Bud Spencer protagonista a Napoli
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Bud Spencer protagonista a Napoli

Verrà inaugurata domani alle 18.30 a Napoli e dal 13 sarà aperta al pubblico una mostra dedicata al celebre attore e sportivo. Cimeli, ricordi e foto di una vita, per un singolare e inedito Bud Spencer-Carlo Pedersoli

Il gigante buono era davvero lui. E manca a tutti. Alla famiglia che sarà domani a Napoli, agli amici e ai cultori dei suoi film. Ma Carlo-Bud Pedersoli-Spencer non era solo quello delle amate pellicole in coppia con Terence Hill. Era anche e soprattutto un uomo di sport: nel nuoto è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 stile, ha praticato pallanuoto e rugby, c’era alle Olimpiadi di Helsinki, Melbourne e Roma. Nel calcio sostenitore del Napoli per nascita, aveva la Lazio nel cuore. Bud se n’è andato nell’estate 2016, tre anni dopo ecco questa mostra multimediale con la sua voce narrante: verrà inaugurata domani a Napoli alle 18.30 nella Sala dorica di Palazzo Reale e sarà aperta al pubblico dal 13 settembre all’8 dicembre nel prestigioso spazio espositivo del capoluogo.

Volto, voce, immagine, icona e atleta: è il mondo di Bud Spencer. Napoli è la sua città, quella in cui è nato e a cui da sempre era legato (nel film Piedone Lo Sbirro: “Sei italiano?”, lui risponde: “No, sono napoletano”), ma viveva a Roma. Ora questo evento per ripercorrere in maniera inedita la sua vita tra cimeli, film, parole e imprese. Era uno spirito libero Bud Spencer, è stato anche pilota, imprenditore, scrittore e ha interpretato molteplici ruoli. Entrava e usciva dai suoi personaggi, ma restava sempre fedele a se stesso. Giuseppe, Cristiana e Diamante, i tre figli saranno a Napoli per raccontare, come la moglie Maria chi era Bud. «Papà mi ha sempre detto che il successo poteva passare - sottolinea la figlia Cristiana - perché dipende dal pubblico che te lo toglie e te lo dà, invece nello sport è differente, dipende dalla tua forza. Ecco perché lo amava così tanto ed era legatissimo ai suoi successi, perché erano tutti figli della sua forza».

Le lettere delle Olimpiadi, gli stemmi, le immagini in bianco e nero con la maglia dell’Italia e la sua faccia sempre sorridente, da uomo buono: Carlo anche privato e forse nuovo verrà fuori dal percorso-viaggio di questa mostra (curata da Umberto Croppi, coprodotta da Equa e Istituto Luce-Cinecittà) tra articoli, poster, manifesti dei film, bozzetti originali, foto pubbliche e di famiglia. E alla fine nascerà un vero e proprio libro autobiografico. «Ci sono tanti oggetti che parlano di lui, è stato emozionante trovarli anche per noi, e messi tutti insieme danno una bella immagine di papà. Non era, non è stato per noi un classico padre, amava la libertà, era un sognatore, un uomo autentico e buono. Uguale a se stesso sullo schermo e a casa. Un grande esempio di vita».

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