Diago: Stiamo costruendo
grande nazionale cubana

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Il presidente della federazione: «Il mondiale italiano è l’esame forse più importante. Intanto cerchiamo di andare a Roma per le semifinali poi vedremo cosa accadrà»
FIRENZE, 5 ottobre - A Firenze era la squadra più attesa, Cuba. Al Nelson Mandela Forum da lunedì a stasera sono in programma due gironi da tre squadre; le vincenti si qualificheranno per le semifinali dei Mondiali di volley 2010 che si concluderanno domenica prossima a Roma. In molti scommettono su Cuba, inserita nel girone con Bulgaria e Spagna.
«Ce la faremo, andremo a Roma». Chi parla è uno dei personaggi più famosi del volley cubano: Raul Diago. Ieri grande palleggiatore, oggi presidente della sua Federazione. Ma Diago non ama molto la giacca e cravatta, nei palasport indossa la solita tuta mentre segue gli allenamenti dei suoi, e parla con il tecnico Orlando Samuel. A Firenze ha lasciato da una parte la carica di presidente (lo è dal 2006) e come spesso è accaduto da quando ha smesso di giocare, si è calato nelle vesti di team manager.
«La pallavolo mi ha dato tanto, ho vissuto momenti bellissimi e anche se adesso rivesto una carica diversa, sento il dovere di stare sempre più vicino alla squadra». Quarantatré anni, ne aveva ventitre quando Diago palleggiava a Rio de Janeiro durante i mondiali brasiliani. «Ricordi bellissimi anche se il finale non è stato quello che volevamo». Cuba perse contro l’Italia dei fenomeni dopo una sfida straordinaria carica di spettacolo e di tensioni (storico il duro battibecco di Zorzi con l’opposto cubano Despaigne).
Il team manager-presidente Diago, con una esperienza da giocatore in Italia, a Palermo (campionato 1999-2000), vent’anni è di nuovo ai Mondiali, accanto alla giovane Cuba, una squadra forzatamente rinnovata a causa dell'esodo di tanti giocatori, che hanno scelto di vivere la loro vita fuori dall'isola. Diago professa ottimismo: «Stiamo costruendo una grande nazionale, il mondiale italiano è l’esame forse più importante. Intanto cerchiamo di andare a Roma per le semifinali poi vedremo cosa accadrà».

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