei del 2009 la Nazionale aveva conosciuto l’onta dell’eliminazione al primo turno, ma questo flop iridato di Cracovia e Lodz è di gran lunga risultato peggiore, soprattutto per le modalità in cui è maturato. E’ vero che il “girone della morte” presagiva trappole ma ipotizzare un crollo del genere era un insulto alla logica, al valore presunto di questa Nazionale, ai cinque podi consecutivi che nella gestione Berruto aveva saputo raggiungere (Olimpiadi, due Europei, due World League).
        E ciò che si è visto in Polonia è stato un film inquietante che ha inevitabilmente condotto ai temuti titoli di coda, con la responsabilità di tutti: giocatori e staff tecnico. E così l’estate del fallimento iridato della Nazionale di calcio, accoglie ora anche il crollo della pallavolo. Qualche giocatore sopravvalutato e vittima della discontinuità, una fragilità di fondo che ha accomunato singoli e di riflesso squadra. La mancanza di coesione in campo. E’ da appurare se, come si dice, l’armonia all’interno sia stata incrinata anche da altri umani fattori.
        L’Italia confusa e allo sbando che ha fatto la gioia dei portoricani, è stata inaccettabile. All’improvviso questa Nazionale ha dovuto fare i conti con la sua fragilità e con avversari cresciuti. Il presidente della Fipav, Carlo Magri (che dopo i Mondiali esonerò Montali dopo un 5° posto e Anastasi dopo il 4°), da giorni s’interroga sul futuro azzurro.Ma prenderà una decisione in autunno, dopo il Mondiale femminile casalingo (23 settembre-12 ottobre).

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