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Roma 2024, i medagliati azzurri scrivono alla Raggi

Roma 2024, i medagliati azzurri scrivono alla Raggi
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Due lettere, una dagli atleti che sono saliti sul podio a Rio e una personale di Campriani, alla sindaca della Capitale: «Dia impulso ai nostri sogni»

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giovedì 8 settembre 2016 12:04

ROMA - Due lettere, una dai medagliati azzurri a Rio e una personale di Niccolò Campriani, tre volte campione olimpico, alla sindaca Raggi per non far tramontare un sogno: è questa - apprende l'Ansa in ambienti dell'Italia Team - la mossa che gli atleti tricolori hanno scelto per convincere il Campidoglio a sostenere la candidatura di Roma 2024. "Saremo felici di poter gareggiare ora, insieme, per conquistare un sogno, una speranza: Roma 2024" scrivono gli azzurri alla prima cittadina della Capitale.

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IL TESTO INTEGRALE - "Cara Sindaca, abbiamo appena concluso una fantastica edizione dei Giochi Olimpici a Rio - il testo della lettera firmata da tutti i medagliati azzurri - e torniamo a casa con un risultato sportivo di immagine e di medaglie che hanno esaltato e commosso gli italiani. Ci siamo fatti onore, abbiamo sofferto e gioito, vinto e talvolta perso, ma sicuramente abbiamo regalato all'Italia quelle emozioni forti che solo un'Olimpiade sa offrire. Sappiamo che manca poco tempo allo scadere del termine per la sua accettazione alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici e Paralimpici del 2024. Chi come noi ha avuto la possibilità di vivere quelli di Rio e di conquistare una medaglia facendo salire sul podio il nome dell'Italia è convinto che riportare i Giochi nel nostro Paese e nella nostra Capitale darebbe alle nuove generazioni il necessario ottimismo per credere in un futuro migliore. Lei può dare un impulso decisivo ai nostri sogni e una motivazione di entusiasmo per tutto lo sport italiano. Le chiediamo di non far mancare il suo sostegno alla candidatura di Roma. Lo chiediamo con quella passione che abbiamo mostrato in questi giorni nelle nostre gare e che ci ha consentito di primeggiare. Ci appelliamo alla Sua sensibilità di Sindaco e al suo amore di madre. Se giochiamo insieme, nessuna partita potrà mai essere persa. Uniti si vince, lo ha dimostrato Lei diventando Sindaco, lo abbiamo dimostrato noi vincendo a Rio. Siamo certi che Lei condivide questi sentimenti. Non chiuda la porta di fronte ad un'occasione irripetibile. Roma è la nostra Capitale e tutti noi siamo al suo fianco nelle battaglie che Lei sta conducendo per riportarla agli antichi splendori. Saremo felici di poter gareggiare ora, insieme, per conquistare un sogno, una speranza: Roma 2024. Un abbraccio sportivo".

LE FIRME - La lettera è firmata da Giovanni Abagnale, Matteo Aicardi, Rosaria Aiello, Oleg Antonov, Diana Bacosi, Fabio Basile, Roberta Bianconi, Emanuele Birarelli, Michael Bodegas, Rachele Bruni, Simone Buti, Tania Cagnotto, Chiara Cainero, Niccolò Campriani, Matteo Castaldo, Frank Chamizo Marquez, Massimo Colaci, Aleksandra Cotti, Francesca Dallapè, Marco Del Lungo, Gabriele Detti, Marco Di Costanzo, Elisa Di Francisca, Francesco Di Fulvio, Tania Di Mario, Giulia Emmolo, Rossella Fiamingo, Marco Fichera, Pietro Figlioli, Andrea Fondelli, Teresa Frassinetti, Valentino Gallo, Arianna Garibotti, Daniele Garozzo, Enrico Garozzo, Simone Giannelli, Niccolò Gitto, Odette Giuffrida, Giulia Gorlero, Marco Innocenti, Osmany Juantorena, Filippo Lanza, Matteo Lodo, Elisa Longo Borghini, Daniele Lupo, Domenico Montrone, Paolo Nicolai, Alessandro Nora, Gregorio Paltrinieri, Giovanni Pellielo, Matteo Piano, Paolo Pizzo, Francesca Pomeri, Nicholas Presciutti, Christian Presciutti, Elisa Queirolo, Federica Radicchi, Gabriele Rossetti, Salvatore Rossini, Andrea Santarelli, Pasquale Sottile, Chiara Tabani, Laura Teani, Stefano Tempesti, Alessandro Velotto, Giuseppe Vicino, Elia Viviani, Ivan Zaytsev.

CAMPRIANI "L'eclatante risultato della Gran Bretagna nel medagliere di Rio è solo uno degli effetti collaterali di questa trasformazione culturale il cui valore non si misura nel numero di ori ma nell'impatto tangibile sul welfare di una società più dinamica". È uno dei passaggi della lettera - di cui è in possesso l'Ansa - che il tre volte campione olimpico del tiro, Niccolò Campriani, ha scritto alla sindaca Virginia Raggi, sostenendo le ragioni della candidatura capitolina ai Giochi del 2024.

LA LETTERA - "Gentile Sindaca, questo Paese ha bisogno di intendere il reale valore della speranza - scrive l'olimpionico azzurro alla prima cittadina di Roma -. I giovani hanno necessità di vivere delle opportunità prima ancora di sconfitte o vittorie. Questo è un Paese che ha fatto molti errori, tuttavia da sportivo non riuscirei mai a superare i miei limiti se non accettassi prima la loro esistenza e poi la possibilità che vengano superati con impegno, fatica e sacrificio. Nei miei anni di carriera da Olimpionico ho osservato come edizioni diverse dei Giochi hanno avuto differenti effetti sulla vita sociale della nazione ospitante. A tal proposito voglio condividere con lei una mia testimonianza della legacy di Londra che ho avuto la fortuna di vivere durante i miei anni di Master a Sheffield nel 2013 e 2014. Ho ancora negli occhi le centinaia di famiglie che si riunivano ogni sabato mattina nello spazio verde di Encliffe Park per correre insieme la 5km settimanale. Ciascun partecipante veniva munito di un braccialetto magnetico per registrare automaticamente il tempo totale. Ognuno poteva monitorare il proprio trend di miglioramento sul sito del Comune e collezionava orgogliosamente le magliette celebrative consegnate in omaggio al traguardo della 10ma, 50ma o 100ma corsa. Londra 2012 è stato soprattutto il veicolo per portare lo sport nelle scuole primarie e secondarie Inglesi: le attività sportive sono state integrate con i programmi accademici in modo serio e armonioso. L'eclatante risultato della Gran Bretagna nel medagliere di Rio è solo uno degli effetti collaterali di questa trasformazione culturale il cui valore non si misura nel numero di ori ma nell'impatto tangibile sul welfare di una società più dinamica. Ci dia la possibilità di assumerci da giovani atleti e buoni cittadini le responsabilità che la passione e i sogni ci hanno attribuito". 

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