Necropoli di Cerveteri e Tarquinia: un viaggio unico nella cultura etrusca

Riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, un luogo dove storia e arte si fondono. Anche facili da visitare attraverso la “Via Etrusca”
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Tra i cinquanta chilometri di strada che dividono Cerveteri e Tarquinia si nascondono ben tremila anni di storia, in un territorio ricco di bellezza. Le Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia raccontano in modo unico la tradizione e la cultura di questa antica civiltà. Una testimonianza straordinaria che, il 2 luglio del 2004, ha spinto il Comitato Esecutivo dell’Unesco a proclamare il sito come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Da questo territorio sono arrivate gran parte delle scoperte archeologiche legate alla civiltà etrusca, con migliaia di sepolcri, dipinti e altri artefatti conservati.

Il sito contiene le due necropoli della Banditaccia e Monterozzi, ovvero i cimiteri delle antiche città-stato etrusche di Cerveteri e Tarquinia. La prima è uno dei migliori esempi dell’architettura domestica etrusca, mentre nella seconda sono celebri le 200 tombe dipinte, testimonianza unica dell’arte di periodo pre-romano. Ma non solo. In alcuni punti si può notare l’evoluzione del territorio all’epoca medievale e di contorno ci sono le meravigliose bellezze naturali del litorale laziale. 

La Via Etrusca: Cerveteri e Tarquinia in sei itinerari

Un lavoro congiunto tra i comuni di Tarquinia e Cerveteri ha dato vita alla “Via Etrusca”, che con i suoi sei itinerari a disposizione racconta la storia del territorio, tra storia, arte e natura, fornendo un’esperienza unica ai visitatori. I percorsi sono equamente suddivisi tra i due territori comunali, ognuno pensato e creato con un suo tema o simbolismo.

Il primo di questi regala un viaggio tra varie necropoli etrusche tarquiniesi, passando da una splendida campagna alle tombe dipinte del circuito di visita del Calvario, fino alla tomba dell’Orco e il sepolcreto di una delle famiglie etrusche più rinomate: la tomba degli Scudi e la famiglia Velcha.

Il secondo percorso è conosciuto come Tarka – Corneto – Tarquinia, e racchiude oltre 3mila anni di storia della città, mostrandone evoluzioni e cambiamenti. Si parte dal capolavoro rinascimentale della città, palazzo Vitelleschi, sede del Museo Archeologico Nazionale, dove all’ultimo piano è custodita la Tomba delle Olimpiadi, così denominata perché il Soprintendente R. Bartoccini ritenne che “tale denominazione le si addicesse più di ogni altra, per il sereno e felice spirito agonistico che aleggiava nelle scene dipinte sulle pareti”. Si passa poi dai resti nel colle vicino all’odierna Tarquinia fino alla chiesa di Santa Maria in Castello, complesso del Duecento e riconosciuto come monumento nazionale, in un passaggio armonioso dalla cultura etrusca a quella medievale.

Il terzo itinerario si incentra maggiormente sulla città etrusca, con il monumentale basamento del tempio detto dell’Ara della Regina. Un luogo ricco di storia e fortemente legato all’antica religione etrusca, dove auguri e aruspici prevedevano il futuro. È poi un luogo di leggende, da quella di Tages, il vecchio in un corpo di un fanciullo che insegnò agli etruschi l’arte divinatoria, a quella dell’eroe e fondatore di Tarquinia, il principe Tarconte. L’itinerario si conclude nell’attuale Tarquinia, passando per la porta più antica della città fino alla Barriera San Giusto.

Il quarto percorso, il primo tra quelli di Cerveteri, racchiude dentro di sé numerose tappe intermedie. Si va dai dipinti al patrimonio sotterraneo nei tumuli della Banditaccia, fino ad un cammino selvaggio che, tra altri tumuli monumentali che attraversa la cosiddetta via degli Inferi, portando fino all’antica città di Cerveteri. 

Il quinto itinerario passa per l’odierna Cerveteri, tra la piazza S. Maria, il palazzo Ruspoli e il celebre borgo di Ceri, insediamento etrusco che nel tempo si è sviluppato diventando un feudo medievale posseduto da famiglie nobili. Centrale nell’itinerario è il Museo Archeologico Nazionale, dedicato all'arte etrusca.

Il sesto e ultimo percorso porta i visitatori tra le tombe del Comune, il tumulo dei Leoni Dipinti, quello della Nave e delle Cinque sedie, costeggiando la necropoli della Banditaccia. Un viaggio che culmina nella necropoli di Greppe Sant’Angelo, luogo celebre dove fu ritrovato il cratere di Eufronio, oggi conservato nel Museo Archeologico Nazionale.

Cerveteri e Tarquinia, un’esperienza anche per i bambini

La stretta collaborazione tra i due comuni ha dato vita ad un progetto altamente coinvolgente, pensato per raccontare la storia e le bellezze del territorio ai turisti di tutte le età. L’uso della tecnologia permette, infatti, di regalare una grande esperienza anche ai più piccoli, con personaggi in realtà aumentata e sotto forma di cartoni animati, rendendo il messaggio storico estremamente condivisibile. Presente anche un podcast per ciascuno degli itinerari previsti unendo storia e immaginazione in un racconto, con le voci di Maria Grazia Cucinotta e Vittorio Maria de Bonis, per avvicinarsi al mondo degli etruschi come mai prima d’ora. 


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