Elena Micheli dal tetto del mondo del pentathlon: «Sono felicissima, l'Egitto mi porta fortuna»

L'atleta romana dei Carabinieri, che aveva già vinto la tappa del Cairo in World Cup, commenta il trionfo di sabato con l'oro mondiale: «Devo tutto allo staff del mio club. E grazie anche al supporto dei tecnici federali ad Alessandria»
Elena Micheli dal tetto del mondo del pentathlon: «Sono felicissima, l'Egitto mi porta fortuna»
3 min
Fabio Massimo Splendore

«Sono felicissima di questo risultato, il mio primo titolo Mondiale. L'Egitto sembra essere un posto fortunato per me per gareggiare, dopo la vittoria al Cairo in World
Cup». Il sogno di Elena Micheli si è realizzato nella calda serata di Alessandria d’Egitto, dove la pentatleta romana dei Carabinieri ha realizzato il suo trionfo netto e prepotente nel campionato del mondo assoluto, riportando in Italia, dopo 17 anni, lo scettro rosa della migliore del globo. L’ultimo e unico titolo della storia del pentathlon azzurro fu quello di Claudia Corsini a Varsavia nel 2005, ma Elena ha scritto prepotentemente il suo nome negli annali di questa affascinante disciplina olimpica mettendosi al collo un oro prezioso e quanto mai ben augurante per il cammino che la dovrà portare ai Giochi di Parigi 2024. Alle sue spalle sono finite la temibile ungherese Michelle Gulyas, sempre a podio in tutte le gare della stagione, e la turca Ilke Osyoksel, che sul traguardo hanno accusato un ritardo di 4 e 11 secondi.

«Sono contenta - prosegue Elena - perché con il mio staff abbiamo lavorato tutto l'anno molto duramente per ottenere questo ed esserci riuscita è un sogno. Devo tutto a loro, sono contentissima. Grazie davvero, e grazie per tutto il supporto ricevuto qui dallo staff federale. La mia gratitudine va a tutti i tecnici che mi seguono tutti i giorni, mi supportano e sopportano!». La pentatleta del Centro Sportivo Carabinieri ci era già andata molto vicino nel 2019. A Budapest, ancora 20enne e appartenente alla categoria juniores, nel Mondiale Assoluto che assegnava i pass olimpici per Tokyo 2020 ai primi tre, aveva vinto l’argento con un’impresa a dir poco straordinaria. In questo modo la Micheli, si era regalata la sua prima partecipazione olimpica. A Tokyo però, come un po’ durante tutto il 2021, le cose non erano andate come ci si attendeva e così ad inizio di questa nuova stagione la scelta di affidarsi totalmente allo staff della sua società di appartenenza, il Centro Sportivo Carabinieri.

A “casa sua” la pentatleta romana ha trovato il giusto ambiente e la giusta serenità. Il team di esperti allenatori dell’Arma che la ha seguita è stato coordinato da Luigi Filipponi, già responsabile del settore maschile nell’olimpiade stregata di Rio 2016, nella quale il podio sfumò per un solo secondo dalle mani di Riccardo De Luca. Ad Alessandria tuttavia le cose non sono state del tutto semplici, e ciò può accadere quando si parte da favoriti. Dopo un inizio nervoso nella prova di scherma delle qualifiche di mercoledì scorso, la neo iridata aveva ottenuto con qualche difficolta di troppo il passaggio in semifinale per poi dimostrare proprio in questa fase, di aver raggiunto la giusta condizione mentale per approdare in finale e giocarsi al meglio tutte le sue chance di successo. Il palmares di Elena Micheli parla chiaro: vice campionessa del mondo senior nel 2019, campionessa del mondo juniores e campionessa del mondo universitaria nel 2018, vice campionessa europea juniores 2019, campionessa europea Under 17 nel 2015. Nella sua bacheca, oltre alla medaglia olimpica, mancava solo l’oro iridato tra le grandi del pentathlon, che per fortuna, non ha tardato ad arrivare e da sabato spicca luccicante al collo della pentatleta romana.

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