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domenica 21 settembre 2014

Ferretti: «Felice di essere qui»

Operata di menisco un mese fa, la palleggiatrice reggiana è riuscita a recuperare ed a meritare un posto tra le 14 azzurre che giocheranno i Mondiali: «Ho pensato solo a guarire. Voglio rendermi utile, saremo tutte importanti»

di Leandro De Sanctis

ROMA - «Sono felice di esserci». Il sorriso di Francesca racconta molto, anche senza le parole. Doveva essere anche il suo Mondiale, quello che martedì scatterà in Italia da Roma con la Nazionale azzurra, ma anche a Bari, Verona e Trieste, aspettando Modena e Milano. A trent’anni Francesca ne ha già passate tante e sa bene quanto gli infortuni in agguato, i problemi fisici, possano interrompere senza preavviso anche i sogni più belli. 

Stavolta però, è riuscita a risvegliarsi appena l’incubo è iniziato e con grande fermezza e lucidità, ha saputo voltare pagina, aprendo un nuovo capitolo per ribellarsi a quello che il destino maligno sembrava voler prospettare per lei, nell’anno in cui era pronta a riprendersi la Nazionale di volley, a vivere una stagione da protagonista. Durante la trasferta in Oriente del Grand Prix, il suo ginocchio ha iniziato a scricchiolare, a darle fastidi impedendole di giocare, fino a bloccarsi completamente, rendendo inevitabile l’operazione. In quei giorni in cui Villa Stuart e la sala operatoria del professor Mariani sembravano essersi trasformate in una succursale sanitaria della Nazionale di volley, Francesca Ferretti ha mostrato di che pasta è fatta. 
Intervento riuscito, subito riabilitazione: sudore, fatica, sofferenza, come solo chi c’è passato può comprendere fino in fondo. Speranza e scoramento che talvolta si danno il cambio. Lei e Lucia Bosetti di nuovo insieme ma senza un pallone da alzare e poi da schiacciare. “Gemelle” di chirurgia con la maglia azzurra nel cassetto: per Lucia purtroppo momentaneamente chiuso, per Francesca socchiuso e pronto a riaprirsi, come poi è successo. «Non mi sono persa d’animo - racconta ora con serenità la palleggiatrice reggiana - ma non ho voluto fare programmi, darmi scadenze. In certi momenti si diventa egoisti: non ho pensato a nulla, nemmeno al Mondiale. Ho pensato solo a concentrarmi su me stessa, a fare ciò che dovevo, semplicemente a guarire. Non ho nemmeno accelerato i tempi perchè sarebbe stato sbagliato. Non credevo nemmeno io che sarei tornata in campo 25 giorni dopo l’intervento».
 
COME BARESI. Un po’ come Franco Baresi, il calciatore azzurro che si operò di menisco nella fase iniziale dei Mondiali del ‘94 e tornò in tempo per giocare la finale, poi persa ai rigori dall’Italia, contro il solito Brasile. «Non sono ancora in forma logicamente - dice Francesca - ma miglioro giorno dopo giorno. Per me l’importante è esserci perchè in questo bel gruppo sto bene. Siamo consapevoli di poter essere tutte importanti ed io vorrei rendermi utile, fosse anche solo per una battuta. Anche se stando fuori non è sempre facile». 
E’ legata sentimentalmente al palleggiatore argentino Luciano De Cecco, che l’anno scorso giocava come lei a Piacenza. Ora lui è andato a Perugia e lei vivrà la sua avventura all’estero, nel Rabita Baku. Si vedranno poco. «Beh siamo due sportivi professionisti, sappiamo bene che la carriera può portarci lontano. Luciano ha fatto il suo mondiale con l’Argentina, ora io farò il mio con l’Italia. Non mi ha dato consigli particolari». Confessa il dispiacere per come si è conclusa la sua avventura a Piacenza, dove ha vinto gli ultimi due dei suoi cinque scudetti: «Avrei voluto rimanere. Peccato sia andata così. Comunque un’avventura all’estero era un’esperienza che volevo fare. Ci sono diverse cose che non mi piacciono più qui. Anche se io con i club sono stata fortunata e non ho mai avuto problemi economici».  

 

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