Tofoli 2, beato tra le donne
Ecco il debutto da tecnico

Alla prima panchina, l’ex fenomeno dell’Italvolley debutta in Champions League alla guida delle campionesse d’Italia di Pesaro

ROMA, 24 novembre - A 44 anni Paolo Tofoli è pronto a cominciare una nuova avventura. Due anni fa era ancora in campo con la maglia della M. Roma, stasera debutterà sulla pan­china della Scavolini Pesa­ro, allenatore della squadra che da tre anni vince lo scu­detto del volley femminile. La sua prima partita uffi­ciale al timone di una squa­dra femminile sarà in Champions League, stasera contro la formazione polac­ca dell’Alu­prof Bielsko Biala: è un record anche questo. Due partite in quattro gior­ni, perchè sabato pro­prio alle pe­saresi toccherà inaugurare la serie degli anticipi fem­minili che la Rai trasmette­rà il sabato sera (avversaria la Riso Scotti Pavia). Un filo d’emozione c’è, ma Tofoli è motivato e non vede l’ora di misurarsi con il suo nuovo incarico. « L’approccio è stato buo­no - racconta -direi che le cose stanno andando bene, io almeno mi sono trovato molto bene. Sono consape­vole che è un grande rischio allenare la squadra cam­pione d’Italia da tre anni senza aver mai allenato, al­la prima esperienza nel femminile. Ci saranno mo­menti difficili ma non sono spaventato. E’ una Scavoli­ni di alto livello e penso che in fondo sia meglio allenareuna squadra forte»

L’IMPATTO - Racconta l’im­patto con le sue giocatrici. «Sono molto disciplinate, ascoltano, seguono cià che dici. La società è forte, ha cambiato negli anni conti­nuando a vincere: questo ha un significato preciso». Sedersi sulla panchina dei vincenti è dura, vedi Beni­tez all’Inter dopo Mourinho. «Beh, a Pesaro non hanno fatto il Grand Slam, man­cherebbe la Champions League...I nostri traguardi? Non ci pensiamo ora, dob­biamo giocare una partita alla volta. Sarà banale ma è sempre la ricetta migliore»La squadra non è ancora al completo, l’americana Hooker arriverà solo tra una decina di giorni. «Spero di averla a Baku». Scavolini profondamente rinnovata, non c’è più Caro­lina Costa­grande e non solo. «La forma­zione base? Ferretti in palleggio, Flier oppo­sto,Manzano e Guiggi al centro, Usic a Saccomani in banda, libero De Gennaro». Dal campo alla panchina, da giocatore ad allenatore. Come sarà? «Ci pensavo tutta l’estate, cerco di essere me stesso, trasparente, meglio dirsi le cose in faccia»Ha cercato di fare un cor­so accelerato sul volley fem­minile chiedendo aiuto al­l’ex compagno Marco Brac­ci ed al ct azzurro Massimo Barbolini. «Anche Massimo è passa­to dagli uomini alle donne.Mi ha detto che non devo preoccuparmi, gli esercizi sono gli stessi, solo tarati di­versamente. La palla sta in alto di più e capita spesso di giocare la palla alta, se si difende tanto».

ATTENZIONE - Promette il massimo impegno, natural­mente: «Starò molto attento a tutto. Ho sempre avuto ri­spetto per tutti, dall’ultimo arrivato al fenomeno ho sempre considerato tutti uguali. Essere chiari è im­portante. Se ti comporti be­ne le donne ti danno tanto, anche più degli uomini. Spero di trasmettere razio­nalità, tranquillità, che si traduce in sicurezza. So che a volte si devono dare consi­gli tecnici, a volte psicologi­ci. Imparerò. Se penso ai primi time out mi vengono in mente i tanti maestri che ho avuto la fortuna di avere come allenatori: Prandi, Ve­lasco, Montali, Bruno Ba­gnoli. Spero di prendere il meglio da tutti ed esprimere un mio modo di essere, un mio stile». Scavolini impegnata su tanti fronti. «Sì, sono molto gratificato di essere qui, di essere stato scelto dalla società, che cre­de in me. Chi è stato a Pesa­ro ha fatto bene. Certo, ab­biamo cambiato molto, ci vuole sempre un pizzico di...fortuna». 

 

Leandro De Sanctis
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