"Surf nuda come opera d'arte"

"Skin Deep" è il nuovo progetto d'avanguardia della surfista australiana Felicity Palmateer: "Il mio corpo in connessione con l'oceano. Abbracciare la mia femminilità ha aiutato la mia autostima"
"Surf nuda come opera d'arte"
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Un “progetto artistico d’avanguardia”, quello lanciato dalla surfista Felicity Palmateer, che così ha definito il suo ultimo video che unisce le sue due passioni: l'arte e il surf. In “Skin Deep”, – “un'opera d'arte”, come lei l’ha definito – la 28enne australiana surfa completamente nuda, per mostrare “la profonda connessione con l'oceano”. “La gente aveva già surfato nuda prima, ma forse non fino a questo punto. Uso il surf e l'arte come modi per meditare, motivarmi, scappare. Mi sento più sicura quando sono in acqua o sto creando. Riuscire a combinare le due cose in Skin Deep è stato molto soddisfacente”. La giovane sportiva è consapevole della polemica suscitata dall’aver messo in mostra il suo corpo ma non ha dubbi: “Per me è un'opera d'arte. Le persone daranno la loro opinione ma ciò non significa che sia giusto o sbagliato. L'ho sempre detto: l'obiettivo dell'arte è proprio generare un dibattito e sfidare le persone. Se ci riuscirò, sarò felice. Poi ci sarà sempre qualcuno a cui non piacerà, e va bene così”.

Felicity Palmateer: "Surfo nuda come opera d'arte"
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Felicity Palmateer: "Surfo nuda come opera d'arte"

 

Tre anni in giro per il mondo dall'Australia alle Hawaii

La storia di Skin Deep inizia nel 2015, quando Felicity, 109esima al mondo tra le donne dalla World Surf League, ha avuto l'idea. Da lì, tre anni di registrazioni in giro per il mondo tra Fiji, Hawaii, sud e nord dell'Australia occidentale e Nuovo Galles del Sud. Una registrazione non facile, poiché se è difficile trovare buone onde con poche persone, il produttore assicura che trovarle totalmente vuote è quasi impossibile. “Quella che era iniziata come un'idea piuttosto semplice ma spaventosa ed eccitante, si è trasformata in qualcosa di surfmolto più catartico, bello e stimolante di quanto avessi sognato – ha raccontato la sportiva a The Inertia – Il processo di creazione è stato incredibilmente potente. Abbracciare la mia femminilità mi ha aiutato moltissimo a migliorare la mia autostima e accettazione”.

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