L'Acsi con Viti nel segno della continuità

Confermato il presidente alla guida dell'Associazione che promuove lo sport come un diritto di cittadinanza accessibile a tutti senza alcuna discriminazione
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Antonino Viti è stato confermato alla presidenza dell’ACSI, eletto dai delegati al XV Congresso Nazionale, svoltosi a Roma. L’ACSI promuove lo sport inteso come diritto di cittadinanza accessibile a tutti senza discriminazioni. Parallelamente all’attività ludico-motoria si sviluppa un percorso di educazione civica e di rispetto delle regole. L’ACSI intende orientare la progettualità sportiva integrandola con le macroaree dell’inclusione, della sostenibilità, della vulnerabilità sociale, della cultura digitale, del benessere psicofisico, della prevenzione salutista, delle politiche giovanili, della parità di genere. Il presidente Viti ha evidenziato i problemi intervenuti con la riforma dello sport e come l’ACSI si sia tempestivamente organizzata per dare risposte adeguate alle strutture territoriali, come la creazione della piattaforma online Safeguarding. Inoltre è stata elaborata in tempi brevi una guida per la gestione dei collaboratori e dei volontari sportivi.

Presente al Congresso anche il presidente del Coni Giovanni Malagò che ha sottolineato la svolta epocale dello sport di base a seguito dell’emergenza pandemica. Ha evidenziato le molteplici criticità della riforma dello sport ed il ritardo dei decreti attuativi. Ha espresso positive valutazioni sulla crescita numerica e qualitativa dell’ACSI. Tra gli altri interventi anche Claudio Barbaro, Bruno Molea, Francesca Rispoli.

A chiusura dell’incontro il videomessaggio di Luca Pancalli presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) che ha elogiato il ruolo dell’ACSI nella cultura paralimpica. In questi ultimi anni è cresciuta considerevolmente la collaborazione ACSI–CIP con la piena condivisione di importanti linee progettuali.

Il XV Congresso Nazionale ACSI in linea con la sua storia si pone il compito di tracciare la rotta per l’immediato futuro, aprire una finestra conoscitiva sulla transizione green e digitale, investire energie e risorse sulla sostenibilità. Il movimento – che celebra il 65° anno di attività – ha le carte in regola, le potenzialità strutturali e progettuali per svolgere un ruolo protagonista sui nuovi scenari dello sport e del welfare. Il profondo disagio sociale e le inquietudini giovanili inducono l’ACSI ad assumere un ruolo di mediazione relazionale attraverso i valori pedagogici, socializzanti ed inclusivi dello sport. L’ACSI ritiene che lo sport di base sia, soprattutto per i giovani, un riferimento di emancipazione unificante, un codice etico per la coesione sociale. Lo sport di base è ormai un movimento consolidato che abbatte le barriere di censo e di età. Pertanto è un catalizzatore di quel sentimento collettivo che si riconosce in una comunità coesa. Infine, l'ACSI ha sempre sostenuto la parità di genere. "Pertanto – ha concluso Antonino Viti – si impegna affinchè lo sport diventi sempre più uno strumento di partecipazione, di promozione e di inclusione per consentire i percorsi evolutivi dell’emancipazione femminile".

Particolarmente interessanti gli interventi di Stefano Maniscalco, campione del mondo di karate, ed Emanuele Bruno, pluricampione di judo, che hanno presentato la loro iniziativa di sensibilizzazione sulla difesa personale femminile: ‘JKselfdefense’. I due atleti hanno ricordato che saranno entrambi coordinatori del progetto ACSI, ‘Neanche con una rosa’, incentrato sulla sicurezza delle donne. 


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