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Lo sport si ferma. La gara della solidarietà continua

Le attività di Sport Senza Frontiere per restare a fianco dei bambini e le famiglie in questa fase emergenziale 

Lo sport si ferma. La gara della solidarietà continua

ROMA - Educazione, inclusione sociale e benessere psicofisico attraverso lo sport, questa la mission di Sport Senza Frontiere (SSF), la onlus che organizza in Italia percorsi educativo-sportivi gratuiti per bambini e ragazzi in situazioni di disagio socio-economico o psicologico. Nata nel 2011, segue oltre 400 bambini e le loro famiglie in varie aree a rischio di Roma, Napoli, Milano, Torino, Bergamo e Trento. I ragazzi sono inseriti in programmi sportivi svolti regolarmente più volte a settimana, vengono prelevati presso il proprio domicilio e seguiti dal punto di vista psico-sanitario attraverso visite mediche periodiche. Lo sport è per SSF lo strumento principale per favorire aggregazione e inclusione sociale. La situazione di allarme globale che il nostro Paese sta affrontando ha portato comprensibilmente al blocco dello sport. La solidarietà di SSF, invece, continua senza sosta.

Le famiglie che SSF segue, appartengono alle fasce più vulnerabili della popolazione e molte di loro, in questo momento, hanno ulteriori difficoltà di accesso al Sistema Sanitario Nazionale nonché alle norme straordinarie di sostegno varate dal Governo. Qui di seguito sono riportate alcune delle azioni che SSF mette a disposizione per venire in loro soccorso in questa fase di estrema fragilità.

- Diffusione di video e tutorial destinati ai bambini che li aiutino a capire cosa sta accadendo e come comportarsi o per svolgere esercizi per mantenerli attivi.

-  Intensificazione di counseling psicologico a distanza rafforzato per i casi più critici

-  In collaborazione con CISCO Italia, lezioni di gruppo con insegnanti volontari in remoto

- Diffusione, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata Facoltà di medicina e chirurgia, dipartimento Bio-medicina e prevenzione, di linee guida per una sana alimentazione attenta a rafforzare il sistema immunitario.

- In collaborazione con l’Università Cattolica di Milano – Dipartimento di Alta Psicologia, valutazione di impatto del progetto con gli indici di valutazione svolti attraverso interviste e questionari via telefono.

“Lo sport si ferma, la solidarietà non può. Noi di Sport Senza Frontiere – ha dichiarato Alessandro Tappa, il presidente – conosciamo bene le problematiche che i nostri bambini affrontano nella normalità e immaginiamo quanto la vita per loro si sia ulteriormente complicata adesso, alle prese con questa emergenza nazionale. Per questo abbiamo previsto una serie di iniziative straordinarie a sostegno dei bambini beneficiari del nostro progetto e delle loro famiglie. Cerchiamo di entrare nelle loro case, di aiutarli attraverso lo sport ma, soprattutto, fargli sentire una vicinanza quotidiana, farli uscire dall’isolamento”.

La Onlus, molto radicata nelle periferie di varie città d’Italia, conosce bene il tessuto sociale e i rischi che molti bambini corrono. Ha stretto un patto con le famiglie, le comunità locali, gli educatori e le società sportive, per favorire, attraverso la pratica dell’attività fisica, la piena integrazione e una crescita sana. Le community nate attorno ai progetti, contribuiscono a fornire uno spazio sicuro ideale per i più piccoli.

“Con la collaborazione dei tecnici e degli allenatori della nostra rete solidale di ASD (associazione sportiva dilettantistica) – riprende Tappa - , realizziamo piccoli video di esercizi da fare a casa per mantenere attivi i nostri bambini facendoli anche divertire. E li aiutiamo con i compiti scolastici fornendo agli educatori, agli insegnanti, ai volontari del nostro team e alle famiglie beneficiarie strumenti digitali per lezioni di gruppo in remoto. Inoltre collaboriamo con diverse università Italiane per promuovere linee guida per una sana alimentazione particolarmente attenta a rafforzare il sistema immunitario. In questo momento in cui #stiamoacasa non dobbiamo rischiare di chiuderci ancora di più e occuparci solo dei nostri problemi”.

Se #stiamouniti, come lo sport ci insegna, le difficoltà si superano meglio.

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