Tutti per 101, il Corriere dello Sport entra nel nuovo secolo
NAPOLI (dall’inviata) - Si è più tristi perché qualcosa di bello è finito o felici perché si è vissuto? Nel caso del Centenario del Corriere dello Sport vale la seconda ipotesi. La serata di ieri ha racchiuso l’emozione di vedere il San Carlo di Napoli illuminato dai colori e dalle prime pagine storiche di questo quotidiano. Oltre ai vertici aziendali e a una rappresentanza delle donne e degli uomini che ogni giorno lavorano per il Corriere dello Sport, c’erano personalità della cultura, istituzioni e, ancora una volta, i protagonisti dello sport.
Centenario, le emozioni e i protagonisti
Dopo un esclusivo tour del Teatro, da vivere con gli occhi emozionati di Buffon e lo stupore di Binaghi, gli ospiti sono saliti sul palco per un talk con il direttore, Ivan Zazzaroni. L’idea del direttore marketing, Daniele Quinzi, in sinergia con il comune di Napoli - rappresentato dal sindaco Manfredi e dall’assessora Ferrante - è diventata realtà poco dopo le 18: prima la bellezza dell’arte, poi quella delle grandi imprese sportive. Con due protagonisti a distanza: José Mourinho e Antonio Conte. Gli impegni con Benfica e Napoli non gli hanno permesso di salire sul palco, ma hanno voluto partecipare con un videomessaggio e un collegamento vero e proprio. Conte ha parlato di un quotidiano che da 100 anni racconta «le vicissitudini sportive» e già il termine ti fa capire come viva il calcio. Mourinho, invece, ha parlato di un giornale «indipendente, per questo siete bravi» e lanciato un assist a Binaghi, presidente Fitp: «In Italia manca solo lo Slam di Roma». Mou si è poi rivolto a Galliani: «Lui e Berlusconi vennero a farci i complimenti nello spogliatoio ai tempi dell’Inter: questo fa capire tutto del loro essere uomini di sport». Sport è una parola che ricorre spesso nella notte di Napoli. Perché la città sarà Capitale Europea dello Sport 2026 e poi arriverà l’America’s Cup. Come dice Buffon: «Il Maradona ti fa tremare le gambe. Dopo la Juve venni contattato. Ma scelsi il Psg». Per i soldi, lo incalza col sorriso il direttore Zazzaroni: «No, perché avevo la mia storia in Italia, che era diversa». Storia è un altro termine che ricorre spesso, soprattutto se hai sul palco Adriano Galliani: «Da piccolo leggevo i quotidiani sportivi, volevo fare il giocatore ma non avevo talento e sono diventato dirigente».
Corriere dello Sport, il futuro è oggi
Galliani dice anche che se c’è una persona «che può portarci al Mondiale è proprio Gattuso» mentre De Giorgi, che di ori iridati ne ha 5, si emoziona quando ricorda «la botta (dice proprio così, ndr) che ha dato a tutti Mattarella quando ha voluto al Quirinale i quarti posti olimpici». Per la leggenda della vela, Tommaso Chieffi: «Il Golfo di Napoli è un anfiteatro naturale, sarà pazzesca l’America’s Cup». Tutti applaudono e chissà che prima o poi da queste parti non si veda anche Jannik Sinner: Binaghi ne sottolinea lo spessore umano e morale, il sindaco Manfredi lo aspetta e ribadisce che «servono strutture adeguate. Siamo al lavoro anche per portare Euro 2032 a Napoli». La sala degli specchi si svuota, dopo i brindisi e i saluti. Fuori piove, la città già dorme visto che è lunedì sera. Le luci si spengono. Il presente è già passato, il futuro è oggi: vale per Napoli e per il Corriere dello Sport.
