Dalla pedana non scendi comunque

Capita di smettere, ma non del tutto
Dalla pedana non scendi comunque
di Luvi, Alice, Bea (Radioimmaginaria)

Continua la collaborazione tra Corriere dello Sport-Stadio e i ragazzi di Radioimmaginaria, dal 2012 la radio degli adolescenti. Un network europeo fatto, diretto e condotto da ragazzi che hanno da 11 a 17 anni. Ci accompagneranno settimanalmente con storie, interviste e commenti.

Si dice che la scherma sia uno sport che, anche se decidi di smettere, non lo abbandoni mai davvero. Dopo averlo praticato per 10 anni, e a distanza di tre anni da quando ho smesso, posso dire che è vero. Non riesco a fare a meno di tenermi aggiornata su quello che succede ai miei ex compagni, e di tifare per loro anche se ormai abbiamo preso strade diverse. C’erano delle settimane che vedevo queste persone più di quanto vedessi la mia famiglia, tra gare e allenamenti, e adesso è stranissimo pensare a quei giorni che mi sembrano appartenere ad un’altra vita. È vero quello che dice Alice, 18 anni, 8 dei quali passati sul campo da pallavolo, «Penso che mi mancherà da morire tutto, persino scrivere ai miei amici la solita frase “Ragazzi non posso, ho allenamento”, per cui probabilmente mi avranno odiata un milione di volte». Ti manca tutto, anche le cose che ti facevano più schifo, i momenti brutti, la fatica, la rabbia quando sapevi di non essere andata bene. Beatrice, che ha 15 anni e dopo 9 ha deciso di smettere ginnastica artistica, lo ha detto benissimo: «Interrompere questo sport me lo ha fatto amare più di quanto lo amassi mentre lo praticavo». Forse in effetti questi momenti appartengono ad un’altra vita, ma non perché sono successi molto tempo fa. Quando fai sport ti senti un po’ come se ci fossero due te: una che fa le cose come tutte le persone della tua età e una che 5 giorni a settimana impugna la sciabola e scende in pedana. Un po’ come Spiderman, o Hannah Montana. Quando ti abbassi la maschera, quando sali sulla trave, quando metti piede in campo non sei più solo Ludovica, Beatrice o Alice. Certo non salvi le persone, ma metti quel punto, fai quella ruota e schiacci quella palla, e per un po’ supereroe ti ci senti lo stesso.

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