"Neanche con una rosa", la tappa di Bari
Si è tenuta ieri, 11 giugno, a Bari la nuova tappa del progetto “Neanche con una rosa”, iniziativa che promuove la cultura il rispetto e la prevenzione di ogni forma di violenza. Realizzato da ACSI e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il patrocinio del Comune di Bari. Il capoluogo pugliese è stata una tappa simbolica e strategica di un percorso nazionale che intende costruire consapevolezza e responsabilità collettiva. “Neanche con una rosa” suggerisce una riflessione profonda sul tema della violenza, anche nelle sue forme più sottili e meno riconoscibili, ribadendo con forza che nessuna espressione di sopraffazione può trovare giustificazione, neanche quando si manifesta attraverso gesti apparentemente simbolici o culturalmente accettati.
Judo e Karate, l'autodifesa delle donne
Tra gli interventi anche quelli di Emanuele Bruno, campione di judo, e Stefano Maniscaldo, campione di karate, co-ideatori del metodo JK Defense Donna, un programma di autodifesa, empowerment e prevenzione, che insegna consapevolezza e prevenzione, autostima e sicurezza e reazione mirata (movimenti efficaci e immediati, anche contro avversari con stazza maggiore), puntando sulle leve articolari del judo e sui colpi del karate. "Da campioni - hanno detto i due maestri di arti marziali - crediamo che lo sport debba avere una responsabilità sociale nell'insegnare sicurezza, consapevolezza e prevenzione. Judo e Karate insieme diventano un linguaggio di rispetto, coraggio e autodifesa. Essere qui significa mettere la nostra esperienza al servizio di una causa che riguarda tutti".
A queste parole si aggiungono quelle del presidente Acsi, Antonio Viti: "Siamo convinti che educazione, sport e partecipazione siano tra gli strumenti più efficaci per prevenire fenomeni di violenza e discriminazione. Lo sport insegna che la forza non consiste nel prevalere sugli altri, ma su controllare se stessi e riconoscere il valore dell'avversario".