Ossigeno-ozono terapia, intervista al Prof. Marianno Franzini

L’ossigeno-ozono terapia è una pratica medica utilizzata da anni in Italia e nel mondo e può rivelarsi un utile strumento per la prevenzione di numerose patologie
Ossigeno-ozono terapia, intervista al Prof. Marianno Franzini

L’ossigeno-ozono terapia è una pratica medica utilizzata da anni in Italia e nel mondo e può rivelarsi un utile strumento per la prevenzione di numerose patologie per effetto della sua azione antiossidante, antidolorifica e antinfiammatoria. Il trattamento si è inoltre rivelato, nel corso degli anni, un presidio medico efficace nella riduzione del rischio di infezioni grazie all’azione di potenziamento del sistema immunitario che svolge. Infine, l’ozono è utile nel trattamento di patologie a carico dell’apparato muscolo-scheletrico: questa sostanza, completamente naturale, favorisce il recupero fisico. Risulta quindi particolarmente indicato per gli atleti professionisti ma anche per tutti coloro che praticano attività sportiva a livello amatoriale. Ne abbiamo parlato con il professor Marianno Franzini, Presidente della Società Scientifica di ossigeno-ozono terapia (SIOOT) e docente di ossigeno-ozono terapia alla facoltà di medicina dell'università di Pavia e all’Unicamillus di Roma. 

Professore, ci può spiegare come agisce l’ozonoterapia sul corpo di uno sportivo?

"In molti modi diversi. Il primo, e forse il più palese, è la funzione antinfiammatoria e antiossidante dell’ozono. Sotto questo punto di vista, infatti, l’ossigeno-ozono terapia si rivela molto utile nell’allievare i sintomi e le patologie che colpiscono più frequentemente chi pratica attività sportiva, a ogni livello. Mi riferisco in particolare all’apparato muscolo-scheletrico: l’ozono aiuta nella cura di infiammazioni, dolori muscolari e articolari fino ad arrivare al trattamento discale e all’ernia del disco. Per chiarire: l’ossigeno-ozono terapia consente ad esempio di poter effettuare una riabilitazione più rapida e un recupero più rapido da traumi, contusioni o altri eventi di questo genere. Inoltre, grazie al potenziamento dell’ossigenazione del sangue, conseguenza diretta delle terapie a base di ossigeno-ozono, è possibile aiutare l’organismo a rispondere meglio a stress da affaticamento e anche a migliorare la performance di tutto l’apparato muscolo-scheletrico, perché l’azione dell’ossigeno e dell’ozono su un trauma ‘sportivo’ agisce diminuendo l’infiammazione e migliorando il microcircolo".

Anche il mondo del calcio ne fa uso?

"Certamente e a ogni livello, fino ad arrivare alla serie A, dove alcuni club utilizzano l’ossigeno-ozono terapia nei protocolli di sostegno fisico ai propri atleti. Ma potremmo citare anche molti altri esempi sportivi, in diverse discipline. Ad esempio, seguo in prima persona gli atleti della Withu Bergamo, che giocano in serie A2 di basket. Generalizzando, il protocollo è applicabile a ogni sport che preveda uno sforzo ripetuto e continuo: è quel tipo di stress fisico, infatti, quello che maggiormente porta alla cronicizzazione di patologie muscolari ed articolari. L’ozono contribuisce a curarle e accorcia i tempi di recupero grazie all’effetto combinato antiinfiammatorio e antidolorifico dell’ozono. In più, specie per chi pratica discipline sportive all’aperto, c’è un altro aspetto da non sottovalutare: l’ozono è infatti un potenziatore del sistema immunitario, quindi può essere utilizzato per prevenire tutte quelle patologie legate all’esposizione alle intemperie o ai climi rigidi dell’inverno, fra cui, banalmente, le malattie da raffreddamento".

L’ossigeno ozono terapia è per tutti o richiede una particolare condizione fisica per ricavarne benefici?

"E’ assolutamente adatta a pazienti di ogni età e in ogni condizione fisica, dall’atleta professionista impegnato a livello agonistico fino al soggetto anziano ospedalizzato. Anzi, è proprio sui soggetti più fragili che la terapia esprime il maggior beneficio. Numerosi studi clinici condotti in tutto il mondo ne hanno dimostrato la validità. Quello che conta è il protocollo con cui il paziente viene trattato. L'applicazione della terapia avviene, infatti, in modo diverso a seconda dei disturbi da trattare. La miscela di gas può essere somministrata per microiniezioni sotto la pelle, per riattivare la circolazione); per iniezioni intramuscolari o intrarticolari oppure trattando piccole quantità di sangue prelevato al paziente e reiniettandolo. Come per tutte le altre discipline mediche, va ribadito che l’ossigeno-ozono terapia deve essere utilizzata in maniera appropriata, solo da specialisti e dopo un’attenta anamnesi del paziente".

Ci sono studi, anche recenti, che testimoniano l’uso dell’ossigeno-ozono terapia nella lotta al COVID-19. Cosa può dirci su questo?

"Che noi stesso abbiamo ottenuto buoni risultati nel trattamento del virus con ozono già durante la prima ondata, ad aprile e maggio. In generale, l’ozono svolge un’azione antibatterica e virus-statica. Il COVID è un coronavirus e quindi sensibile all’azione dell’ozono, che di fatto lo depotenzia. La medicina sta compiendo sforzi indicibili per contrastare questa pandemia e anche noi, some società scientifica SIOOT, abbiamo elaborato un protocollo specifico per il trattamento del COVID19 in associazione con le terapie farmacologiche. Questo protocollo è attualmente in uso in 15 ospedali italiani e sta dando buoni risultati. In tutto il mondo, inoltre, vengono pubblicati studi che dimostrano l’applicabilità dell’ossigeno-ozono terapia nella cura di pazienti a tutti gli stadi dell’infezione".

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