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martedì 24 febbraio 2015

Volley, l'Australia ha scelto il romano Santilli

Il tecnico che ha lavorato in Polonia, Russia e con la Germania (bronzo agli ultimi Mondiali) esordirà il 29 maggio affrontando l'Italia:«E' una grande opportunità». Succede all'argentino Uriarte

di Leandro De Sanctis

ROMA - La sua Roma lo sta facendo patire ultimamente ma la pallavolo una volta di più gli solleva il morale calcisticamente abbattuto. Roberto Santilli, 50 anni, romano e romanista («in questo momento è meglio non parlarne...»), è il nuovo ct della nazionale australiana. E’ stato scelto da una commissione di esperti: un medico, uno statistico, un direttore generale, un esperto di volley, oltre al direttore del centro di High Performance del comitato olimpico australiano.
    Dall’altra parte del mondo, o semplicemente fuori dall’Italia, le cose funzionano così. E Santilli ha fatto colpo, stupendo con la sua conoscenza approfondita di molti giocatori australiani, che ha conosciuto, seguito e allenato nel corso della sua ormai lunga carriera in Italia e all’astero, dalla Polonia alla Russia, fino all’esperienza nello staff della Germania che ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali in Polonia, lo scorso settembre, prima di andare al Bedzin.
    Santilli, che iniziò la sua carriera tecnica con la Federazione Italiana, succede all’argentino Jon Uriarte che ha condotto i “canguri” ai Mondiali e alle Olimpiadi, un traguardo difficile da raggiungere. «Soprattutto per il suo meccanismo di qualificazione - dice Roberto Santilli - ma anche se è difficile, proveremo a centrare questo obiettivo».
    Ironia della sorte il 29 maggio ad Adelaide, il suo debutto sulla panchina australiana avverrà, indovinate, proprio contro l’Italia, nella prima gara della World League. «E’ la prima cosa che ho detto a mamma, la prima partita contro l’Italia, all’inizio della mia grande avventura in Australia, non potrei pensare un esordio più eccitante»
    Polonia, Russia, nazionale tedesca: un lungo trampolino di lancio verso la panchina dell’Australia.
«In Polonia molto bene. Club organizzato, budget nella media ma sempre nelle prime 4, tante finali e una coppa vinta. Grande lavoro, grande sintonia con i polacchi. La Russia è diversa ma affascinante. Giocatori di altissimo livello. A livello di organizzazione difficile ma anche li sempre tra le prime. Ho vissuto tutto come un’opportunità per conoscere mondi nuovi, per imparare le lingue del posto dove lavoravo, e il polacco non era facile. La diversità arricchisce se sei sereno con te stesso. Finisci per scoprire ed apprezzare. Agli australiani ho detto che non avrei portato italiani con me, e loro hanno apprezzato. Noi diciamo diciamo ma poi ci dobbiamo portare sempre la casa dietro. gli amici, la lingua. Non riusciamo a farne a meno.In questo mi sento diverso».
    L’Olimpiade di Rio 2016, un grande sogno collettivo.
«Ognuno deve essere coinvolto nel sogno del volley australiano, tutti i giocatori devono viverlo. E’ una grande sfida, una delle più importanti, non vedo l’ora di iniziare a lavorare»

Dove deve migliorare la nazionale australiana? «Nella fase di cambio palla, dobbiamo crescere in ricezione e nel sistema d'attacco possiamo fare meglio.Non si può giocare ad alto livello se non batti forte e se non sei bravo a ricevere».

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