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domenica 19 ottobre 2014

Gli anni 70 sempre di moda in SuperLega

Una quindicina di "nonni" intramontabili nati negli Anni Settanta animerà il campionato: Vujevic e Papi (41 anni e mezzo) sono i meno giovani.

di Leandro De Sanctis
ROMA - Gli anni 70 non passano mai di moda, nella musica che riscopre e coltiva il culto del progressive e del classic rock ma anche nel volley, che nel momento di cominciare la prima stagione della SuperLega, il nuovo nome della vecchia Serie A1 mandata in pensione dopo 69 anni, scopre di avere ancora una nutrita e qualificata quindicina di “ragazzi” intramontabili nati appunto negli anni 70, il numero che celebra la settantesima edizione del campionato di pallavolo.
Con la speranza che davvero i club mantengano ciò che hanno promesso, ovvero un’inversione di tendenza e di rotta nel modo di considerare i giovani, il presente racconta di una stagione ancora e di nuovo all’insegna dei soliti noti. 
Gli intramontabili appunto, che pure in questo campionato apertosi ieri con l’anticipo di Macerata, accompagneranno la crescita dei giocatori che nel frattempo hanno consolidato il loro curriculum e ne raccoglieranno l’eredità. 
I meno giovani della SuperLega sono due giocatori per i quali davvero e realmente si addice la parola super: Goran Vujevic e Samuele Papi, entrambi oltre la soglia dei 41 anni, accomunati dalla passione per questo sport che li ha visti protagonisti per oltre 20 anni, e da un divertimento quotidiano che ancora riescono a vivere entrando in palestra per gli allenamento. 
Del resto dopo tanti anni e tante vittorie, se non ci fosse un amore viscerare e irresistibile per questo sport, avrebbero smesso entrambi di giocare.

 

   Il loro primato d’età è ben lontano dall’essere un semplice dato statistico. Basta ricordare che l’anno scorso i due over 41 si sono presi belle soddisfazioni. Vujevic è stato l’anima della Sir Safety Perugia che arrivò a giocarsi lo scudetto contro la Lube. 
Papi ha vinto la Coppa Italia e nella semifinale dei play off si arrese col suo Piacenza proprio agli umbri. Protagonisti fino all’ultimo insomma, con i posti in campo conquistati per meriti, non in omaggio a ciò che sono stati. 
Non c’è dubbio che la squadra più stagionata sia la Copra Piacenza: tre dei sei “nonni” della SuperLega sono infatti in maglia biancorossa piacentina, e poi c’è un quarto ragazzo degli anni 70, Luca Tencati, 35 anni. 
Insomma, a Piacenza per continuare l’avventura nel volley hanno puntato sull’esperienza e per sostituire in regia De Cecco, è arrivato Valerio Vermiglio, l’ex azzurro che era andato a giocare e vincere in Russia, uno dei talenti italiani esportati in quello che nel giro di poche stagioni è diventato il torneo più ricco del mondo. 
Perchè le condizioni ambientali sono indubbiamente difficili e per convincere i giocatori a vivere qualch mese in Russia, gli ingaggi lievitano.
  Sono ben quindici i giocatori nati negli Anni Settanta che ancora popolano e spopolano in SuperLega. Alle spalle dei Super nonni Vujevic, Papi, Monopoli, Vermiglio, Zlatanov e Boninfante, ci sono il 37enne Antonio Corvetta, regista dell’AltoTevere Città di Castello, poi i 36enni della classe 1978: Hubert Henno e Alessandro Fei della Lube, Andrea Sala di Modena. 
Quindi i 35enne della classe 1979: Loris Manià e Daniele Sottile della Top Latina, Adriano Paolucci della Sir Safety Perugia, che nella scorsa stagione fu il registra trascinatore della compagine umbra, arrivata alla finale scudetto.
Il super campione collaudato ha ancora spazio dunque nella Super League: ai giovani rampanti il compito di farsi largo tra i... monumenti del nostro volley. Ai club la responsabilità di volgere lo sguardo anche al futuro, dando spazio ai giovani meritevoli e lavorando per produrre i ricambi.
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