Bernardi: «Italia e Cuba
sorprese del Mondiale»

"Mister Secolo" non ha dubbi: «Queste due squadre sono arrivate a gare dalle quali mancavano da tempo. Hanno regalato spettacolo, determinazione e bel gioco»

    FIRENZE, 8 ottobre - Venti anni fa riusciva a schiacciare il pallone che il muro di Cuba riusciva solo a toccare. L’Italia con lui diventò campione del mondo per la prima volta (delle tre consecutive). Lorenzo Bernardi che la Fibv nel 2001 proclamò ‘miglior giocatore del secolo’ insieme con lo statunitense Karch Kiraly, in questi Campionati mondiali italiani sta seguendo gli azzurri come commentatore televisivo per la Rai. 

    Chi vincerà il mondiale?
    «Mai come in questa occasione c’è tanta incertezza e dunque non vedo favoriti anche se penso che l’Italia andrà lontano. Poi c’è l’incognita Cuba, che dopo tanto tempo è nuovamente presente alle partite di finale. Una parola in più la merita la Serbia che ritengo la migliore per mentalità e carattere e poi c’è il solito Brasile anche se non è più il Brasile degli ultimi anni. Insomma, è decisamente difficile fare un nome. Sicuramente ci sarà tanto divertimento».

    Il mondiale sta per chiudere, c’è una squadra che l’ha positivamente sorpreso?
    «Dico Italia e Cuba perché sono arrivate a gare dalle quali mancavano da tempo. Hanno regalato spettacolo, determinazione e bel gioco».

    E quella che l’ha deluso?
    «Russia e Brasile per il modo come sono andate sottorete, snobbando a volte il match, guardando solo ai propri interessi. Poi i russi hanno anche perso la corsa alle medaglie, come la Bulgaria».

    A Roma ci sono le finali, a Modena si gioca per il quinto posto, Firenze per il nono dove c’è la Spagna guidata da un personaggio che lei conosce bene come Julio Velasco. Come finirà?
    «Sono partite che servono per stilare il ranking mondiale, obiettivo importante per Repubblica Ceca, Argentina, Francia e la Spagna. Velasco magari vorrà aumentare il già positivo bilancio considerato che alla vigilia voleva entrare almeno tra i dodici. E comunque saranno partite da vedere, che le squadre sapranno onorare per rispetto dell’avversario e personale. Un esempio? Noi alle Olimpiadi del 1992 eravamo il primo team da medaglia d’oro. Invece, eliminati nei quarti ci ritrovammo a giocare per il quinto posto che, ricordo, disputammo al massimo come era giusto».

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