Da D'Alema a Gravina: tutti i premiati al "Colalucci"

Una serata di sport e spettacolo per ricordare la figura di Giuseppe Colalucci, grande giornalista e fondatore della storica testata "Il Tifone"

Una serata di sport e spettacolo per ricordare la figura di Giuseppe Colalucci, grande giornalista e fondatore della storica testata "Il Tifone". Ieri sera (martedì 22 settembre) si sono ritrovati quasi cento ospiti in una serata conviviale presso una villa romana, tra rovine e catacombe. Il premio, giunto alla sesta edizione, è stato organizzato da Guido D'Ubaldo segretario uscente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, firma storica del Corriere dello Sport e vero animatore della serata. A ricevere il riconoscimento questa volta è stato Sigfrido Ranucci, giornalista, autore e conduttore televisivo, conduttore dal 2017 del programma Report su Rai Tre.

Nelle precedenti edizioni, il premio era stato assegnato a Carlo Paris, all'epoca direttore di Rai Sport, Franco Melli, firma del Corriere della Sera, Fabrizio Roncone, inviato del Corriere della Sera e scrittore e a Gianni Melidoni, per tanti anni a capo della redazione sportiva del Messaggero. L’ultimo a essere premiato è stato Fabrizio Maffei, ex direttore di Rai Sport nonché inviato a New York con l'incarico di presidente e amministratore delegato di Rai Corporation.

Tra gli altri premiati della serata, Massimo D’Alema, ex presidente del Consiglio ed ex Ministro degli Esteri. "Io sono un sostenitore del Presidente del consiglio attuale – ha raccontato D’Alema al momento della premiazione - per una ragione che potrà sembrare banale cioè, che non ne vedo di migliori all'orizzonte e quindi tutto sommato…. Noi che in questo paese ci viviamo, sappiamo che le persone si cacciano via se tu hai un'alternativa convincente che oggi non c'è. La politica oggi è a un punto di caduta grave, lo vediamo. E il Presidente del consiglio è stato il frutto di una selezione casuale, però questo è stato per volontà dei cittadini italiani, non colpa sua. Io non sono favorevole al metodo di 'estrarre a sorte il capo di Governo però avendo adottato questo sistema, stavolta ci ha detto bene, questa è la mia valutazione".

D'Alema ha fatto anche un'analisi del momento della Roma: "Aspettiamo di vedere cosa cosa faranno i nuovi proprietari. Alla Roma hanno fatto sempre bene le persone del Nord. Come Viola, che era settentrionale e Liedholm che era ancora più a Nord di lui. A Roma ci vuole rigore e disciplina. Il tifoso della Roma è abituato a ogni genere di sofferenza, ma qui siamo oltre quello che è accettabile", ha detto riferendosi al caso Diawara. L'ex presidente del Consiglio poi ha aggiunto: "Nel momento in cui verrà accertata una responsabilità ci si aspetta che chi ha fatto questo ne risponda a società e tifosi". Infine una battuta su Edin Dzeko: "Sconcertante come si sia evoluto il mancato trasferimento alla Juve. Ma se a Verona avesse giocato, almeno sul campo avremmo vinto".

Premiati infine Massimo Ghini, uno dei volti più famosi del cinema italiano ed ex responsabile della cultura del Pd nel Lazio; Max Giusti, conduttore televisivo e radiofonico, attore, commediografo e attore italiano; Gianfranco Vissani, chef di fama internazionale; Sebino Nela, campione d'Italia con la Roma nel 1982-83 e infine il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina che ha colto l’occasione per tornare sul tema delle aperture al pubblico degli impianti sportivi: "In occasione di Italia-Olanda a Bergamo vorremmo aprire oltre i mille spettatori consentiti. Lo meriterebbero i tifosi e la città di Bergamo. La speranza è che qualcuno capisca in termini di sensibilità quanto sia importante - ha aggiunto il presidente federale - Noi non vogliamo aprire i botteghini, vogliamo solo invitare e far partecipare in quell'occasione tutti quelli che sono stati un esempio di attaccamento per questo Paese, come i medici e gli infermieri. Sarebbe doveroso da parte del calcio e del nostro Paese accogliere questi eroi e speriamo che l'Uefa dopo la Supercoppa tra Siviglia e Bayern Monaco possa autorizzarci ad aprire gradualmente la capienza dello stadio rispettando i principi della salute degli spettatori". Gravina ha accennato anche al problema dei tamponi per i giocatori: "Non è sostenibile. Non voglio entrare nel merito di valutazioni economiche e finanziarie che non mi appartengono, ma se si parla di tutela della salute cerchiamo di entrarci applicando anche criteri che la scienza porta avanti. Fatto ogni quattro giorni, come sottolineato dal verbale del CTS, il tampone è particolarmente invasivo e dannoso per le mucose dei nostri calciatori". Riguardo la sconfitta a tavolino inflitta alla Roma, Gravina ha detto: "Ci sono poche speranze per un eventuale ricorso. C'è stata l'applicazione di una norma molto chiara, ma lasciamo ogni valutazione ai giudici che sono molto attenti e preparati e possono dare un giudizio più preciso".
 

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