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La Wada alla Russia: «Tutto deve cambiare davvero»

La Wada alla Russia: «Tutto deve cambiare davvero»
© AP

Il presidente Craig Reedie lancia un ulteriore avvertimento ai vertici dello sport russo

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mercoledì 21 marzo 2018 15:05

LOSANNA - Se la Russia vuole ritrovare il suo posto nello sport mondiale, allora deve essere più collaborativa e in primis accettare e riconoscere le conclusioni del rapporto McLaren sull'esistenza di un doping sistematico attuato fra il 2011 e il 2015, con la complicità del Ministero dello Sport di Mosca. Craig Reedie, presidente della Wada, lancia un ulteriore avvertimento ai vertici dello sport russo e non solo. In occasione di un simposio dell'agenzia mondiale antidoping a Losanna, Reedie fa sapere che la Russia ha ignorato quattro lettere in cui veniva proposta un'ispezione congiunta del laboratorio di Mosca, dove centinaia di campioni sono ancora conservati. "Abbiamo proposto ai dirigenti russi presenti a Pyeongchang di visitare insieme il laboratorio ma sembra che la nostra offerta non sia stata ascoltata. Abbiamo anche scritto alla commissione investigativa russa quattro volte per offrire il nostro aiuto e non abbiamo ricevuto alcuna risposta". In questa situazione "a uscirne sconfitti sono gli atleti russi, la cui partecipazione ai prossimi eventi continuerà a essere messa in discussione perché il resto del mondo non crederà a un vero cambiamento. C'e' bisogno di agire, davvero. Se la situazione non cambierà, sarà danneggiato tutto lo sport perché ogni vittoria russa sarà messa in dubbio".

Reedie spiega che la Rusada, sospesa dal 2015, ha soddisfatto la gran parte dei requisiti richiesti per il reintegro ma sulle ultime due condizioni - l'accesso al laboratorio di Mosca e il riconoscimento del rapporto McLaren - non sono stati fatti passi in avanti nonostante il dialogo continuo degli ultimi 15 mesi. "Vogliamo ritrovare una Rusada indipendente ed efficiente ma è un peccato che le autorità russe vadano così a rilento. Stiamo cercando di convincerli a riconoscere e accettare come vere le conclusioni sul doping sistematico, che sono quelle che hanno portato alla squalifica della Russia per gli ultimi Giochi Invernali, dove gli atleti sono stati ammessi come neutrali", ha sottilineato ancora Reedie. (in collaborazione con Italpress)

 

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