SENATORE FDI LUCIO MALAN
“Sono onorato di aver dato spazio a questa iniziativa. Il terzo settore è fondamentale per il contributo che offre alla vita del nostro Paese e gode spesso di grande fiducia da parte dei cittadini, talvolta anche più delle istituzioni. Il governo ha adottato alcuni provvedimenti a suo favore, ma resta ancora molto da fare, anche rispetto a norme recenti che hanno introdotto obblighi onerosi. Serve facilitare queste attività e partire dal presupposto che il fine è sempre positivo”.
BRUNO MOLEA, PRESIDENTE FICTUS FEDERAZIONE DEGLI ENTI CULTURALI, TURISTICI E SPORTIVI
“Parlare oggi di Terzo Settore significa parlare di una delle infrastrutture civili più importanti del nostro Paese, sottolineando il ruolo decisivo che associazioni e volontariato svolgono nei territori, soprattutto dove lo Stato fatica ad arrivare. Il Terzo Settore non è una nicchia né un accessorio del welfare pubblico: è comunità, prossimità, coesione sociale. Tra i suoi punti di forza, il capitale umano che lo anima e la capacità di intervenire rapidamente nelle emergenze sociali, ma è bene anche guardare con lucidità alle criticità. Dobbiamo affrontare nodi reali: l’eccesso di burocrazia, la dipendenza dai contributi pubblici e una rappresentanza spesso frammentata. Il Forum Terzo Settore deve restare autonomo e super partes: non contro la politica, ma nemmeno al suo servizio. La sfida dei prossimi anni sarà costruire un Terzo Settore più autonomo, più rappresentativo, meno burocratizzato e capace di innovare. Solo così potrà continuare a essere la voce dei territori, delle comunità e delle persone più fragili”.
JURI MORICO, PRESIDENTE OPES
“In molti ambiti – dal sociale allo sport, dalla cultura all’inclusione – il Terzo Settore è saldamente una componente essenziale del sistema di welfare del Paese. All’interno della Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani abbiamo vissuto un momento di condivisione, di conoscenza e di consapevolezza tra attori protagonisti della società civile per allenarci nella pratica di una nuova forma di sussidiarietà orizzontale, nel privato sociale, favorendo una maggiore capacità di collaborazione tra le organizzazioni del Terzo Settore. La sfida è proprio questa: trasformare la pluralità del Terzo Settore in una ricchezza il più possibile condivisa, aumentarne la capacità di generare cooperazione e sviluppo sociale. È in questo senso che la sussidiarietà orizzontale del privato sociale diventa una leva strategica: un modo per rafforzare la capacità delle organizzazioni di sostenersi reciprocamente, di crescere insieme e di moltiplicare l’impatto positivo delle loro attività sui territori. La nostra posizione resta improntata alla responsabilità e al dialogo. Non siamo interessati alle polemiche, ma alla costruzione di percorsi che possano rafforzare il Terzo settore nel suo complesso. Se nasceranno nuovi strumenti di analisi o forme di coordinamento tra organizzazioni, dovranno avere un obiettivo chiaro: favorire una rappresentanza più ampia, più partecipata e più capace di interpretare la ricchezza del Terzo Settore italiano”.
CLAUDIO BARBARO, PRESIDENTE ASI
“La realtà dell’associazionismo è oggi un mondo imprescindibile: la forza del volontariato e della sensibilità sociale costituisce un asse portante della società civile. Ma il Terzo Settore oggi necessita anche di ampie e trasversali rappresentanze, capaci di sostenere una fase profonda di cambiamento e di innovazione. Il ruolo dei corpi intermedi assunto dal terzo Settore risulta sempre più nevralgico nelle politiche di sviluppo nazionali e, per questo, dobbiamo sburocratizzare il comparto e risolvere il problema una rappresentanza spesso frammentata”.
ROSARIO VALASTRO, PRESIDENTE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA:
“Le organizzazioni del terzo settore sono diverse per storia e attività, ma condividono la stessa volontà di impegnarsi per il territorio e di avere una voce unita, anche per aiutare le istituzioni a superare gli ostacoli burocratici. Gli adempimenti di legge sono giusti quando tutelano il settore, ma quando diventano solo burocrazia sottraggono tempo alle persone. Il terzo settore è un pilastro per tre ragioni: il senso di appartenenza alle comunità, l’azione concreta che produce risultati e la partecipazione, che crea coesione e rafforza le comunità. Su questi tre aspetti ritengo che nostra comunità debba sempre di più vedere che enti del terzo settore hanno ricchezza unica”.
OSCAR BIANCHI, PRESIDENTE NAZIONALE DI AVIS
“AVIS è una realtà che rappresenta la più grande comunità civica organizzata, radicata nei territori e al servizio del Paese. Mettere a sistema con il mondo del Terzo Settore questa autorevolezza e questa esperienza significa rafforzare il contributo del volontariato alle politiche pubbliche e alla coesione sociale. Solo lavorando insieme, Terzo Settore e istituzioni, è possibile dare risposte più efficaci ai bisogni delle comunità”.
ANTONINO VITI, PRESIDENTE ACSI
“Il terzo settore è libero di agire ed è uno spazio generativo, dove le persone costruiscono prima di rivendicare. Non nasce per sostituire lo Stato, ma per prevenire la disgregazione sociale e rafforzare la coesione nelle comunità. Attraverso educazione, cultura, sport e tempo libero crea vere infrastrutture sociali, che tengono insieme i territori. Quando un’associazione apre le porte non offre solo un servizio, ma costruisce fiducia e partecipazione. Per questo è necessario superare la contrapposizione tra pubblico e privato e puntare su un’alleanza strutturale con le istituzioni. Il terzo settore è il luogo dove la cittadinanza si esercita e dove le comunità si rafforzano. In un mondo segnato da conflitti e divisioni, ogni esperienza associativa che genera fiducia e partecipazione diventa un antidoto alla distruzione e alla frammentazione sociale”
ANTONIO AFFINITA, PRESIDENTE MOIGE
“Viviamo una pressione non occasionale ma sistemica, e per questo abbiamo bisogno di un terzo settore forte e reattivo. Un terzo settore capace di affrontare i problemi sociali con concretezza, sporcandosi le mani e stando vicino alle persone più fragili. Come famiglie chiediamo organizzazioni che sappiano ascoltare, accompagnare e chinarsi sulle situazioni di povertà. Sta a noi prendercene cura e avere anche il coraggio di denunciare quando le cose non funzionano. È questa la sfida più grande per il terzo settore: accogliere il pluralismo delle differenze e trasformarlo in valore”.
VANDA BRAGHETTA, PRESIDENTE CIAO LAB APS.
“Considero questo incontro un momento importante di confronto e di responsabilità collettiva. Il Terzo Settore rappresenta oggi una risorsa fondamentale per rafforzare la coesione sociale e costruire comunità più inclusive e solidali. Le associazioni operano quotidianamente nei territori, spesso colmando bisogni che altrimenti resterebbero inespressi. Per questo è fondamentale superare le appartenenze e lavorare insieme, istituzioni e società civile, con una visione comune. Solo attraverso collaborazione, ascolto e progettualità condivisa possiamo generare un impatto reale e duraturo. L’esperienza maturata negli anni nel volontariato ci insegna che la partecipazione attiva dei cittadini è il vero motore del cambiamento”.
DOMENICO GIANI, PRESIDENTE MISERICORDIE
“Le Misericordie contano circa 600 mila soci e sono presenti in molte aree del mondo, dall’Ucraina a Betlemme, dall’Africa alla Polonia. Non cito questi numeri per esaltarci, ma per ricordare la grande forza del volontariato italiano, che coinvolge circa 5 milioni di persone. Il valore economico di questo impegno è stimato in circa 80 miliardi di euro, ma il valore morale è incommensurabile. Il terzo settore è un pilastro e un corpo intermedio fondamentale della società, soprattutto in un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo. Rappresenta un modello che mette al centro la persona e che deve essere difeso e sostenuto. Per questo è importante lavorare insieme, non solo con il governo ma con tutta la società civile, dando voce al servizio che il volontariato offre, soprattutto ai giovani e alle persone più fragili”.
ANTONINO LA SPINA, PRESIDENTE UNPLI
“La riforma ha rafforzato l’identità del terzo settore e il contesto in cui opera, segnando in questi anni una svolta importante e rispondendo con attenzione alle esigenze delle organizzazioni. Senza il terzo settore molte comunità farebbero fatica a sostenersi: nei momenti di difficoltà è spesso il primo punto di riferimento per il Paese. Il tavolo di confronto ha rappresentato la volontà di lavorare insieme, pur nella diversità dei soggetti coinvolti, per affrontare le sfide future e accompagnare i cambiamenti necessari. Per farlo servono risorse, attenzione e un riconoscimento chiaro da parte dello Stato del ruolo fondamentale che il terzo settore svolge”.
FRANCESCO PIEMONTE, PRESIDENTE NAZIONALE MODAVI
"Il governo ha avviato interventi di riforma del Codice del Terzo settore e nel giugno 2024 ha introdotto il decreto sul riconoscimento delle competenze dei volontari. Se chiediamo al terzo settore di contribuire al bene delle comunità, è fondamentale valorizzare le competenze di chi vi opera. Non solo quelle dei volontari, ma anche dei dirigenti e dei professionisti che dialogano con la pubblica amministrazione. Per questo è necessario riconoscere e certificare queste competenze, anche con il supporto del mondo accademico e di enti certificatori, così da valorizzare davvero le risorse umane che ogni giorno lavorano nel terzo settore. Ben venga in tal senso l’Osservatorio".
EMANUELE BUFFOLANO, PRESIDENTE NAZIONALE DEL MODAVI PROTEZIONE CIVILE ODV
“Il Terzo Settore non è solo un ‘erogatore di servizi’, ma è lo spazio in cui si esercita la cittadinanza attiva, rendendo la democrazia più solida e meno frammentata, capace di trasmettere ideali e valori alle future generazioni. Oggi affrontiamo un trend negativo di adesioni a tutti i percorsi di volontariato, abbiamo la necessità di invertire questo calo di partecipazione, ma dobbiamo farlo raggiungendo le giovani generazioni nei loro luoghi di aggregazione, essendo capaci di trasmettere il cuore, le passioni e le emozioni di chi sceglie consapevolmente di essere una mano che aiuta e porta sollievo. Sulle gambe di tanti volontari cammina sempre la speranza di chi, colpito da emergenze e calamità, attende l’aiuto della Nazione e lo Stato deve essere protagonista del rilancio dei nostri percorsi. Accogliamo, con grande soddisfazione, il decreto voluto dalla Viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. Maria Teresa Bellucci, approvato nel 2025, che certifica le competenze acquisite dai volontari, valorizzando l'esperienza nel Terzo settore per scuola, università e concorsi pubblici: era un intervento, che negli spazi di rappresentanza dell’associazionismo, era auspicato ed atteso da anni, che potrà diventare leva e fonte di nuove adesioni ai nostri mondi”.
PINA ESPOSITO, SEGRETARIO NAZIONALE AISLA
"Tra le tante parole che descrivono il terzo settore, ne scelgo una: cura. Non solo cura medica, ma cura delle persone, delle relazioni e delle comunità. L’esperienza della SLA ci insegna che nessuna risposta basta da sola: servono insieme dimensione clinica, familiare, sociale e organizzativa. Il volontariato rappresenta prossimità e vicinanza: chi è vicino alle comunità sa cosa funziona e cosa no. Per questo il terzo settore è una vera infrastruttura del Paese, capace di contribuire a un welfare più dinamico e generativo. Non si tratta solo di compiere gesti di solidarietà, ma di costruire comunità più forti e un Paese migliore. Noi siamo pronti a fare la nostra parte".